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Libia, missili come pioggia Raìs promette: "Vendetta"

GHEDDAFI: "MEDITERRANEO DIVENTERA' CAMPO DI BATTAGLIA" Coalizione attacca: Usa e Gb, più di 110 razzi. Colpita contraerea, tank, Tripoli e Sirte. Colonnello: "Colpiremo obiettivi civili e militari. Armi al popolo". Ribelli come scudi umani / DIRETTA TV

Libia, missili come pioggia Raìs promette: "Vendetta"
E' guerra. Dopo più di un mese dall'inizio delle violenze in Libia, inizia il conflitto conflitto armato. L'operazione si chiama "Odissea all'alba", ed il controllo è stato affidato al comando statunitense in Africa. La nottata libica sarà segnata da una pioggia di missili: col calare del buio sono entrati in azione anche Usa e Regno Unito. Alle 21.30 ora italiana, la marina americana aveva sparato più di 110 missili Cruise. Gli obiettivi erano la contraerea schierata alle porte di Tripoli (testimoni oculari hanno segnalato fortissime esplosioni a est della Capitale). I missili, ha comunicato il vice ammiraglio Bill Gortney dello Stato Maggiore, hanno colpito circa 20 installazioni militari "che rappresentavano una minaccia per il popolo libico e per i piloti". Il Pentagono ha specificato che il lancio dei Cruise è solo  la prima fase di un'azione composta da più operazioni concatenate. La missione Odissea all'alba, si è appreso, comprende 25 navi della coalizione, tra le quali tre sottomarini Usa, e cinque aerei degli Stati Uniti da ricognizione. Le bombe hanno raggiunto anche Sirte, la città natale di Gheddafi, e la base aerea di Mitiga, subito fuori il centro di Tripoli, che opera principalmente per i voli civili dei alti quadri della classe dirigente libica.

"MEDITERRANEO, CAMPO DI BATTAGLIA"
- Dopo gli attacchi, Muammar Gheddafi non ha fatto attendere una sua risposta verbale. Il Mediterraneo, giura vendetta il Colonnello, sarà trasformato in "un campo di battaglia" e verranno attaccati "obiettivi civili e militari". Così il raìs in un discorso trasmesso alla tv di Stato libica. Gheddafi ha poi annunciato che "i depositi di armi sono stati aperti per consentire al popolo di difendere la Libia".

TV DI STATO: "ABBATTUTO CACCIA FRANCESE" - Secondo la tv di Stato, invece, i missili della coalizione hanno colpito obiettivi civili. Caccia francesi sono in volo su Misurata, ed è stata bombardata la base militare delle brigate di Gheddafi.  Il Democratic Libya Information Bureau, con base a Londra, denuncia che bambini e oppositori finiti in carcere vengono usati a Tripoli come scudi umani. Sempre la tv di Stato libica ha comunicato che un aereo da caccia francese sarebbe stato abbattuto in territorio libico nel distretto di Njela, nei pressi di Tripoli. Fonti dell'esecutivo di Parigi, invece, hanno smentito l'abbattimento.

ALLE 17:45 L'ATTACCO - Aerei francesi sono in volo sopra il Paese, sui cieli di Bengasi, e uno di questi - alle 17:45, ora italiana - ha bombardato per quattro volte e distrutto numerosi carri armati dei soldati fedeli al regime. "Il primo obiettivo è stato distrutto", ha spiegato il portavoce della Difesa francese Laurent Teisseire subito dopo l'avvio dei bombardamenti. Un'ora dopo è tornato a parlare, confermando che sono stati "colpiti e distrutti numerosi veicoli blindati e carri armati". La prima azione, sempre secondo il ministero degli Esteri francese, si concentra su un’area di 150 chilometri intorno a Bengasi. L'obiettivo era quello di ostacolare i movimenti delle truppe del Colonnello Muammar Gheddafi.


MIGLIAIA IN FUGA - Secondo quanto riferito da Al Jazeera, alla notizia del primo obiettivo colpito gli oppositori al regime hanno festeggiato e creato dei caroselli di auto. Alcune migliaia di persone stanno affollando l'autostrada che collega Bengasi e Al-Baida, 100 chilometri a est. Sul sito del quotidiano Le Monde, inoltre, si legge che due fregate di difesa aerea francesi sono attualmente al largo della Libia: si tratta della fregata Jean Bart e la Forbin.

A BREVE DISCORSO DI GHEDDAFI - Dopo un'ora dall'inizio dell'attacco militare, la tv di Stato libica ha interrotto le trasmissioni mandando in onda le immagini di due manifestazioni pro Gheddafi in corso a Tripoli. Lo speaker della tv ha inoltre parlato in maniera assai vaga dell'attacco: "Siamo vittime della crociata ebreo sionista di Sarkozy", ha detto. E' stato inoltre annunciato per la serata un discorso alla nazione di Muammar Gheddafi, ma non c'è alcuna conferma ufficiale né previsione su quando potrebbe parlare.

LA PRIMA FASE DELL'ATTACCO - Gli aerei francesi Rafale, per ore in volo sulla città di Bengasi, erano impegnati in una missione di ricognizione "sull'intero territorio libico". Il tipo di missione non è vincolante. I Rafale, della Dassault, sono caccia bombardieri armati di ultima generazione, ai quali basta il via libera del comando per passare all’azione e iniziare a sganciare le bombe. Inoltre sei F-16 danesi sono atterrati nella base siciliana di Sigonella: Copenhagen ha offerto la sua disponibilità a partecipare agli interventi militari contro le truppe di Gheddafi insieme al resto della coalizione internazionale. Alla prima tranche di attacchi potrebbero prendere parte anche Regno Unito, Turchia e Norvegia, mentre il Canada, dopo l'iniziale disponibilità, ha chiesto una proroga di due giorni. Gli obiettivi individuati dalle forze Onu sarebbero 15. Le forzi federli a Gheddafi possono contare su circa 400 velivoli, prevalentemente Mig russi, ma solo 20-30 sono considerati operativi.

SARKOZY: "USEREMO TUTTI I MEZZI POSSIBILI" - Al termine del summit all'Eliseo in cui sono è stata stabilita la linea d'azione della Coalizione, il presidente francese Nicolas Sarkozy aveva scandito il definitivo ultimatum a Gheddafi: "Tutti insieme abbiamo deciso di mettere in atto le richieste dell'Onu per porre fine alle violenze contro la popolazione civile in Libia", aveva spiegato il presidente transalpino. "Siamo tutti d'accordo ad usare tutti i mezzi possibili, anche militari, per mettere in atto le decisioni del Consiglio di sciurezza dell'Onu. C'è un accordo comune tra tutti i nostri partner: i nostri sforzi non saranno ofuscati dalle minacce di Gheddafi". Il premier del Beglio, Yves Leterme, aveva confermato che l'attacco era imminente. Al summit era presente anche il premier Silvio Berlusconi, che ha annunciato che a Napoli sarà collocato il centro di coordinamento delle operazioni in Libia. Successivamente ha sottolienato che il Paese di Gheddafi non dispone di armi in grado di colpire l'Italia.

AERONAUTICA ITALIANA - L'Aeronautica militare italiana si è mobilitata in vista delle plausibili operazioni in Libia. A disposizione sono stati messi i caccia bombardieri Tornado e gli intercettatori F-16 ed Eurofighter, aerei specializzati nella guerra elettronica. A Trapani sono già arrivati i Tornado Ecr del 50esimo stormo di Piacenza specializzati nella guerra elettronica e i Tornado Eds cacciabombadieri del sesto stormo di Ghedi, più gli Eurofighetr del quarto stormo di Grosseto. Sono presenti inoltre i velivoli da ricognizione Awacs e numerosi Tanker, i velivoli per il rifornimento in volo. Inoltre, a disposizone delle forze Onu sono state messe a disposizioni sette basi: Aviano, Gioia del Colle, Amendola, Decimo Mannu, Sigonella, Trapani e Pantelleria. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, confermando che gli aerei italiani sono pronti a decollare "in 15 minuti", al Tg1 ha detto: "Non abbiamo notizia di possibili attività ritorsive da parte del governo libici. Non c'è pericolo per l'Italia perché le informazioni di cui siamo in possesso ci dicono che Gheddafi ha missili che hanno una gittata al massimo di 300 chilometri". Il capo della polizia Antonio Manganelli ha inviato una circolare a prefetti e questori affinché venga innalzato il livello di attenzione sugli obiettivi sensibili, soprattutto alle frontiere.

MOSCA: "ATTACCHI AFFRETTATI" - La Russia ha espresso il proprio rammarico per gli attacchi militari condotti questo pomeriggio da aerei di nazioni occidentali contro obiettivi libici. Lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri, Alexander Lukashevich. "Gli interventi armati, pur condotti all’interno di quanto prevede la risoluzione dell’Onu, ci sembrano affrettati. Siamo convinti - ha aggiunto il portavoce - che il bagno di sangue in Libia vada fermato al più presto possibile con l’instaurazione di un immediato cessate il fuoco per permettere che i libici si parlino gli uni con gli altri. Non c'è altro modo per bloccare il conflitto in maniera definitiva".

ESCALATION A BENGASI
- Il giorno successivo al via libera dell'Onu alla no-fly zone, Gheddafi aveva subito infranto il "cessate il fuoco" al quale, da subito, né Francia né Stati Uniti avevano creduto. L'emittente al Jazeera aveva riferito che nella parte ovest della roccaforte dei ribelli si erano scatenati violenti scontri. Gheddafi ha poi apertamente sfidato l'Occidente con una lettera in cui prometteva che "le conseguenze ricadranno sull'Europa".  Le truppe lealiste erano penetrate a Bengasi anche dalla costa sud. In mattinata è stato abbattuto un aereo, che si è poi appreso fosse in forza ai ribelli. Nel video trasmesso dalla tv panaraba si vede il pilota lanciarsi all'esterno del velivolo prima dell'impatto. Nel corso della notte si erano udite forte esplosioni a Bengasi, ma Gheddafi aveva continuato a sostenere che il "cessate il fuoco" fosse stato rispettato; secondo il portavoce del governo a Bengasi "non c'è stato alcun bombardamento". La verità, però, è un'altra. Gli scontri, nel capoluogo della Cirenaica, sono proseguiti senza sosta dalle due del mattino. Secondo al Jazeera, i morti sono almeno 26 e i feriti 40. I bombardamenti si erano poi estesi anche alla zona orientale di Bengasi, e sul campo sarebbero impegnati carri armati, artiglieria pesante e lanciamissili.

MISURATA - Violenti scontri sono in corso anche a Misurata, grosso centro sulla costa mediterranea. I cecchini delle forze leali a Gheddafi hanno sparato dai tetti sulla gente in strada e avrebbero ucciso almeno due persone. Gli ospedali non possono curare i feriti perchè non hanno anestetici. Lo hanno riferito alcuni testimoni, aggiungendo che la città è sull'orlo dell’emergenza umanitaria dato che manca l’acqua da tre giorni. Le testimonianze parlano anche di distruzione ovunque, "non sono state risparmiate neanche case e moschee". Le notizie non possono essere verificate personalmente perchè il regime non ha consentito l’arrivo ai giornalisti.

ATTACCO A ZINTAN - L'offensiva del raìs è arrivata anche nella parte occidentale della Libia, dove è stata attaccata e bombardata dalle truppe lealiste la città di Zintan. Lo ha riferito un testimone alla televisione al Arabiya. "A Zintan - ha raccontato il testimone - siamo siamo sotto i bombardamenti, che provengono da diverse direzioni. Venti-trenta carri armati si dirigono verso l'ingresso meridionale della città e stanno bombardando le aree sud di Zintan".

MINISTRO INTERNO REINTEGRATO - Il regime libico ha annunciato nella tarda mattinata di sabato che il ministro dell'Interno libico, Abdel Fatah Yunes, che da inizio marzo era passato con le forze ribelli, è stato riassorbito nei ranghi ed ha ripreso il suo incarico. Ma sulla questione è giallo: dal Presidente del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi è arrivata la smentita ("L'ex ministro è con noi").

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Commenti all'articolo

  • superstebar

    25 Marzo 2011 - 13:01

    ma se nono sei d'accordo su azioni intraprese da decine di capi di stato, e non fornisci una alternativa ....perchè ti attribuisci di parlare con il plurale "maiestatico" ? (cosa tra l'altro riservata solo a personaggi di indiscussa quanto indiscutibile sostanza ?)

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  • zelia

    22 Marzo 2011 - 14:02

    Grazie Berlusconi per averci messo al bando contro la Libia! Lei prima amico e poi traditore di gheddafi e degli italiani!Noi saremo inghiottiti dall integralismo ...io italiana non ho più patria.. vivo già nella paura di ciò che succederà da qui a poco...ma anche lei signor presidente non avrà più sonni tranquilli....i barconi che approdano sulle sponde italiane sono pieni dell odio del colonello verso l italia ma soprattutto verso chi l ha tradito.....l Italia non la dimenticherà mai...per la sua lealtà e determinazione ......

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  • liviel

    22 Marzo 2011 - 00:12

    mentre il pd napolitano casini...dormono e pensano alla libia...noi il dittatore l'abbiamo in casa questo dovra' essere contestato in maniera' forte in ogni angolo di questo paese----ormai per informarci dobbiamo vedere su internet..(oggi il tg1 non ha dato la notizia del corrotto condannato il cui corruttore non si presenta...chi sa chi è..)e tra poco potremmo informarci solo sui giornali stranieri proprio come in libia e in iran..poi si lamenta se viene chiamato dittatore e se la gente lo contesta...deve ringraziare il cielo che non abbia ancora fatto la fine di saddam di ben ali ecc.ecc.ma credo e fortuna per noi ci sia vicino..spero gli americani gli inglesi e i francesi ci aiutino..un po'

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  • corto lirazza

    21 Marzo 2011 - 13:01

    Berlusconi, sai cosa ha troncato la tua carriera politica? non Ruby o la Minetti, ma la tua sciagurata scelta della guerra alla Libia. Sappiamo che ci costerà molti miliardi, e ci porterà in casa centinaia di migliaia di arabi presunti rifugiati, in attesa di farsi mantenere come quelli che abbiamo già. Speriamo nella Lega, anche se con poca fiducia.

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