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Libia, Rasmussen: "Chiediamo scusa per vittime civili"

La Nato ammette i morti nei raid, non si scusa poi ci ripensa. Ribelli chiedono più bombardamenti. Coinvolta anche l'Italia?

Libia, Rasmussen: "Chiediamo scusa per vittime civili"
La Nato non si scusa, anzi sì. La figuraccia dell'alleanza per il bombardamento che ha causato vittime civili tra i ribelli in Libia comincia venerdì mattina, con la goffa conferenza stampa del vicecomandante dell'operazione Unified Protector, Russ Harding, che ammette i casi di fuoco amico rifiutandosi di chiedere scusa ai libici, e si conclude (forse) con la contrita dichiarazione del segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che esrpime il suo "forte rammatico per la perdita di vite umane" a Brega nel raid aereo di giovedì. "La situazione su terreno è molto fluida - ha commentato il numero uno Nato -, nel passato abbiamo visto che carri armati sono stati usati dal regime di Gheddafi per attaccare i civili". Da qui l'atteggiamento prudente degli aerei militari della coalzione: "L'unica ragione per cui i nostri aerei colpiscono equipaggiamento militare è che potrebbero essere usati per attaccare i civili, ma posso assicurare che facciano il possibile per evitare vittime civili".

HARDING: "NON CHIEDO SCUSA PER I MORTI CIVILI" - Le parole di Rasmussen seguono di poche ore la conferenza stampa di Napoli, in mattinata, con lo stato maggiore del comando Nato. Il vicecomandante Russ Harding ha ammesso che negli attacchi aerei dei giorni scorsi la coalizione ha colpito anche obiettivi amici, causando involontariamente la morte di ribelli e civili di cui è ancora possibile stabilire la cifra esatta. Harding ha aggiunto che i due fronti, quello lealista e quello degli insorti, sono molto vicini, dunque è difficile individuarli e distinguerli dall'alto per i piloti dei bombardieri. Ad un giornalista che chiedeva se la Nato non sentisse di dover domandare scusa per le morti fra i civili, Harding ha risposto: "Non voglio chiedere scusa per le morti di civili per due motivi: primo perché vedendoli dall'alto non possiamo identificare di che natura siano i mezzi e secondo perché vedendo quei veicoli che si spostavano avanti e indietro potevamo presupporre che fossero di forze leali al colonnello Gheddafi".

BOMBARDIERI ITALIANI IN LIBIA - L'Italia intanto potrebbe essere chiamata a bombardare in Libia. Lo ha lasciato intendere il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, che ha riportato al Corriere della Sera la richiesta in tal senso del Consiglio Transitorio di Bengasi. Il Consiglio Transitorio dei ribelli a Bengasi ha convocato il nostro rappresentante in Cirenaica, Guido De Sancits, insieme con i colleghi britannico e francese. I tre si sono incontrari con Ali al-Isawi, responsabile dei rapporti con l’estero. "Ai tre è stato detto che le forze di Gheddafi si sono avvicinate e possono sfondare su Bengasi. Il Consiglio ci chiede di intervenire affinchè la Nato colpisca dal cielo", ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri Massari, secondo quanto riferito dal Corriere. Il quotidiano afferma che anche il segretario della Nato Rasmussen ha sondato ieri sera il ministro degli Esteri, Franco Frattini, sull'argomento. Gli Usa hanno sempre sostenuto che la maggior parte degli oneri di guerra debba essere sostenuta dai paesi europei, ma l'Italia era stata finora dispensata dall'attività di bombardamento. Nel frattempo, la Germania, da sempre anti-interventista, si è detta foavorevole a modificare la sua posizione: potrebbe considerare l'invio di uomini ed armamenti in Libia, a patto che vengano impiegati per una "missione di pace". Chi invece ha deciso di sostenere la gurriglia è il Qatar: il comandante della forze armate degli insorti, Abdel Fattah Younis, ha dichiarato di aver ricevuto "armi anticarro" dall'emirato.



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  • Gius11

    08 Aprile 2011 - 20:08

    L'intervento "umanitario" si è tramutato in un bombardamento a supporto degli insorti e già questa è una violazione del diritto internazione. L'articolo 11 della nostra Costituzione dice che l'Italia ripudia la guerra come strumento mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Personalmente sono fortemente contrario ai bombardamenti da parte degli aerei italiano e, per quanto mi riguarda, anche ai bombardamenti da parte degli aerei della NATO. Lasciamo che siano la Francia e l'Inghilterra a cavarsela da sole, visto che hanno voluto intervenire a tutti i costi in questa vicenda, che - per quanto riguarda il nostro paese - ormai può solo crearci danni e trasformare uno stato vicino e amico in una "nuova somalia" nel bel mezzo del mediterraneo. Sono indignato per il comportamento del ministro Frattini, autore di una girandola incredibili di dichiarazioni e controdichiarazioni. Non siamo più credibili: Frattini dovrebbe dare le dimissioni

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  • aldisopra

    08 Aprile 2011 - 17:05

    La NATO Ha pieni poteri su tutte le nazioni ,tranne una. QUALE??

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  • autores

    08 Aprile 2011 - 16:04

    se i ribelli e gli insorti no sono in grado di Costituire e Istituire un proprio Stato nella Libia praticamente la loro guerra e' persa e loro sono dei guerrieri volontari dentro alla Libia. Se la loro guerra non permette di Costituire la propria Democrazia di Stato se ne devono andare dalla Libia e comunque deve andare a vivere in uno Stato democratico. La guerra si fara' in un altro modo e quando arrivera' il momento giusto. E' innutile continuare la guerra sarebbe meglio il Vietnam.Qualcuno dovra' fare il paragone Libia e Vietnam ma esiste ancora l'Iraq e' sarebbe piu' che sufficente l'Iraq al paragone ma anche se in Iraq oggi vive la democrazia mentre prima no,comunque c'e' chi ci crede e l'ha fondata al popolo in pace e al esercito e forza di Sicurezza,anche ci fa la politica Antiamericana condivide la Democrazia e si disarma.

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  • autores

    08 Aprile 2011 - 15:03

    certo che questi civili non sono in grado di essere a capo assoluto della NATO.

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