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Pakistan a Obama: "Aiutateci". Ormai chi ci crede più?

Avevano Bin Laden nascosto in casa: per gli Usa sono un alleato inaffidabile e da tenere all'oscuro del blitz. Islamabad: "Non parlate male di noi"

Pakistan a Obama: "Aiutateci". Ormai chi ci crede più?
Lo stato canaglia colpisce ancora. Il giorno dopo l'annuncio della morte di Osama Bin Laden, il Pakistan torna al centro dell'attenzione, in una luce totalmente negativa: la credibilità del supposto alleato degli Stati Uniti è ai minimi storici. Sul governo di Islamabad si concentrano i sospetti: il più grave  è che abbia protetto e difeso il leader di al Qaeda per almeno 5 anni, il tempo trascorso dal terrorista nella villa-fortino di Abbottabad. Così il Pakistan, mercoledì, ha risposto a Washington: "E' inquietante che gli Usa non si fidino di noi", dichiara il ministro degli Esteri locale, Salman Bashir. E per essere ancora più credibili, a dispetto degli avvenimenti degli ultimi giorni, scende in campo anche il primo ministro pakistano, Yousuf Gilani, che lancia un appello al mondo intero affinché aiuto a combattere il terrorismo, definito il "problema numero uno" del suo Paese. Poi un messaggio agli occidentali: "Astenetevi dal diffondere messaggi negativi sul Pakistan".

ALTA TENSIONE - Il livello delle schermaglie tra Washington e Islamabad sta salendo esponenzialmente. Come detto, l'ultimo atto è stata la replica del ministro Bashir al capo della Cia, Leon Panetta. Intervistato dalla Bbc, il ministro degli Esteri ha detto che "il punto di vista americano è inquietante", e ha ribadito che il suo Paese "ha avuto un ruolo fondamentale" nella lotta contro il terrorismo. In gran parte degli eventi che sono accaduti in termini di anti-terrorismo, il Pakistan ha giocato un ruolo fondamentale - ha proseguito -, e dunque è inquietante sentire affermazioni del genere". Bashir ha aggiunto che l’Isi, i servizi segreti pakistani, avevano identificato come "sospetto" il compound di Abbottabad già due anni fa, ma ha riconosciuto che è stata la Cia a scoprire che appartenesse al leader di al-Qaeda.

ALLEATO (IN)AFFIDABILE - Il punto è che il Pakistan non si è affatto dimostrato un alleato affidabile durante la guerra in Afghanistan. Ora il governo di Islamabad è al centro delle critiche per aver protetto e difeso il leader di al Qaeda per almeno 5 anni, da quando cioè Osama si è trasferito nella villa-fortino di Abbottabad. Un complesso impossibile da non considerare per le autorità locali, che nella peggiore delle ipotesi l'hanno invece ignorato. Per qualcuno, però, la complicità è certa. Molto significativa, in tal senso, la dichiarazione del primo ministro ingelse, David Cameron: "E' chiaro che Osama Bin Laden aveva una vasta rete di supporto - lancia la sua accusa -.Viveva in una grande casa in un'area popolata, non sappiamo l'estensione di questa rete ma è giusto che ci si ponga questa domanda e noi lo faremo".

OCCHIO ALLE SOFFIATE - Il supporto, secondo gli Stati Uniti, in un modo o nell'altro era fornito dai vertici del Paese. Ecco perché la missione per uccidere "Geronimo"-Bin Laden è stata tenuta nel massimo riserbo e non è stato informato il Ministero degli Esteri di Islamabad, come rivelato dalla tv satellitare Al Jazeera. "Credevamo che il Pakistan potesse avvisare Bin Laden dell'imminente raid", ha ammesso il capo della Cia Leon Panetta. Una frase pesantissima, che getta ombre sull'affidabilità dell'alleato-chiave nel mondo islamico.

GAFFE SOSPETTA- I servizi segreti pakistani (Isi) hanno "riconosciuto la gaffe e la defaillance" per non aver tenuto sotto stretta sorveglianza il compound di Osama, come ha detto il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, rivelando però di aver "condiviso le proprie informazioni" sulla villa di Abbottabad sin dal 2009 con la "Cia e altre agenzie alleate". Secondo i servizi pakistani, "Abbottabad e le aree circostanti sono state sotto il controllo delle agenzie di intelligence sin dal 2003, con un blitz nel 2004 che portò all'arresto di importanti esponenti di al Qaeda". Polemica anche sulla versione fornita dall'esercito americano sull'operazione del 2 maggio, secondo cui i Navy Seal sarebbero partiti dal Pakistan: "Il decollo dalla base di Ghazi è incorretto e non veritiero. Nessuna base in Pakistan è stata utilizzata dalle forze Usa, e gli elicotteri americani hanno aggirato i radar passando per alcuni punti ciechi". Islamabad, conclude il comunicato, "ribadisce la condanna per queste azioni unilaterali e auspica non creino precedenti".

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Commenti all'articolo

  • Al-dente

    05 Maggio 2011 - 01:01

    ribalozzico, leggiti il Corano invece che autori occidentali, solo così capirai chi sono gli islamici e che cosa gli frulla per la testa nei nostri confronti.

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  • Al-dente

    05 Maggio 2011 - 00:12

    Nessun paese islamico è credibile, mi meraviglia che qualcuno possa dargli credibilità quando dichiarano apertamente con la loro fede e cultura che sono in lotta contro l'occidente e il resto del mondo perchè siamo "infedeli". Tra l'altro è da sempe che lo dimostrano, nel passato come nell'attuale presente. Se non possono usare la forza, nell'immediato, usano l'inganno, fa parte della loro seconda natura e cultura. E' un dettato, quello dell'inganno, che lo stesso Maometto approvò, perciò è da loro a pieno titolo utilizzato da sempre, sia da loro che quando sono in mezzo a noi. Il Pakistan, poi, è una delle centrali dell'estremismo, delle madrasse, le scuole coraniche che insegnano il peggioere integralismo islamico. E' da sempe che rompono gli zebedei all'India con questioni fasulle di confine. L'attentato a Bombay è dal Pakistan che è partito ma hanno fatto gli gnorri come anche oggi così come sempre nel futuro. Altro che dargli credibilità e sovvenzioni!

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  • raucher

    04 Maggio 2011 - 18:06

    Mi scusi, sarebbe così gentile da spiegarmi cosa c'entrano nel discorso Churchill o Gandhi?Di cui peraltro ho letto le autobiografie che onestamente non mi hanno entusiasmato, in particolare quella di Gandhi.

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  • albrip

    04 Maggio 2011 - 17:05

    Senza contare che il Pakistan ha venduto la tecnologia all'Iran per fare la bomba atomica...

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