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L'onda della rivolta scuote il nord Africa e i Paesi islamici

Dal Bahrain all'Algeria, migliaia di persone nelle piazze. Otto morti a Manama, in Iran fermata nipote di Rafsanjani

L'onda della rivolta scuote il nord Africa e i Paesi islamici
L'onda non si ferma. E ancora una volta sono numerosi gli Stati nordafricani e islamici interessanti da impressionanti rivolte di piazza. La situazione più complessa, al momento, si registra in Bahrain (nella foto): i morti nei recenti scontri sono almeno otto, mentre i feriti sono centinaia. In migliaia, invece, hanno passato la notte nella piazza della capitale Manama: con loro hanno tutto il necessario per rimanerci a lungo, come cucine da campo e tende.

MAROCCO - In Marocco, almeno cinque persone sono morte in seguito ai disordini avvenuti nella città di Al Hoceima, nel nord del Paese. I cadaveri carbonizzati sono stati trovati all'interno di una banca in cui è stato appiccato un incendio. In migliaia hanno manifestato a Casablanca, Rabat, Marrakech e Lara. La folla ha chiesto una riforma politica e di limitare i poteri del re. Nel corso degli scontri di ieri si contano 128 feriti, 115 dei quali agenti di polizia, e 120 arresti.

IRAN - Centinaia di persone sono state arrestate nel corso delle proteste antigovernative di domenica a Teheran. L'opposizione è tornata in piazza per commemorare la morte di due attivisti nel corso delle proteste della scorsa settimana. L'agenzia d'informazione Herana, che si occupa di diritti umani in Iran, parla di 150 fermi. Secondo diverse fonti, in manette sarebbe finita anche Faezeh Hashemi, figlia dell'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani. La polizia ha lanciato lacrimogeni contro i manifestanti, che per ore hanno assediato diversi luoghi cruciali della Capitale tra cui la strada in cui c'è la sede della Tv di Stato.

YEMEN - Un morto e diversi feriti. E' questo il bilancio degli incidenti verificatisi ad Aden, una delle città principali dello Stato. Nella Capitale Sanaa, migliaia di persone in piazza hanno chiesto la caduta del regime. Il presidente Ali Abdallah Saleh ha affermato che non intende dimettersi prima delle elezioni.

ALGERIA - Altre tre persone hanno tentato di suicidarsi nel paese del nord dell'Africa. Si tratta di disoccupati che reclamavano per non essere stati richiamati al lavoro, in una società pubblica. Nelle ultime settimane almeno trenta persone hanno tentato di uccidersi dandosi fuoco, e tre sono morte.

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Commenti all'articolo

  • blu521

    22 Febbraio 2011 - 11:11

    La gelmini ha colpito anche in Africa

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