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Ai fondamentalisti l'Egitto. E dopo toccherà a noi

Inerzia politica ed errori strategici: così il referendum del Cairo ha esaltato i Fratelli musulmani. L'Europa trema

Ai fondamentalisti l'Egitto. E dopo toccherà a noi
L’Egitto è perso. Peggio, è nelle mani dei Fratelli Musulmani, una sigla e una realtà che ai più forse dice poco, ma che non fa dormire la notte  chi qualcosa ne sa. Quando parlavamo, all’alba delle prime proteste, del rischio altissimo di fondamentalismo in Egitto, venivamo presi per visionari e il nostro timore veniva sottovalutato. Anche quando Al Qaradawi, leader spirituale dei Fratelli Musulmani, tornato al Cairo per l’occasione, chiamava alla da-wa e all'apertura del passaggio del valico di Rafah per unirsi ai fratelli palestinesi, tutti voltavano lo sguardo in altre direzioni. E oggi che il sì  alle modifiche della Costituzione ha sancito definitivamente la caduta del Paese fra le spire dei Fratelli Musulmani? Di nuovo non una parola. Certo, c’è l’esclusiva attenzione per l’attacco in Libia, sul quale pure moltissimo ci sarebbe da dire, ma non è nemmeno lontanamente giustificabile che nessuno “faccia caso” a cosa accade in Egitto e alle conseguenze per loro e per noi di quelle scelte.

Perché non si vuole capire che da lì parte la conquista del Nordafrica da parte del fondamentalismo oscurantista? È cecità oppure ignoranza tout court? Mentre scriviamo, la protesta infiamma anche lo Yemen, la Siria e il Bahrein. L’Egitto è solo la punta dell’iceberg di questo movimento tellurico che sconvolge il quadrante nordafricano intero e che presto guarderà con occhi avidi anche all’Europa. La sete di islamizzazione dei Fratelli Musulmani non ha fine. Se guardiamo alla Costituzione egiziana, così come è stata emendata, forse si capisce bene cosa vogliamo dire e il perché delle nostre denunce. Copti, donne e minoranze sono praticamente estromessi dalla vita politica del paese. E'escluso dalle candidature presidenziali di chi ha doppia nazionalità: Moussa e Baradei sono quindi già fuori dai giochi, con quest’ultimo preso a sassate fuori da un seggio. La favola della rivoluzione per la libertà ha presto gettato la maschera e svelato il suo volto di subdola scalata al potere politico da parte di un movimento senza scrupoli. L'Islam moderato, lasciato solo, non può far altro che assistere impotente allo sradicamento della sua libertà e identità.
Il tutto si innesta in un quadro di instabilità totale, nel quale Gheddafi pare ad oggi il solo imputato, peraltro già condannato senza processo, e quindi obbligato a lasciare il suo posto, anche con le armi, che puntualmente hanno tuonato. In Italia fanno particolare impressione gli ormai ex-pacifisti dell'opposizione, le loro facce campeggiano sui manifesti in giro per le nostre città  mentre rivendicano una guerra per cosiddette "ragioni umanitarie".

Se ne faccia una ragione chi nasconde i propri interessi dietro alla guerra per la democrazia: dopo il Colonnello ci saranno solo e soltanto i Fratelli Musulmani in Libia. Le facce, gli occhi, le armi sono le stesse già viste a Piazza Tahrir. È tutto preordinato, scritto e orchestrato alla perfezione dai Fratelli Musulmani, con la colpevole inerzia di chi guarda ma non vede, ascolta ma non sente. Lo scandaloso baratto fra libertà ed interessi geopolitici ed economici è ormai evidente. È una responsabilità storica enorme, che qualcuno dovrà necessariamente caricarsi sulle spalle. Ma allora, forse, sarà troppo tardi, perché le dittature teocratiche oscurantiste domineranno incontrastate.

di Souad Sbai (Deputato Pdl)

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Commenti all'articolo

  • RosannaDaniela

    23 Marzo 2011 - 20:08

    l'analisi politica fatta nell'articolo, il pericolo per noi è reale, rischiamo di trovarci con una maggioranza di cittadini mussulmani i quali prenderanno sempre maggior potere e allora... allora addio a libertà di parola, di pensiero, di religione, addio alla parità tra uomo e donna, addio alle bellezze artistiche del nostro paese (come minimo i dipinti di Madonne, Santi e Cristi verranno distrutti , ricordiamoci i Buddha giganti afgani). Vogliamo che accada questo o vogliamo difendere la nostra cultura e la nostra società anche se imperfetta?

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  • GMTubini

    23 Marzo 2011 - 19:07

    L'Islam non è una religione come il Cristianesimo. Da quelle parti la netta distinzione tra Dio e Cesare è una bestemmia. A mio parere, l'unico modo per far loro accettare la democrazia (non solo come mezzo per acquisire legalmente il potere) sarebbe quello di permettere loro di convertirsi al Cristianesimo. Ma per far questo ci vorrebbe uno come San Francesco: quello vero, non quello buonista ed ecumenico di certe agiografie moderne! Vittorio Messori, invece, sostiene (o almeno sosteneva qualche tempo fa) che alla lunga l'Islam non può che perdere contro il nichilismo occidentale. Avrà capito che io, nel mio piccolo, sono del parere esattamente contrario. Scusi se mi sono dilungato, e buonasera.

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  • gasparotto

    23 Marzo 2011 - 17:05

    Grazie per l'informazione riguardo al sesso femminile di Souad Sbai.Che vuole ormai i due sessi si confondono,difatti in calce c'era la firma che diceva deputato ,anzichè deputata. Avevo sentore di una deputata orietale che eletta nel PDL era passata nel Fli e poi tornata nel PDL,ma non ricordavo il nome. Bene così! Riguardo al prete lei si riferisce al grido di dolore del parroco di Lampedusa,che ha esortato le autorità ad intervenire. Però io rimarcavo il fatto che difficilmente un religioso "quercuto" si opporrebbe agli sbarchi,secondo evangelii."Chi accolglie gli altri è come se accogliesse me".Sono venuto e non mi avete accolto" etc etc.Pensi chi sin da ragazziono è addestrato nelle madrasse.Come si può pretendere che un popolo con simili insegnamenti diventi democratico,contravvenendo ai loro principi teocratici.Si dovrebbe cominciare dalla radice. Maq come?

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  • ander86

    23 Marzo 2011 - 16:04

    A personaggi come lei piace essere illusi e stregati da luoghi comuni dell'ultimo momento e del tipo: "non abbiamo visto bruciare una bandiera israeliana o americana". Pensavate che gli islamisti fossero stupidi? Purtroppo questi personaggi come la Bonino o giornalisti vanno in televisione e raccontano queste "barzellette" create ad hoc .

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