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Giappone, 612 miliardi di dollari per ricostruzione

L'agenzia di rating Standard&Poor's mette in guardia dai costi post-sisma: "Faranno aumentare il deficit"

Giappone, 612 miliardi di dollari per ricostruzione
L'economia giapponese subirà un durissimo colpo a causa dei costri per la ricostruzione. Lo ha detto l'agenzia di rating internazionale Standard and Poor's, secondo la quale il sisma che ha travolto il Giappone provocando circa 26mila vittime andrà a colpire la crescita potenziale del Paese nel medio termine. In particolare, i costi della ricostruzione, in base ai calcoli dell’agenzia, potrebbero aggirarsi tra i 20 e i 50 trilioni di yen, pari a una cifra che oscilla tra i 245 e i 612 miliardi di dollari. Il governo ha stimato un costo di 25 trilioni di yen, stima che però non include però l’impatto dell’incidente nucleare.

PREVISIONI NEGATIVE - Per l’agenzia, il disastro provocato dal sisma e dall’incidente nucleare "farà aumentare il deficit di bilancio del Giappone sopra le stime". Ovvio, quindi, il taglio dell'outlook sul debito nipponico, che passa da stabile a negativo. La previsione, ha spiegato S&P in una nota, "segnala che un downgrade è possibile se i conti pubblici giapponesi si indeboliranno ulteriormente nei prossimi due anni in assenza di un consolidamento fiscale". Alla base della decisione i costi che il Paese dovrà affrontare per la ricostruzione- L’agenzia ha comunque sottolineato che gli sviluppi in continua evoluzione dell’incidente all’impianto nucleare di Fukushima rendono "incerte" le sue previsioni.

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Commenti all'articolo

  • nindtu

    03 Maggio 2011 - 15:03

    vivi proprio in un mondo "fantastico".Spiegati meglio:io sono uno dei paesi più indebitati del mondo,subisco danni per x euro che dovrò coprire di tasca mia,per fare questo necessariamente mi dovrò indebitare (ancora) e dovrò modificare anche le mie politiche economiche-industriali e di sviluppo.Quindi :dato x=100 (più interessi) di quanto è il mio ritorno (ammodernamento- allargamento della base imponibile?)

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  • vgrossi

    28 Aprile 2011 - 19:07

    S&P ha fatto un ragionamento "di ferro": il Governo giapponese dovrà spendere più del previsto per la ricostruzione, quindi il bilancio dello Stato peggiorerà. Di ferro, non c'è che dire. Se faccio un incidente in auto, avrò delle spese di gestione dell' auto superiori al previsto. Ma dove andranno a finire le extra spese? In lavoro, e materie prime, insomma andranno alle aziende giapponesi, che, guarda caso, sono la base imponibile del Giappone, quindi non ci vuole molto a capire che con un "lag", un ritardo, di 12 mesi l' ampliamento della base imponibile porterà un aumento del gettito fiscale. E che si rifaranno MEGLIO le cose che sono state distrutte, ad esempio le strade ed i ponti, ma anche le industrie e le case stesse. E' cinico, ma dobbiamo ammettere che il Giappone farà una umanamente dolorosissima cura di ringiovanimento, economicamente MOLTO vantaggiosa, però.Ma S&P non è un Giano bifronte, e non eccelle in visione chiara nemmeno del passato. E ne ha dato prove a iosa

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