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Obama esulta: "Questa missione è un successo"

Il presidente Usa: "Gheddafi non sta più avanzando. Non è una guerra, ma un'azione militare limitata nel tempo"

Obama esulta: "Questa missione è un successo"
"Stiamo avendo successo con la nostra missione in Libia". A dichiararlo è stato il presidente americano Barack Obama nel suo discorso radiofonico del sabato. "Le forze di Gheddafi non avanzano più in Libia", ha aggiunto Quindi non vi ingannate. Perchè abbiamo agito in  fretta, è stata evitata una catastrofe umanitaria e le vite di innumerevoli civili, uomini, donne e bambini innocenti - sono state salvate". Obama ha quindi lodato la comunità internazionale per il suo coinvolgimento, ha assicurato che il coinvolgimento degli Stati Uniti resterà limitato e che non vi sarà alcun invio di truppe di terra in Libia.

MISSIONE LIMITATA - "Questo sforzo militare è parte di una nostra più ampia strategia per sostenere il popolo libico e far rispondere il regime di Gheddafi delle sue responsabilità. Il nostro messaggio - ha proseguito il presidente - è chiaro e deciso. Gli attacchi di Gheddafi contro i civili devono fermarsi. Le sue forze devono ritirarsi. Chi ha bisogno deve poter avere accesso all’assistenza umanitaria. I responsabili delle violenze devono essere  chiamati a risponderne. Muhammar Gheddafi ha perso la fiducia del suo popolo e la legittimità necessaria a governare e le aspirazioni del popolo libico devono essere realizzate". La Casa Bianca ha annunciato la notte scorsa che il presidente Obama parlerà agli americani lunedì sera alle 7.30 ora locale dalla National Defense University. Il presidente "aggiornerà il popolo americano sulla situazione in Libia, comprese le azioni adottate con gli alleati ed i partner per proteggere il popolo libico dalla brutalità di Muhammar Gheddafi, il passaggio al comando e controllo della Nato e la nostra politica di qui in avanti", ha reso noto la Casa Bianca.

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  • robe

    29 Marzo 2011 - 10:10

    ho letto l'articolo. Francamente mi sembra azzardato pensare Obama che si affida a Sarkozy per compiti sporchi, ma tant'è, tutto è possibile. Comunque io vorrei dire che ai segreti e ai complotti della politica internazionale si sovrappone comunque una vera ansia di libertà e cambiamento da parte dei giovani libici. Un paese sotto una dittatura stupida, con un dittatore vanaglorioso al suo posto da oltre 40 anni, che invece di investire i soldi del petrolio per migliorare il suo Paese li nasconde all'estero. Un paese molto vicino all'Europa, troppo vicino per non capirne l'idioma e percepire ciò che i giovani in Europa fanno. I giovani libici, la maggioranza del Paese, hanno incominciato a dire basta. Sta a noi europei ora fare in modo che non cadano in mano al fondamentalismo, che lì è visto talora come la sola risposta possibile per ridare orgoglio ai diseredati. Pensare che i nordafricani siano tutti selvaggi, come troppi fanno, spinge purtroppo solo in quella direzione.

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  • bisnonna!

    28 Marzo 2011 - 17:05

    Credo che per avere un' idea , anche lontana, di cosa ci sia dietro alla Libia, bisogna cercare delle informazioni. Ora, partendo da un commentatore che faceva il nome di Thierry Meyssan - firma del sito di sinistra di Réseau Voltaire, ho trovato questo articolo : Guerra alla Libia,pretesto per l'ingresso di Africom in Africa.Lo legga. Ps. Non cada sempre nelle stesse precisazioni , come Sarko é di destra A me personalmente non tange, perchè l'imbecillità non ha colore politico e non ha bandiera

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  • robe

    28 Marzo 2011 - 14:02

    Guardi che sui francesi probabilmente ha una qualche ragione, tuttavia non sarei cosi' assolutista, diciamo che Sarkozy ha cercato di cavalcare il cavallo giusto al momento giusto. Infatti e' molto probabile che i giovani libici, ed in particolare i cirenaici, si siano veramente stufati di questo regime brutale, crudele e opprimente. Oggi con internet le notizie girano (e infatti Gheddafi ha limitato lo studio delle lingue, ma si puo' essere meno interessati di cosi' al proprio popolo?), Gheddafi ha fatto il suo tempo se ne deve andare con le buone o le cattive. Per la successione si vedra', dipendera' anche da noi non crearci un nemico alle porte. Ci vorrebbe una politica estera degna di questo nome, non pacche sulle spalle (ma Sarkozy non era di destra?) e ministri che dicono ognuno la loro, senza che nessuno fiati. Circa le armi chimiche, speriamo bene!

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  • bisnonna!

    28 Marzo 2011 - 13:01

    Contrariamente al mio solito, non vado a controllare l'informazione che Lei mi ha dato : le credo sulla parola. Allora, mi dica, come mai non si è provveduto allora a fermare Gheddafi.? Perchè Sarko, non ha aspettato che terminasse il summit per inviare i suoi caccia? Forse perchè ha subdorato le difficoltà che gli altri partners gli avrebbero causato. Aveva fretta, molta fretta, non per difendere i civili di cui , come agli altri, ne può fregare di meno, ma per mettere le mani sul petrolio,la cui richiesta, dopo i fatti del Giappone, sarà enorme.Sa chi sono i 3 capoccia dei ribelli? Gli stessi che hanno aiutato Gheddafi a prendersi il potere e, come lui, colpevoli di atrocità. Per quanto riguarda il gas nervino, speriamo proprio che non sia più nelle mani di Gheddafi, diversamente...

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