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Fukushima, primi risarcimenti per il disastro nucleare

Tepco: 420 milioni di euro per le 48mila famiglie evacuate. Il presidente dell'utility: "Impossibile quantificare danni"

Fukushima, primi risarcimenti per il disastro nucleare

Arrivano i primi risarcimenti per il disastro nucleare di Fukushima: la Tepco, il gestore dell’impianto giapponese, verserà circa 50 miliardi di yen, pari a 420 milioni di euro, per gli indennizzi provvisori alle 48mila famiglie che vivevano nel raggio di 30 chilometri dai reattori. Il presidente Masataka Shimizu ha annunciato che ogni nucleo familiare della zona nella quale è stata ordinata l’evacuazione per l’alta radioattività riceverà un milione di yen (pari a 8.200 euro), che saranno 750mila per i single.  

"IMPOSSIBILE QUANTIFICARE I DANNI" -
Shimizu ha spiegato che è impossibile quantificare il totale dei danni che la sua compagnia dovrà risarcire. La banca Jp Morgan ha già parlato di indennizzi pari a 16 miliardi di euro, ma per Merril Lynch se la crisi si prolungherà nel tempo il conto arrivare anche a 90 miliardi. Anche agricoltori e pescatori dell’area hanno chiesto indennizzi per la perdita delle loro attività in seguito all’alta radioattività sprigionata dalla centrale. Intanto il quotidiano Nikkei ha scritto che per evitare il fallimento della Tepco il governo giapponese intende farsi carico del pagamento dei primi indennizzi attraverso uno speciale fondo assicurativo, per poi farsi rimborsare negli anni con dividendi straordinari.

24 MILIARDI DI DOLLARI -
Shimizu ha poi affermato durante una conferenza stampa che saranno necessari 2 trilioni di yen (circa 24 miliardi di dollari) per risolvere i problemi del disastrato impianto nucleare e per ripristinare le centrali elettriche con cui far fronte ai blackout energetici. Ha detto anche che Tepco potrebbe considerare il taglio dei salari ai dirigenti e a parte degli impiegati. Oltre ai primi indennizzi agli abitanti della zona annunciati oggi da governo e Tepco, il Giappone dovrà risarcire anche le perdite nei settori della pesca, dell'allevamento e di altri settori in crisi.

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  • vgrossi

    16 Aprile 2011 - 15:03

    Avevo già parlato della S. ma il post non è pasaato, e lo riscrivo.Ti voglio sbalordire: senza statistica non puoi fare scienza. La statistica serve, innanzittutto per dimostrare cha la misura è stata fatta correttamente, ossia su un numero di campioni '(detto universo) sufficientemente grande e con regolarità nel metodo. In questo modo tu dimostri che la DISTRIBUZIONE degli eventi è quella ipotizzata (normalmente la Gaussiana), e quindi puoi determinare valor medio e scarto (intervallo di confidenza), e lo scarto deve essere PICCOLO rispetto al valor medio. Se non fai questo NON HAI MISURATO NULLA. x=1 +-.5 non significa nulla X=1+-0.001 significa e come.Quando dai una statistica intendi poi dire che la correlazione tra la legge del fenomeno e le misure sperimentali è sufficientemente buona. Il cuore della questione è l' universo ed il metodo di misura. Ecco perchè dubito delle misure di Greenpeace: non dicono mai nè l' ampiezza del campione nè i metodi, sbattono solo lì un numero.

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  • ed7

    16 Aprile 2011 - 12:12

    da un noto giornale:''A venticinque anni dalla catastrofe di Chernobyl, nella zona del disastro la radioattività non se n’è ancora andata. Almeno secondo Greenpeace, che a marzo ha eseguito una nuova ricerca in Ucraina con risultati “inquietanti”: i livelli di contaminazione sono ancora alti in molti alimenti, come latte e frutti di bosco''. ed ancora: ''Nel 93% dei campioni di latte della regione di Rivnenska, ad esempio, le concentrazioni di cesio 137 eccedono tra 1,2 e 16,3 volte i livelli ritenuti pericolosi per i bambini dalla legislazione ucraina. Sono stati trovati anche porcini secchi con un contenuto di cesio 137 di 288.000 Bq/kg (Becquerel per chilogrammo), 155 volte oltre i limiti consentiti''. Tutta questa bella roba resterà ancora per un bel po' di tempo (migliaia di anni) in circolo. Oppure si ''trasferirà'' in qualche altra parte della russia. Tipo nelle falde acquifere.

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  • vgrossi

    15 Aprile 2011 - 22:10

    Qui andiamo nella disinformazione giornalistica. Mi fa orrore quando vedo le chiacchiere sulla ricerca dei giornali. Diciamo una cosa: al mondo ci sono 6 produttori di reattori, come ci sono una dozzina (forse) di produttori di aerei a reazione, e tre di produttori di turbine per aerei. Inutile pensare di farceli in casa. Questo per la tecnologia, la realizzazione. Per la ricerca ci sono le grosse università e gli enti sovranazionali come il CERN. Vuoi fare reattori innovativi ? non c'è nulla, organizzativamente, da scoprire, solo fai piazza pulita del 18 popolare, rendi duri come debbono essere gli esami di matematica e fisica, fai fare tesi sperimentali E SEGUILE, elimina gli scaldasedie ed i borsisti a vita, cerca chi ha voglia E PASSIONE, et le voilà, avrai risultati con QUELLO CHE C'E. La ricerca è PASSIONE, non meritocrazia o altre banalità. Non abbiamo bisogno le "quote rosa" della ricerca, solo dobbiamo levare di torno chi ricercatore DENTRO non è. Brutale ? so quel che dico

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  • vgrossi

    15 Aprile 2011 - 22:10

    ma il contesto è, spero, chiaro. Che ci fai alzato a quest' ora, anche di venerdì ? Ti ringrazio dell' errata corrige, e ti auguro un ottimo we !

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