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Libia, Sarkozy non molla Vertice a 4: Italia non c'è

Eliseo: "Incontro con Obama, Cameron e la Merkel". Il presidente francese non invita Berlusconi: vendetta diplomatica

Libia, Sarkozy non molla Vertice a 4: Italia non c'è
L'Eliseo ha riferito che il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha preso parte a una videoconferenza con Barack Obama, con il primo ministro britannico David Cameron e con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che dall'inizio del conflitto si è schierata contro le opearazioni militari. Alla vigilia del summit di Londra, dove si incontreranno i vertici diplomatici dei Paesi intervenuti a Tripoli, la Francia torna con veemenza sulla questione libica rivendicando un ruolo di assoluto rilievo. Secondo quanto è stato riferito, non è previsto il collegamento del premier italiano, Silvio Berlusconi: l'Eliseo non lo ha invitato. La videoconferenza è iniziata intorno alle 19.15: i quattro discutono dei piani in vista del vertice di martedì. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha poi sottolineato che l'Italia "non sente la sindrome di esclusione" per non essere stata invitata alla videoconferenza. Il titolare della Farnesina ha specificato che nel corso di quei colloqui "non stanno decidendo niente". In collegamento alla trasmissione Otto e Mezzo su La7, Frattini ha dichiarato che l'Italia "non ha preso alcuno schiaffo da Parigi" e ha ribadito come il nostro Paese abbia "ottenuto il comando della missione navale Nato e ospita il comando generale". Sulla partecipazione della Merkel, il ministro ha concluso sottolinando come sia "indispensabile" coinvolgere Berlino, che attualmente non partecipa alle operazioni in Libia.

CESSATE IL FUOCO - In Libia l''esecutivo di Tripoli ha annunciato di aver proclamato il "cessate il fuoco" sulla cruciale città di Misurata, uno dei centri nevralgici della guerra libica. L'annuncio giunge dal ministro degli Esteri Musa Kusa, citato dall'agenzia Jana: "Proclamo il cessate il fuoco ufficiale contro i gruppi terroristi" attivi nella città, ha detto. Per l'ennesima volta, però, subito dopo l'annuncio di un "cessate il fuoco", i ribelli hanno annunciato che la misura non è stata rispettata dagli uomini del regime: i cecchini, infatti, starebbero sparando sulla folla scesa in piazza nella zona dell'ospedale. Ci sarebbero alcuni feriti. Nella notte tra domenica e lunedì appena trascorsa, in città, ci sono stati otto morti e 24 feriti. Al Jazeera ha intervistato alcuni testimoni secondo cui "Gheddafi sta piazzando un gran numero di suoi cecchini su tetti di edifici a Tripoli".

GIALLO SU SIRTE - "Sirte è caduta nelle mani delle forze per la democrazia": l'annuncio era arrivato dal portavoce dei ribelli anti-Gheddafi Shamsiddin Abdulmolah, che confermava come il Colonnello avesse perso il controllo della propria città natale. Spari di festeggiamento e clacson hanno risuonato nella roccaforte degli insorti Bengasi alla notizia della caduta di Sirte.

LEALISTI: "SIRTE COME STALINGRADO" - La la tv di Stato ha smentito tramite un messaggio mandato in onda in sovraimpressione: "La città di Sirte non è caduta e non è vero quanto dicono alcuni media che le bande armate sono al suo interno", recitava la scritta. Una smentita è giunta anche dai siti dell'opposizione, secondo i quali però la Sirte "sarà liberata entro questa sera", oltre che dai fedeli di Gheddafi. "Questi terroristi non hanno guadagnato il controllo di Sirte - scrivono gli uomini vicini al Raìs alla Bbc - Quando attaccheranno Sirte, con i vostri aerei americani e britannici, noi saremo pronti a difendere la città come fu a Stalingrado", hanno scritto. "Combatteremo fino all'ultimo uomo per salvaguardare la rivoluzione del fratello Gheddafi", ha aggiunto un colonnello fedele al raìs.

I COMBATTIMENTI - La battaglia è andata avanti nel corso delle ultime ore. I jet francesi hanno colpito il centro di comando del regime a dieci chilometri a sud di Tripoli. All'alba si sono registrate nove potenti esplosioni, a seguito delle due registrate ieri sera nella città e descritte dalla tv di Stato libica come raid aerei delle forze della coalizione dei 'volenterosi'. Proprio per questo la televisione di Tripoli parla di "civili innocenti" obiettivo dell'aviazione internazionale impegnata nell'operazione Odissey Dawn. Il portavoce del governo, Ibrahim Moussa, tramite la Bbc ha accusato l'alleanza occidentale di andare oltre il proprio mandato di proteggere i civili, come stabilito dalla Risoluzione 1973 votata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mentre questa mattina i 'volenterosi' hanno ripreso i raid aerei sulla capitale Tripoli. In qualche modo fa da sponda a Gheddafi anche la Russia: "L'intervento della coalizione nella guerra civile in Libia - accusa il ministro degli esteri di Mosca Serghiei Lavrov - non è stato autorizzato dalla risoluzione 1973 del consiglio di sicurezza". I ribelli libici, si è appreso nella mattinata di lunedì, hanno preso anche il controllo della città di Nawfaliyah, costringendo le forze lealiste al ritiro. La notizia è stata riferita dall'emittente satellitare al-Jazeera. Il ministro degli Esteri Franco Frattini, riguardo l'avanzamento degli insorti, ha affermato: "Le notizie sull'avanzata dell'opposizione di Bengasi sono un fatto positivo. La missione internazionale inizia a mostrare un grande successo per la protezione delle grandi città".

DISCORSO IN TV DI OBAMA - E' atteso per l'1:30 della notte di lunedì il discorso di Barack Obama. Il presidente americano parlerà ai suoi connazionali, ma il suo intervento viene anticipato da alcune indiscrezioni: "L'attacco in Libia ha evitato una catastrofe umanitaria", dovrebbe affermare Obama, che intende spiegare al popolo il motivo che lo ha spinto ad intervenire militarmente nello Stato nordafricano.

L'ESERCITO DI LONDRA - L'aviazione inglese ha danneggiato 22 blindati e rifugi di artiglieria dei lealisti. "I tornado Gr4 della Royal Air Force sono intervenuti a sostegno della risoluzione Onu 1973, distruggendo 22 carri armati e diversi rifugi delle forze fedeli a Gheddafi ad Ajdabiya e Misurata", ha riferito un portavoce dell'esercito britannico.

APPELLO DA CAMERON E SARKOZY - Martedì, a Londra, inizia un vertice dei ministri degli Esteri di 35 Paesi sul conflitto libico. In una dichiarazione congiunta, Sarkozy e Cameron hanno lanciato un appello ai militari pro Gheddafi affinché si arrendano prima che sia "troppo tardi". "Ci appelliamo a tutti i libici che ritengono che Gheddafi stia portando il Paese alla catastrofe a mobilitarsi subito per dar vita a un processo di transizione", si legge nel comunicato. Al Consiglio nazionale di Bengasi i due leader riconoscono "un ruolo pionieristico" nella rivolta, ma lo stesso vale anche per i "rappresentanti della società civile e a tutti quanti vogliono partecipare a un processo di transizione verso la democrazia". Sarkozy e Cameron li invitano infine "a instaurare un dialogo politico nazionale che porti a un processo di transizione rappresentativo, a una riforma costituzionale e all'organizzazione di elezioni libere e regolari"

CAMBIO DI LEADERSHIP - Intanto i 'volenterosi' contano le ore che separano il cambio di leadership della coalizione. Da oggi tutte le operazioni militari sulla Libia sarannno decide salla Nato. Il passaggio, come ha chiarito il segretario generale dell'Alleanza atlantica Anders Fogh Rasmussen, avrà "effetto immediato". Il controllo della No-fly zone e dell’embargo navale era già sotto ombrello Nato e affidato al generale canadese Charles Bouchard dal quartier generale di Napoli. Bouchard guiderà ora anche le operazioni finora riservate alla cosidetta 'coalizione dei volenterosì guidata dagli Usa, con il sostegno, in primis, di Francia e Gran Bretagna spettavano le operazioni di attacco al suolo a "protezione dei civili libici" secondo quanto stabilito dall risoluzione 1973 delle Nazioni Unite. "L'Italia  - ha comunicato in una nota la Farnesina - è soddisfatta" della scelta di affidare alla Nato il comando unico delle operazioni militari in Libia alla Nato".

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  • rutgergreen

    rutgergreen

    31 Ottobre 2011 - 07:07

    Avevamo un alleato ricco come Tripoli del Colonnello. Primo paese nel import-export con la Libia, l'italica codarda ha bombardato i propri interessi e, non ultimo, tradito un fiero amico, morto da eroe alla strenua di un Catilina o di un Che Guevara. Tutto per ignavia o interessi ed alleanze non confessabili; e' tempo che l'orgoglio di nazione lesa ed allo sfascio, se mai c'e' stato, prevalga in un sussulto che spinga fuori dall'euro, e dalle massonerie internazionali, un Paese che ha tutto, ripeto tutto, per essere grande ed indipendente. Forza 50 milioni di italiani, ribellatevi al duo Sarco-merchel ( sacco di......)

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  • balcazar

    26 Agosto 2011 - 17:05

    Siamo riusciti nell'impresa più improbabile: fare la guerra alla Libia alleati a paesi che fanno la guerra alla Libia per fregare gli interessi dell'Italia. Abbiamo vinto la guerra e abbiamo perso i nostri interessi! Grazie Frattini, Grazie La Russa e soprattutto grazie Napolitano!

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  • sebin6

    16 Agosto 2011 - 20:08

    Dodds fai appello a berlusconi; ma dove vivi sulla luna? Non ti sei ancora reso conto che berlusca è la macchietta del mondo intero. Certo è bravo a raccontare balle, barzellette e frottole, e tu ancora ci credi?

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  • Satanasso

    16 Agosto 2011 - 19:07

    Basterebbe uscire dal carrozzone gitano maleodorante che è l'Unione Europea,che non esiste...Ognuno pensa ai cactus suoi ! E' meglio per tutti ripristinare le frontiere,i passaporti,le monete nazionali e ognuno a Casa Sua !

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