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Mubarak, niente dimissioni. "Ma non mi ricandido"

Il presidente egiziano gela piazza Tahrir in diretta tv, no al passo indietro: "Manterrò il potere fino a nuove consultazioni" / DIRETTA VIDEO

Mubarak, niente dimissioni. "Ma non mi ricandido"
Hosni Mubarak congela le dimissioni. "Non mi candido alle prossime elezioni, ma fino a quel momento manterrò il potere", ha affermato il rais egiziano. "Farò in modo che ci siano tutte le condizioni perché le prossime elezioni siano libere e trasparenti ", ha poi aggiunto nell'attesissimo discorso alla nazione, che però non sancise la fine del suo quasi trentennale potere. Mubark ha poi sottolineato come ci sarà una "transizione pacifica del potere", di cui sarà lui stesso a farsi carico. "Ho messo a punto una chiara strategia sul modo in cui risolvere la crisi", ha affermato dopo aver garantito che "il sangue di quelli che sono stati uccisi non sarà versato invano". Il rais ha infine affermato di voler restare in Egitto "fino alla morte". A piazza Tahrir, al Cairo, le persone in trepidante attesa sono rimaste spiazzate per il discorso di Mubarak. In tantissimi, agitando le scarpe, hanno cominciato a gridare: "Vattene, vattene".

DIMISSIONI SI', DIMISSIONI NO - Durante la giornata di giovedì un primo indizio circa le dimissioni di Mubarak era arrivato nel pomeriggio, quando il segretario del Partito democratico nazionale (Pdn) Hossam Bardawi aveva affermato: "Mi aspetto che il presidente risponda alle domande del popolo, perché alla fine ciò che conta per lui è la stabilità del Paese, la poltrona non è importante per lui". Anche Ahmed Shafiq, premier egiziano, aveva confermato le ipotesi di dimissioni imminenti di Mubarak, mentre un comandante dell’esercito, parlando ai manifestanti in piazza Tahrir, aveva detto alla folla: "Tutto ciò che volete sarà realizzato". Nel tardo pomeriggio, però, il ministro dell'informazione Anas el-Fekky aveva raffreddato gli animi smentendo l'ipotesi delle dimissioni del Presidente. Circostanza poi confermata dal discorso del rais.

SI TEME LA REAZIONE DELLA PIAZZA - All'annuncio di Shafiq nel pomeriggio era iniziata l'esultanza della folla, rimasta poi delusa in serata. Tutti avevano pensato di aver raggiunto il proprio obiettivo, portando il proprio presidente a dimettersi. In centinaia di migliaia continuano ad  assiepare piazza Tahrir, della quale ora si temono le reazioni. Tantissimi anche i manifestanti che "assediano" l'ingresso del palazzo presidenziale del Cairo.

INCONTRO SULEIMAN-MUBARAK A HELIOPOLIS - Nel pomeriggio di venerdì si era diffusa anche la voce che il presidente fosse in volo vero Sharm el Sheik, nel Mar Rosso: la notizia è stata smentita da altre agenzie secondo che avevano riferito che Mubarak avrebbe parlato in serata.

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ESILIO A DUBAI
- Tra le mete per l'esilio, che sembrava inevitabile, ci sarebbe anche l'emirato di Dubai. Sarebbero infatti in corso trattative tra funzionari del paese del Golfo con diplomatici sauditi e americani per stabilire quale sarà il futuro del capo di stato egiziano, una volta che lascerà il potere al Cairo. Gli americani avrebbero chiesto agli emiratini di ospitare Mubarak "evitando che sia incriminato per eventuali reati commessi durante il suo governo". A conferma di questa tesi il viaggio compiuto martedì scorso al Cairo dal ministro degli Esteri emiratino, lo sceicco Abdeullah Bin Zayd Al Nahyan, partito per l'Egitto alla luce delle trattative in corso tra il suo governo e gli americani per il futuro di Mubarak. Dubai sarebbe stata individuata come meta migliore per il presidente egiziano. Migliore certamente della Germania, visto che in Europa Mubarak potrebbe essere denunciato da comitati degli egiziani residenti all'estero per i fondi accumulati all'estero negli anni del suo potere e per la sua condotta in patria.

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    11 Febbraio 2011 - 09:09

    non importa poi tanto dell'Egitto. Ma vedo che la gente si ribella per motivi giusti. C'e' un modo veloce e semplice per giudicare la classe politica che governa un Paese (qualsiasi Paese): se la gente vive bene, se le donne hanno pari opportunita', se la Polizia rispetta i diritti dei cittadini, se tutti hanno opportunita' di crescere i figli con dignita'. La gente in Egitto ha diritto a tutte queste cose e se non le ha allora chi governa non fa gli interessi della gente. Questo vale per tutti i Paesi del mondo: in pratica basta domandarsi che cosa hanno di diverso la gente negli USA e la gente in Egitto: perche' negli USA la gente sta bene e perche' in Egitto la gente non sta bene. In fondo siamo tutti uomini e donne e bambini, l'unica cosa che ci fa diversi e' la classe politica che ci governa. Le dittature (comuniste o religiose) non fanno MAI gli interessi della gente. Auguri agli Egiziani, che trovino la forza di fare un Egitto migliore.

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  • Marzio

    11 Febbraio 2011 - 04:04

    Silvio pensaci tu, lo zio di Ruby ha bisogno di asilo politico. Prendiamolo noi in Italia magari anche lui ha qualche trucchetto da insegnarti come il tuo amico Libico con il quale tu stai facendo affari d'oro per te (come al solito). Lele ed Emilio preparate la vaselina che si va tutti ad Arcore nel regno del Hard-core.

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  • antari

    11 Febbraio 2011 - 00:12

    di aver visto la nipote affidata ad una prostituta?

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  • ubi maior minor cessat

    10 Febbraio 2011 - 23:11

    In mattinata viene diffuso dall'esercito un falso messaggio, ben sapendo cosa avrebbe detto invece il presidente. Ora ci sarà un golpe militare supportato dalla folla abilmente manipolata.

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