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Fukushima, fumo da reattore 3. Sale allarme contagio

Danni nella terza unità centrale giapponese. Allerta a livello 6, Kan: "Situazione imprevedibile"

Fukushima, fumo da reattore 3. Sale allarme contagio
L'Agenzia per la Sicurezza Nucleare e Industriale giapponese ammette che la situazione a Fukushima è, forse, più grave di quel che sembra. L'alto, altissimo livello di emissioni radioattive dal reattore numeno 3 dell'impianto fa pensare a possibili danni alla vasca, ai tubi o alle valvole. "Al momento i nostri dati suggeriscono che il reattore numero 3 mantenga alcune funzioni di contenimento, ma vi sono buone possibilità che il reattore sia danneggiato", ha ammesso Hidehiko Nishiyama, portavoce dell’ente governativo, citato dall’agenzia stampa Kyodo. Secondo Nishiyama, l'alto livello di radiazioni potrebbe proprio giungere dal reattore, in cui le barre di combustibile si sarebbe fuso, o dalla vasca che contiene le barre di combustibile usate. Secondo alcune fonti, inoltre, l'Agenzia starebbe pensando di aumentare la gravità della situazione al livello 6 in una scala di 7. Il premier giapponese Naoto Kan ha ammesso che la situazione a Fukushima  è "imprevedibile".

GLI EROI DI FUKUSHIMA - Sui circuiti internazionali sono state diffuse le foto degli operai impegnati all'interno della centrale nucleare. Sono stati ribattezzati "eroi di Fukushima". In poche parole, il loro lavoro - sottoposto a rigidi turni per evitare l'immediata contaminazione - sta allontanando il fantasma di un disastro nucleare. Quelli impegnati nelle immediate vicinanze del reattore sarebbero una cinquantina. Tre di loro, si è appreso giovedì, sono stati contaminati da acqua contenente materiali radiattive diecimila volte il consentito. Due sono al momento ricoverati in ospedale. Enormi quantità di acqua si sono riversate nel reattore e la vasca dopo che l'edificio del reattore numero 3 è stato danneggiato dall'esplosione di idrogeno in conseguenza al terremoto dell'11 marzo.

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    29 Novembre 2011 - 20:08

    A quest'ora Kumachan è a nanna, a Tokyo sono le 04.02.Io lo conosco personalmente e ti posso dire che è , non solo un'ingegnere , ma è iperspecializzato sulla materia di cui tu incautamente tenti di discutere.Sono certo che se ti poni con un tono diverso,evitando accuratamente di non dare per certo alcuni fatti,senza avere la preparazione necessaria,il buon Kuma potrà spiegarti,accompagnandol con dati verificabili ,la vera sostanza del problema.

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  • ed7

    26 Marzo 2011 - 17:05

    si hai ragione ne sono morte molte per lo tsunami. Ma io penso ora alla gente nei dintorni della centrale che non avrà più non solo la casa, l'orto, la stalla....ma anche il posto stesso. Sai, a l'aquila hanno la fortuna di poter ricostruire. Da fukushima bisogna scappare.

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  • ed7

    26 Marzo 2011 - 17:05

    kumakan ma io avevo fatto questa domanda a vgrossi. Cosa c'entri te? Mi rispondi te. Siete per caso la stessa persona? Siete lo stesso fisico ''cum laude''? ahahah, sei comico anche tu. Sembri piuttosto arrabbiato. Calmati, qui stiamo discutendo fra amici.

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  • kumachan

    26 Marzo 2011 - 15:03

    Ebbene si`, il locale turbina del reattore 3, e come direbbe Veltroni: "MA ANCHE l`uno", hanno la loro brava pozzangherona di 15cm di acqua radioattiva (principalmente iodio) ed e` per questo motivo che l`allarme si e` alzato di un grado. Nel senso che il collegamento che stavano facendo i tecnici era quello finale alla pompa, cioe` facendo presumere che mancasse poco alla partenza delle pompe e la temporanea messa in sicurezza degli impianti. Ma la presenza d`acqua ritarda queste stime e quindi fa presupporre un aumento del pericolo. La cosa positiva e` che sono passati all`uso di acqua dolce, e non piu` di mare, su tutti i reattori. La strana dichiarazione della tepco, cioe` "potrebbe essere una perdita del reattore oppure no" e` dovuta al fatto che sia + probabile la perdita dal reattore che dalla piscina del materiale spento, ma al contempo il reattore e` a pressione costante con qualche decina di Bar, che farebbe presumere la tenuta del circuito. Ed ora si verifica...

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