Cerca

Misurata: "Cttà è libera" Fuoco Nato su Tripoli

Libia, vittoria dei ribelli: si ritirano le truppe lealiste di Gheddafi. Un militare fedele al Colonnello: "Ordine è arrivato dal Raìs". Il Patto Atlantico bombarda nuovamente la Capitale. Stati Uniti impiegano i droni 'predator': tornano a ruolo attivo nella guerra

Misurata: "Cttà è libera" Fuoco Nato su Tripoli
L'annuncio è arrivato da un portavoce degli insorti libici: "Misurata è libera". Le forze di Muammar Gheddafi stanno abbandonando la città della Libia occidentale dopo settimane di scontri: durante la ritirata sarebbero anche state attaccate. Già nella mattinata di sabato era arrivato l'annuncio che le forze fedeli al raìs si stavano ritirando da Misurata l’unica città della Tripolitania in mano ai ribelli che assediavano da quasi due mesi. Un militare del regime, catturato dai rivoltosi, aveva riferito che venerdì era arrivato l’ordine del ritiro dal Colonnello in persona. La sua dichiarazione aveva confermato quanto anticipato dal viceministro degli Esteri libico, Khaled Kaim, sulla volontà del regime di affidare le decisioni sul controllo della terza città libica alle tribù locali. Due giorni dopo aver annunciato la decisione di utilizzare i droni, gli Stati Uniti sono passati all'azione conducendo un raid con gli aerei teleguidati a distanza. Sabato sera, dopo i pesanti raid dei giorni precedenti, gli aerei Nato sono tornati a colpire Tripoli: diverse esplosioni sono state avvertite nella capitale libica.

L'ULTIMATUM - In precedenza il viceministro Kaim aveva sottolineato in tv che i raid del Patto Atlantico avevano impedito ai lealisti di riprendere Misurata, e che i leader tribali avevano dato un "ultimatum" all'esercito fedele a Gheddafi. Kaim ha spiegato che le tribù avevano fissato a Tripoli una scadenza per la riconquista di Misurata, e che una volta superata avrebbero gestito direttamente la situazione. "Se non riescono a risolvere il problema a Misurata allora la popolazione della regione subentrerà", aveva spiegato Kaim. Poi ha confermato: "La sitauzione a Misurata sarà affrontata dalle tribù e dalla popolazione e non dall'esercito libico". Il bilancio provvisiorio dei combattimenti a Misurata, riferiscono fonti mediche, è di 25 morti e oltre 100 feriti.

ATTACCO CON I DRONI - Gli Usa hanno deciso di impiegare in Libia due dei 48 droni di cui dispongono le forze armate Usa: si tratta di Predator con montati missili Hellfire. Washington è tornata così ad avere un ruolo attivo e non solo di supporto nella campagna Nato. Il Pentagono, nel primo pomeriggio di sabato, ha confermato che è stato condotto il primo raid con il Predetaro, ma non sono stati forniti dettagli riguardo all'obiettivo. I mezzi utilizzati sono aerei teleguidati a distanza che possono volare a bassa quota: i Predator possono colpire più facilmente le zone urbane, riducendo al minimo il rischio di vittime civile.

RAID DELLA NATO -
Un nuovo raid aereo del Patto Atlantico su Tripoli ha colpito un terreno poco distante dalla residenza di Gheddafi, a Bab-al-Azizia. Nell'area sembra che ci sia un bunker, ma il regime ha mostrato la zona bombardata ai giornalisti stranieri indicando come si trattasse solamente di un parcheggio e di una fognatura. Fonti governative hanno riferito che nel bombardamento sarebbero morti tre civili. Gli Usa hanno lanciato il primo attacco missilistico utilizzando i droni, moderni aerei senza pilota.

GIORNALISTI ARRESTATI - E’ arrivata la conferma che Anton Hammer e Clare Morgana Gillis, ldue dei circa 15 giornalisti scomparsi nelle scorse settimane in Libia, sono detenuti dal governo di Tripoli. E’ quanto rende noto il Comitato di Protezione dei Giornalisti, sottolineando che entrambi sono in buona salute. Hammerl, fotografo freelance sudafricano, è stato arrestato dalle forze governative all’inizio del mese. Ha invece già potuto telefonare alla famiglia negli Stati Uniti Clare Morgana Gillis, freelancer per il Christian Science Monitor, The Atlantic e USA Today, catturata lo scorso 5 aprile nei pressi di al Brega. Ai genitori la giornalista ha detto che sta bene ed è detenuta in un carcere femminile di Tripoli.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • dellelmodiscipio

    24 Aprile 2011 - 14:02

    Come aveva detto Gheddafi, l'operazione Nato (si scordino pure la romantica alba di Ulisse) va al nocciolo del problema. L'Occidente diretto inesorabilmente dalla potente INTELLIGENCE bombarda chi non si adegua alle ragioni dell'imperialismo bancario. Purtroppo per chi non crede in Dio onnipotente, sarà una catastrofe per gli uomini di buona volontà ma senza fucile, e sarà invece un vittorioso martirio per chi crede nel diritto naturale e divino di difendere le proprie ragioni. Ne riparliamo fra un mese.

    Report

    Rispondi

  • IVAN31

    24 Aprile 2011 - 00:12

    l'esercito di gheddafi si è ritirato perche continuano a bombardare tripoli forse per ammazzare gheddafi?

    Report

    Rispondi

  • bussirino

    23 Aprile 2011 - 22:10

    L'Italia non può e non deve entrare in guerra con la Libia. I rivoltosi non si possono e non si devono armare. Occorre ricordarsi che una guerra civile non è null'altro che due fronti opposti che si combattono, come "tra moglie e marito non mettere il dito. Ricordiamoci quanti morti civili ha creato l'intervento in Iraq. Ricordiamoci che i libici se dovessero scatenarsi con Kamokaze nei paesi interventisti europei, causerebbero milioni di morti. L'Italia deve quindi starsene fuori da interferenze in uno Stato che ha dichiarato amicizia con l'Italia fino a prima della rivolta. Quindi, non sapendo quale sia la parte "migliore" da difendere è consigliabile e attuabile un ritiro dei nostri contingenti militari in tutto il mondo e portarli a fronteggiare la marea di clandestini a difesa dell'Italia. L'Europa non ci aiuta? Bene, possiamo fare da soli ma convergendo le forze sul nostro territorio ritirandole dall'estero.

    Report

    Rispondi

  • Montesi Luca

    23 Aprile 2011 - 20:08

    ogni priettile, ogni bomba , ogni mississile è una vita in meno. Continuaiamo ad accettare impotenti questa guerra con la sola speranza che gli insorti non siano pi fanatici di gheddafi ma porti loro un passo grande verso la Libertà, la legalità, l'educazione civica.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog