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Sanzioni Usa sulla Libia. E l'Italia molla Gheddafi

Berlusconi: "Violenze inaccettabili, stiamo col popolo". La Russa: "Trattato Italia-Libia sospeso". Alle 17 voto del Consiglio sicurezza Onu

Sanzioni Usa sulla Libia. E l'Italia molla Gheddafi
L'Italia molla Muammar Gheddafi. Lo affermano, indirettamente e nel giro di pochi minuti, il premier Silvio Berlusconi e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "Se tutti siamo d'accordo possiamo mettere fine al bagno di sangue e sostenere il popolo libico", ha affermato il Cavaliere intervenendo al 46° congresso dei Repubblicani. L'invito di Berlusconi a "non restare spettatori" è forse il primo passo deciso del nostro governo, impegnato nella difficile operazione di equilibrismo tra la condanna del regime libico e la protezione dei connazionali che in queste ore stanno lasciando il Nord Africa. L'opposizione ha criticato pesantemente l'atteggiamento dell'esecutivo, ma Berlusconi non ci sta: "In questi casi un supplemento di senso dello Stato sarebbe doveroso, è quello che il governo si aspetta da tutte le forze responsabili". Il premier ha poi definito "provinciali" e "desolanti" le polemiche della sinistra.

LA RUSSA: "TRATTATO SOSPESO" - Lo 'smarcamento' prosegue con le dichiarazioni di La Russa. "Di fatto il trattato tra Italia e Libia non c'è già più, è inoperante, è già sospeso. Per esempio - ha aggiunto La Russa - gli uomini della guardia di finanza, che erano sulle motovedette, per controllare quello che facevano i libici, ora sono nella nostra ambasciata". La prima parte del Trattato firmato dai due governi riguarda il rispetto della legalità internazionale, in base al quale le parti, sottolineando la centralità delle Nazioni Unite nel sistema delle relazioni internazionali, si impegnano ad adempiere in buona fede agli obblighi derivanti dai princìpi e dalle norme del diritto internazionale universalmente riconosciuti.

TRATTATIVE IN CORSO - Nel frattempo, in Libia si tratta, mentre a Washington scattano le misure d'urgenza e le sanzioni. E' la doppia faccia della crisi nordafricana che in poche ore ha visto intervenire, a distanza, Gheddafi e il presidente Usa Barack Obama. Alle 17 è previsto il voto per la firma di un documento comune da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Uno dei figli del Colonnello, Saif al Islam, nella tarda serata di ieri ha pubblicamente offerto negoziati ai ribelli: "Abbiamo a che fare con dei terroristi, l'esercito ha deciso di non attaccarli e di dar loro l'opportunità di negoziare. Speriamo di poterlo fare in modo pacifico e lo faremo a partire da domani (oggi, ndr)". Saif al Islam ha poi negato la presenza di mercenari africani, assicurando che "lo Stato riprenderà il controllo delle città nella parte orientale del Paese". Di fatto, Gheddafi controllerebbe soltanto l'area del buker di Tripoli dove è asserragliato da cui ieri ha parlato ai suoi sostenitori. Il regime gioca la carta del malcontento dei libici contro i 'nuovi' potenti, gli islamisti che  come confermato da Saif al Islam controllano Bengasi e altre città orientali: "Alle ragazze viene impedito di girare per le strade - ha affermato Gheddafi junior -, le scuole sono chiuse e tutto è bloccato". Nella Capitale, per il momento, è tornata la tranquillità. Nella notte si sono uditi sporadici colpi di armi da fuoco, ma le strade sono semideserte. Le utorità libiche hanno intanto deciso di trasferire i giornalisti stranieri, tra cui gli inviati italiani, dall'hotel Corinthia al Rixos, alla periferia sud della capitale.

SANZIONI IN ARRIVO - Beni della famiglia Gheddafi congelati, a parte quelli che appartengono al popolo libico. Sono le prime sanzioni firmate dal presidente Usa Obama, poche ore dopo che i Quindici del Consiglio di Sicurezza dell'Onu avevano raggiunto un accordo su una serie di misure internazionali dello stesso tipo, aprendo la via ad un eventuale ricorso internazionale per crimini contro l'umanità. Allo stesso tempo, il segretario generale Ban Ki-moon ha lanciato l'allarme profughi, chiedendo ai Paesi vicini alla Libia - compresi quelli europei e quindi anche l'Italia - di tenere aperti i confini per ragioni umanitarie.

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Commenti all'articolo

  • brunello.faraldi

    23 Agosto 2011 - 17:05

    io mi chiedo,perchè i ns. dirigenti sono e saranno sempre dei traditori?Perchè l'italia ha nel DNA il tradimento?Gli psicologi dovrebbero studiarci sopra.Cominciamo le guerre da una parte e le finiamo dall'altra ci mettiamo sempre con i vincitori.amici con gheddafi e 10 minuti dopo siamo con i francesi ed inglesi che dichiarano guerra per la democrazia e nel frattempo prendersi il petrolio come danni di guerra.Se gheddafi fosse stato italiano sarebbe immediatamente passato con gli avversari basta rimanere in sella.Berlusconi hai raggiunto il massimo non credo che prenderai voti alle prossime elezioni: TRADITORE

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  • brunello.faraldi

    16 Marzo 2011 - 11:11

    siamo famosi nel mondo per tradire non mi stupisce.Ci conoscono tutte le nazioni per questo che non stimano

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  • ares21

    28 Febbraio 2011 - 13:01

    Vogliamo dirlo una volta per tutte e sgomberare il campo da equivoci senza senso quelle armi, cioè le armi che gheddafi usa per massacrare il suo popolo e che hanno già provocato un centinaio di morti tra i civili non sono italiane vergogna!!! e mi riferisco sopratutto ai signori della sinistra che non perdono mai l'occasione per attaccare il governo anche in una situazione drammatica come in questo caso!!!!! si parla di caccia militari che avrebbero aperto il fuoco sulla folla....... ebbene... mi dispiace deludervi quelli non sono caccia italiani ma MIRAGE - F1 DI FABBRICAZIONE FRANCESE ACQUISTATI DA GHEDDAFI NEGLI ANNI 70!!!!!

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  • ares21

    28 Febbraio 2011 - 13:01

    non dobbiamo farci incantare dal popolo sceso in piazza per protestare contro il regime, non sappiamo ancora chi c'è dietro le rivolte che stanno sconquassando una alla volta i paesi arabi (Maghreb!). Gheddafi è e rimarra sempre un terrorista assassino! riconosciuto come mandante della strage di Lockerbie e di tanti altri attentati. salito al potere con un colpo di stato nel 1969 che destituì il monarca re Idris, Gheddafi espulse i tutti i nostri connazionali dalla Libia. salvo poi ricattarci con l'immigrazione e il petrolio! Accusare berlusconi di aver intrattenuto rapporti con gheddafi è stupido e pretestuoso e offende la nostra intelligenca!!!! infatti chi ha un pò di memoria ricorderà che fu Aldo Moro il primo a stipulare accordi con la Libia in qualità di Ministro degli Esteri, per poi continuare con Andreotti, Craxi, Prodi, D'Alema!!!!

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