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Libia, strage a Rajma. Interpol segue Gheddafi

Colonnello accerchia i ribelli: 50 morti ad Al Zawiyah, spari a Tripoli e bombe su Brega. Ministro Francia: "Italia tenga immigrati"

Libia, strage a Rajma. Interpol segue Gheddafi
Mentre in Libia è iniziata una nuova giornata di violenze, l'Occidente si dimostra sempre più preoccupato per la dura repressione di Gheddafi nei confronti dei ribelli. L'Interpol ha diramato un ordine di 'allerta globale' (o 'avviso arancione') su Muammar Gheddafi e altre 15 persone: l’obiettivo è segnalare alle forze dell’ordine dei 188 Stati membri "la pericolosità degli spostamenti dei 16 individui" e di "bloccare i loro beni". Le forze del regime hanno oggi attaccato i rivoltosi ad Al Zawiyah, 50 chilometri a ovest di Tripoli, e nella città petrolifera di Ras Lanuf, nell’est del Paese, a 660 chilometri dalla capitale. Le forze fedeli al Rais hanno inolte bombardato il terminale petrolifero di Brega, nell’est della Libia, che già nei giorni scorsi aveva subito attacchi aerei.

MASSACRO AD AL ZAWIYAH - Ad Al Zawiyah un testimone ha riferito di aver assistito all'uccisione, da parte dei militari governativi, di almeno due persone e al ferimento di un'altra ventina: avrebbero anche sparato sulle ambulanze per impedirne l'evacuazione. Per Al Jazeera, però, il bilancio è molto più drammatico: ci sarebbero almeno 50 morti e 200 feriti in seguito agli spari sulla folla. La popolazione sarebbe stata minacciata, promettendo una rappresaglia casa per casa. Le forze di Gheddafi hanno poi annunciato di aver riconquistato la città, insieme all’aeroporto del centro petrolifero di Raf Lanuf. Colpi d'arma da fuoco sono stati uditi anche a Tripoli, dove alcune centinaia di dimostranti anti-governativi stanno manifestando chiedendo la fine del regime. La polizia ha lanciato lacrimogeni e sparato, e la folla si è dispersa.

A RAJMA 17 MORTI -
Nella serata di venerdì si è appreso che lmeno diciassette persone hanno perso la vita nel presunto attacco sferrato dalle forze fedeli a Muammar Gheddafi contro un deposito di armi a Rajma, sobborgo alla periferia di Bengasi, seconda città della Libia ed epicentro dell’insurrezione contro il regime: lo ha riferito l'emittente televisiva satellitare al Jazira. Si tratta di una delle installazioni più importanti della regione. Le milizie insurrezionali hanno circondato il sito, erigendo cordoni di sicurezza perchè "la situazione rimane molto pericolosa" e "non ci si può avvicinare". Secondo testimoni oculari, tra i quali non tutti non ne hanno peraltro confermato l’origine militare, la potentissima esplosione ha fatto saltare in aria un’auto-pompa dei vigili del fuoco, e raso al suolo diverse abitazioni adiacenti. Il bombardamento del deposito era stato denunciato poco prima da Mustafa Gheriani, portavoce della Coalizione del 17 Febbraio, che raggruppa le varie formazioni dell’opposizione nella parte orientale della Libia.

NAPOLITANO - "La violenza contro il popolo libico non può essere tollerata. Il colonnello Gheddafi deve fermare ogni azione militare contro il suo stesso popolo". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenendo stamane a Ginevra al Consiglio sui diritti umani al palazzo dell’Onu della città svizzera. Il presidente della Repubblica ha anche definito "intollerabile" la "repressione e le atrocità" che caratterizzano la "tragedia libica". "L'Italia sostiene pienamente l’appello del Consiglio di sicurezza dell’Onu per un rapido superamento" della crisi. "L'assemblea generale ha inviato a Tripoli un eloquente messaggio, sospendendo la Libia dal Consiglio per i diritti umani - ha sottolineato - attendiamo che la Libia possa riprendere il suo posto in questo organismo non appena il suo popolo e il suo governo saranno in grado di rispettare le condizioni necessarie. Sosterremo qualunque sforzo volto a questo fine".   "I miei pensieri vanno specialmente alle sofferenze del popolo libico", ha aggiunto il capo dello Stato citando "il messaggio che un italiano ha udito in questi giorni in Libia e riferito dopo essere stato evacuato da Misurata". Il messaggio è questo: "lottiamo per la pace e una vera democrazia. Vogliamo che il mondo conosca la verità".

PUGNO DURO DI OBAMA - Anche Barack Obama ha risposto al Colonnello con parole altrettanto forti.  Il presidente degli Stati Uniti ha detto ieri che il leader della Libia ha perso la legittimità per guidare i Paese e deve lasciare. La violenza deve finire in Libia, ha aggiunto Obama, dove Gheddafi sta tentando di mettere fine alla rivolta. Il presidente ha parlato nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca, insieme all'omologo del Messico Felipe Calderon. Obama ha anche detto che sta dirigendo le operazioni di assistenza umanitaria al confine libico e ha approvato l'uso di aerei militari per aiutare gli egiziani a tornare in patria.

FRANCIA: "ITALIA SI TENGA IMMIGRATI" - Nel giorno in cui è partita la missione italiana in Libia per l'emergenza immigrati, il nuovo ministro dell'Interno francese, Claude Gueant, ha chiesto all'Italia di "tenersi" i migranti tunisini che, in fuga dal mondo arabo, arrivano sulle nostre coste. Il ministro nje ha parlato dopo una visita alla frontiera franco-italiana, il cui obiettivo era "monitorare il confine". Gueant ha fatto riferimento alla necessità di evitare che la crisi a Tunisi provochi l’arrivo in Francia, attraverso il territorio italiano, di migranti in fuga dal Nordafrica.   "Ci aspettiamo dai nostri amici italiani che agiscano in base alle regole europee", ha spiegato in un punto stampa a Nizza, nelle prefettura delle Alpi Marittime. "La responsabilità è del Paese che per primo li accoglie. Gli chiediamo di trattenere le persone che arrivano da loro e che si tengano coloro che gli rimandiamo dietro", ha affermato Gueant.

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    06 Marzo 2011 - 00:12

    La Palestina di Abbas va veramente forte. l'unica cosa che non si capisce e' di come sia possibile che Gheddafi ha regalato i soldi ai cantanti Americani invece di farli lavorare per la Libia da come si usa a fare anche segretamente. il mondo va proprio alla rovescia. Servizi segreti che tradiscono Gheddafi che paga il cantante senza che il cantante abbia lavorato per lui. Un tradimento colossale che mai si puo' evitare poteva farsi ridare i soldi dai cantanti,che significato ha aver regalato soldi ai cantanti e agli attori?Forse sono dei soldi che dovevano andare a finire in mano di qualcuno d'altro ed e' fin troppo logico che e' tramite la vincita e il monopolio di Stato,sara' mafia ma a me sembra che alla Libia stia andando tutto a rotoli e chi sarebbe quel mafioso che riesce a fare una mafia Italiana io non lo conosco,anzi,sarebbe meglio che gheddafi se la prendesse coi suoi amici mafiosi d'Italia considerato che ha regalato dei soldi invece di farseli lavorare per qualche cosa.

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  • rosvittorio

    05 Marzo 2011 - 11:11

    Ciao.hai ragione da vendere.Il Vaticano però ci potrebbe aiutare e questa sarebbe l'occasione buona.Le 3 virtù teologali : FEDE-SPERANZA-CARITA'.Sull'ultima le parole e le omelie da parte della Chiesa si sprecano; sempre però con il sottinteso" fate quel che che dico ma non fate quel che faccio". I palazzi,alberghi,condomini,case,proprietà terriere del Vaticano esistono in quantità capace di accogliere qualsiasi numero di profughi e,vendendo solo le tonnellate d'oro che si trovano nelle varie chiese e conventi si potrebbe pensare al vitto per questa gente che potrebbe vivere per lunghi tempi senza lavoro evitando così di " arrangiarsi".Caro Papa,non avete mai dimostrato nella storia il minimo rispetto per gli insegnamenti di Cristo,tolta qualche eccezione.Se volete recuperare la vostra credibilità DOVETE dimostrare con i fatti quello che tanto predicate e i mezzi finanziari certo non vi mancano.Se no ,prendi la tua fuoriserie e nasconditi

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  • rosvittorio

    05 Marzo 2011 - 10:10

    Il razzismo esiste eccome!Ma il significato che comunemente si da alla parola si riferisce a un fenomeno innato di avversione nei riguardi di popoli sconosciuti.Invece è proprio il contrario : diventi razzista quando li conosci.Nel caso specifico della Libia si vede chiaramente l' impostazione morale dei tanto religiosi, fanatici,dittatori mussulmani : Allah è grande dicono queste bestie, finché contribuisce ad aumentare le loro ricchezze personali e la miseria del popolo.Gheddafi,servitore dei libici,non esita a sterminarli per ragioni puramente religiose ed economiche: mai gli infedeli,ossia gli occidentali,potranno accedere liberamente al petrolio.Dovranno sempre inginocchiarsi davanti a lui come l'Italia per chiedere i suoi favori.Per parlare invece della gente comune : il padre non esita ad ammazzare la figlia se questa si innamora di un ragazzo italiano in Italia !Se noi non tolleriamo a straragione queste follie allora siamo additati come razzisti !!! E' ora di finirla !

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  • alexpitz

    05 Marzo 2011 - 03:03

    carissimi amici di sinistra avete finalmente la possibilità di mostrare il vostro buon animo filantropico ora che arriva la feccia libica, prendetevela voi inizia la campagna "adotta un libico" propongo un libico in casa di ogni buonista di sinistra

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