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Gaza, nuovo raid israeliano

Hamas: "Tregua possibile"

Gaza, nuovo raid israeliano
Nuovi raid nella Striscia di Gaza, mentre al Cairo i dirigenti egiziani lavorano per mettere a punto un cessate il fuoco fra Israele e Hamas. Almeno due palestinesi rimasti uccisi: La risposta dello Stato ebraico arriva dopo il lancio di razzi contro Israele da Gaza. La scorsa notte, inoltre, l'aviazione israeliana ha colpito alcuni tunnel di contrabbando nella zona tra Gaza ed Egitto, in reazione a precedenti lanci di razzi e di colpi di mortaio palestinesi. In mattinata, invece, a Hebron, in Cisgiordania, un'unità militare israeliana è stata attaccata da palestinesi armati, uno dei quali, secondo la versione fornita dell'esercito, è rimasto ucciso nel successivo scontro a fuoco. Poco dopo da Gaza tre colpi di mortaio sono stati sparati verso vicini campi agricoli israeliani nel Neghev. La reazione dell' aviazione israeliana è stata immediata. In prossimità di Rafah un razzo israeliano ha centrato un'automobile su cui viaggiavano miliziani dei Comitati di resistenza popolare. Fonti palestinesi affermano che in questo attacco si sono avuti un morto e quattro feriti. I Comitati di resistenza popolare hanno già minacciato che vendicheranno la morte del loro compagno.
Ma si continua a lavorare sul fronte diplomatico: secondo quanto riferito da Fawzi Barhum, un portavoce di Hamas a Gaza, Hamas è d'accordo in linea di principio per una tregua di un anno, un anno e mezzo, a patto però che siano riaperti tutti i punti di passaggio tra Gaza e il mondo esterno. Intanto al Cairo si è concluso senza alcuna dichiarazione una riunione tra il presidente dell'Anp Abu Mazen, il presidente egiziano Mubarak e il ministro degli esteri saudita Saud al Faisal.
Per quanto riguarda eventuali interventi italiani nella zona, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha annunciato che "l'Italia, come del resto gli altri Paesi dell'Unione Europea, non manderà militari a presidiare le frontiere della Striscia di Gaza se a controllare la parte palestinese sarà Hamas. Non possiamo mandare i nostri carabinieri a presidiare la frontiera se c'è da una parte il legittimo governo egiziano e dall'altra una forza, quella di Hamas, che è iscritta nella lista europea delle organizzazioni terroristiche". Tuttavia Frattini si dimostra possibilista sul buon esito dell'incontro egiziano: "Occorre esprimere con chiarezza la convinzione che mai Hamas potrà trarre un dividendo politico da quanto ha fatto. L'Egitto non aprirà le frontiere di Gaza se dall'altra parte non ci saranno le forze dell'Autorità nazionale palestinese. E se la Comunità internazionale riuscirà a confermarlo con convinzione arriveremo, forse oggi, ad una accettazione da parte di Hamas di una tregua duratura e di un controllo del territorio di Gaza da parte delle forze di sicurezza della Anp che è quello che occorre come pre-condizione anche per l'Europa per contribuire al controllo delle frontiere".

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Commenti all'articolo

  • Enzo47

    02 Febbraio 2009 - 15:03

    Potevamo scommettere un centesimo contro cento Euro che Hamas non avrebbe rispettato la tregua. Fessi tutti quelli che ci credevano e ancor più fessi coloro che si fanno bombardare gratuitamente. I palestinesi sanno fare solo una cosa l'unica che il grande Paperon de Paperoni abbia loro insegnato. "la guerra". Naturalmente ora nessuno fiata, ma se Israele reagisce... Enzo47 dalla bianca Varese

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