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Fukushima: "Grave, ma situazione verso stabilità"

Per domare la centrale si pensa di ricoprire il reattore con cemento. Aiea: emergenza livello 5. Bilancio: 17mila tra morti e dispersi

Fukushima: "Grave, ma situazione verso stabilità"
Alle 6:46, ora italiana, il Giappone si è fermato per un minuto. Silenzio per sessanta secondi, a una settimana dal primo fortissimo terremoto di 8.9 gradi. Dopo la scossa, il terrore venne dal mare: lo tsunami ha spezzato migliaia di vite, distrutto tutto, piegato un'economia che già tentennava per l'ipervalutazione dello yen. Il Giappone, sin da subito, ha reagito: in maniera composta, disciplinata, pacata, tutti si stanno dando da fare per aiutare la popolazione e i sopravvissuti a una tragedia le cui proporzioni sono ancora ignote. Al momento si contano 6.911 morti e almeno 10.754 dispersi, ma il bilancio è provvisorio e si teme che possa superare le 20mila persone. Di certo c'è il fatto che il numero delle vittime ha già superato quelle provocate dal sisma Kobe del 1995, quando morirono 6.434 persone. Il principale fronte dell'emergenza, però, rimane la centrale di Fukushima. Il livello dell'emergenza nucleare è stato innalzato da 4 a 5 (ai livelli dell'incidente di Three-Mils Island, negli Stati Uniti), ma successivamente un funzionario dell'Aiea ha dichiarato: "Situazione grave, ma va stabilizzandosi".

FUKISHIMA - Tutti insomma continuano a guardare alla centrale di Fukushima. A quei reattori in cui centoventi operai si stanno sacrificando e stanno lavorando, con dei rigidissimi turni, per limitare i danni ed evitare la temuta "catastrofe nucleare". Nella notte italiana le telecamere della tv giapponese hanno mostrato una colonna di fumo bianco sul reattore numero 2: secondo il portavoce dell’agenzia per la sicurezza nucleare nipponica, Hidehiko Nishiyama, potrebbe essere questo il segno dell’inizio del surriscaldamento delle  barre di combustibile anche di questo reattore. Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Yukiyo Amano è arrivato in Giappone per verificare personalmente la situazione di Fukushima. Nel suo primo commento ha definito la situazione "seria e grave", tanto che uno dei primi provvedimenti messi in atto dall'Agenzia è stato l'innalzamento del livello di allarme da 4 a 5 (a Chernobyl l'emergenza fu di livello 7, il massimo della scala). Secondo esperti italiani, inoltre, il nocciolo al momento è "parzialmente scoperto e parzialmente fuso". Successivamente, però, è stata la stessa Aiea a dare dei segnali tranquillizzanti: secondo Graham Andrew, consigliere tecnico dell'Agenzia, "la situazione si sta tranquillizzando". Segnali positivi sono arrivati dalla temperatura del guscio dove viene conservato il combustibile usato per il reattore. "Caratterizzerei questa come una situazione che va verso la stabilizzazione", ha dichiarato Andrew, che ha comunque sottolineato come "lo stato di cose rimane molto grave, ma non siamo al momento preoccupati per la salute della popolazione in Giappone e altrove".

SOLUZIONE "ALLA CHERNOBYL" - I tecnici hanno ammesso esplicitamente che, per evitare una catastrofe atomica, l'unica soluzione potrebbe essere quella di "seppellire" l'impianto con una colata di cemento: è, questo, lo stesso metodo utilizzato a Chernobyl nel 1986. La società che gestisce la struttura, la Tepco, ha riconosciuto che seppellire sotto una colata di cemento l’enorme complesso possa essere un’opzione, e la notizia è un segnale che le frammentarie azioni per raffreddare i stanno avendo poco successo. "Non è impossibile racchiudere i reattori sotto il cemento. Ma la nostra priorità adesso è quella di raffreddarli prima", ha detto un funzionario della Tepco, la Tokyo Electric Power, nel corso di una conferenza stampa.

ACQUA E RADIAZIONI - I mezzi delle forze nipponiche impegnati nel tentativo di raffreddare la centrale di Fukushima-1 hanno smesso, per oggi, di spruzzare acqua contro il reattore 3, quello che suscita le maggiori preoccupazioni. "Abbiamo concluso", ha annunciato il generale Shigeru Iwaski, capo di stato maggiore delle Forze di autodifesa aeree. I lavori sono stati interrotti alle 15 locali, in Italia erano le 7 del mattino. L'ufficiale ha spiegato che i lanci d'acqua hanno raggiunto il reattore, ed ha poi assicurato che i livelli di esposizione radioattiva non sono tali da impedire le operazioni sul sito. "Si tratta al massimo di qualche millisievert all'ora, non impediscono l'attività". Nell'ultimo turno di operazioni è entrato in funzione anche un mezzo delle forze armate degli Stati Uniti. Un'altra verità, però è stata raccontata dalla Toden, la società elettrica che gestisce l'impianto di Fukushima, secondo la quale l'abbassamento del livello di radioattività è solo marginale.

RIPARTONO I TRASPORTI - L'aeroporto di Sendai, che durante lo tsunami venne letteralmente allagato, è stato riaperto per gli aerei e gli elicotteri al lavoro per l'emergenza. Stanno pian piano riaprendo anche alcuni porti danneggiati e l'autostrada di Tohoku, tra le principali vie di comunicazione del Paese. E' stato ripristinato anche il collegamento ferroviario tra Morioka e Akita, che attraversa tutta la zona più colpita dal terremoto: al momento, però, la scarsità di carburante continua a incidere sulle operazioni di soccorso. Dallo scalo di Osaka, inoltre, partiranno circa 140 italiani che hanno chiesto di essere rimpatriati: atterreranno a Roma nella notte tra venerdì e sabato.

GLI AIUTI INTERNAZIONALI - Tokyo, intanto, accetta gli aiuti internazionali che stanno giungendo da decine di Paesi del mondo. "Ci stiamo coordinando con il governo degli Stati Uniti su quello che gli Stati Uniti possono offrire e su quello di cui la gente ha realmente bisogno", ha detto il portavoce del governo giapponese Yukio Edano. Gli Usa mettono a disposizione una autopompa militare per l'approvvigionamento idrico ai reattori danneggiati.

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  • libero42

    19 Marzo 2011 - 17:05

    Lodevole, la tua candida ammissione di ignoranza sull'argomento, credo che almeno il 99% di chi ne scrive non sia in grado di valutare le cause e i meccanismi del disastro, anche se vari tuttologi spaziano alla cieca sull'argomento. Atteniamoci ai fatti, cioè che il disastro c'è stato, che non è ancora risolto e che potrebbe per questi o altri fattori imponderabili, ripetersi. Punto. E meno male che Gheddafi non ha i missili a media gittata che potrebbero raggiungere la Francia.

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  • nindtu

    19 Marzo 2011 - 14:02

    Non vi si può leggere.Ottima analisi..... Anche io mi sono chiesto perché caspita hanno fermato le centrali se avevano fuori uso i generatori di backup per raffreddarle dal calore di decadimento. Caro,le centrali nucleari sono dotati di dispositivi collegati a sismografici i quali fermano la centrale in determinati condizioni.Questo accade perchè una centrale nucleare accesa che esplode è più dannosa di una centrale nucleare spenta che esplode.Dato questo semplice dato tu quale protocollo preferisci,lo spegnimento in caso di terremoto,o la discrezionalità di un "Comandante"(sarcasmo!)?

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  • nindtu

    19 Marzo 2011 - 13:01

    io non capisco 'na mazza. (Ecco appunto ti potevi fermare qui!) Io mi fido di Zichici.è più facile insegnare ad una gallina a darti la zampa che spiegare ad un giallo rosso verde come analizzare razionalmente una serie di dati grezzi. e poi per ragionare serve impegno, serve "energia", troppa fatica. Se solo vi foste presi la briga di leggere ciò che ha scritto Zechichi,il quale ha: ESCLUSO CATEGORICAMENTE OGNI ERRORE UMANO........ Ma d'altronde l'IGNORANZA è l'arma del SEMPLICE è tu non capisci una mazza x tua stessa ammissione....

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  • albrip

    19 Marzo 2011 - 03:03

    Ottima analisi. Anche io mi sono chiesto perché caspita hanno fermato le centrali se avevano fuori uso i generatori di backup per raffreddarle dal calore di decadimento. Pensavo si trattasse di motivi tecnici, non certo di protocollo. Se è davvero come dice, che è solo stata una questione procedurale, è sorprendente. Sarà che io non sono abituato per indole a ubbidire senza pensare... (non potrei mai fare il militare).

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