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Obama, lacrime e sangue: "Conti Usa insostenibili"

Barack lancia l'allarme via Facebook: "Tagli alla spesa pubblica e più tasse, altrimenti sarà recessione". Dopo S&P's, altro sos

Obama, lacrime e sangue: "Conti Usa insostenibili"
"I conti Usa sono al collasso, dovremo pagare più tasse". Il sogno americano di Barack Obama è finito. L'uomo in cui speravano i progressisti di mezzo mondo in poco più di due anni ha già assaggiato la durezza della realtà. L'ultimo colpo al potere dello "Yes, we can" è arrivato via Facebook, il social network attraverso cui il presidente ha risposto alle domande degli utenti, ospitato dal guru Mark Zuckerberg. "Sia io che te - ha detto il presidente rivolgendosi al padrone di casa - dobbiamo prepararci a pagare più tasse. Lo so che per te non è un problema". Alla fine del 2012, dunque, addio agli sgravi fiscali per i più ricchi anche perché, come ammmesso dallo stesso Obama, la situazione dei conti pubblici americani "è insostenibile". A pesare soprattutto la crisi del mercato immobiliare, definito un "zavorra". Bisogna risollevarlo perché così "la gente avrà più fiducia, spenderà di più e sarà assunta con un generale miglioramento dell'economia".

RISCHIO RECESSIONE - L'allarme, come anticipato dall'agenzia di rating Standard and Poor's, è imminente. "Ci troviamo in un momento critico, in cui dobbiamo prendere decisioni", ha spiegato Obama su Facebook. E la decisione è già stata presa: tagliare la spesa, "con lo scalpello, non con il machete". "Se tutto quello che facciamo è tagliare le spese senza fare discriminazioni, tagliamo anche le risorse che creano occupazione e allora il nostro deficit peggiorerà perché potremmo scivolare in una nuova recessione".

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Commenti all'articolo

  • vgrossi

    21 Aprile 2011 - 14:02

    sono molti di più i post che svaniscono di quelli che escono. Per conto mio ne prendo atto.

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  • blu521

    21 Aprile 2011 - 13:01

    Non pensi di non aver avuto risposte. Il plagosus Orbilius ne ha cassate sei. Complimenti: una citazione latina e tre errori; quando uno vuole strafare! Le avevo proposto uno un po' più vicino a noi di Licurgo: tale Rawls, ma è una lotta vana (la mia)

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  • bepper

    21 Aprile 2011 - 12:12

    La riforma della sanità non è ancora attiva, quindi non produce deficit, anzi serve a ridurre l'indebitamento privato e la spesa verrà monitorata anno per anno proprio in virtù dei vicoli di bilancio pubblico. Gli Usa spendono per la "difesa" la cifra iperbolica di 750 mld di dollari, a questa si assommano le spese dei molteplici servizi non rendicontati nel budget. Le spese militari non alimentano il volano dell'economia perché sono spese a vicolo cieco, non incrementano la ricchezza nazionale ma solo quella dei produttori di armi, salvo la porzione che va all'esportazione. Il budget della difesa è il più alto dalla seconda guerra mondiale, guerra fredda inclusa. L'intero comparto non riesce ad essere finanziato dal tesoro, ma oramai la lobby delle industrie belliche è più forte dei petrolieri, e si sa per la libertà questo ed altro.

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  • gitex

    21 Aprile 2011 - 11:11

    che Ob ama abbia ragione; sono decenni che gli Usa vivono al di sopra delle loro possibilità, carte di credito a gogò ed indebitamento colossale. I nodi, si sa, vengono sempre al pettine ed a questo punto bisogna intervenire. Non so come ma penso che il compito sia più semplice che per altri paesi, basta che decidano di non fare più il gendarme del mondo, di voler esportare la democrazia in paesi che non ne vogliono sapere e di conseguenza ridurre di un bel pò le spese militari. Il problema è risolto al 50% L'indebitamento commerciale è invece dovuta alla stupidità che ha poi contagiato anche la eurabia, ossia chiudere fabbriche per aprirle in Cina ed altri paesi a bassissimo costo di mano d'opera e senza tutela per i lavoratori; e neppure per l'ambiente. Basti pensare che gli Usa importano dalla Cina merci per 360 mld di $ ed esportano per soli 60 mld. Un affare della Madonna............

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