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Frattini: "In Libia nessuno stallo. Avanti la missione"

Roma, riunione del gruppo di Contatto: "Aumento della pressione militare, politica ed economica su Gheddafi"

Frattini: "In Libia nessuno stallo. Avanti la missione"
"Confermiamo l'impegno italiano su tutte le missioni internazionali, e certamente anche quello in Libia", ha spiegato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, al termine dell'incontro bilaterale tenuto alla Farnesina con il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton. L'incontro ha preceduto la riunione del Gruppo di Contatto sulla Libia, durante la quale si è deciso di procedere con una maggiore pressione su Gheddafi, non solo militare ma anche politica ed economica. "Il regime di Gheddafi - si legge nella relazione finale - continua i suoi attacchi brutali contro i civili in violazione delle risoluzioni Onu 1970 e 1973.  E' isolato internazionalmente". I Paesi impegnati nella missione in Libia hanno inoltre confermato l' impegno nella promozione di un processo politico che porterà a libere elezioni, e poi Frattini ha tagliato corto: "A Tripoli non c'è nessuno stallo".

LA II RIUNIONE DEL GRUPPO DI CONTATTO -  Il Gruppo di Contatto sulla Libia ha deciso di "aumentare la pressione sul regime di Muammar Gheddafi". E’ quanto si legge nella dichiarazione finale della seconda riunione. Si è deciso di aumentare la pressione militare, politica ed economica intraprendendo azioni contro l’uso di armi illegali, l’utilizzo di mercenari e contro la tv satellitare libica. Verranno poi esplorerate tutte le possibilità per impedire al regime del Colonnello di esportare petrolio o anche di importare prodotti raffinati non per uso umanitario. Il capo della Farnesina, Franco Frattini ha poi spiegato che le forze anti-Gheddafi contribuiranno a promuovere un "graduale processo politico che porterà la Libia a delle elezioni politiche che mancavano da anni". "Partiremo - spiega il ministro - da un referendum e poi alle elezioni comunali". E' stato lo stesso Cnt (il Comitato dei ribelli di Bengas), ha spiegato Frattini, ad esprimere "la volontà di procedere subito con l'assistenza dell’Onu ad elezioni municipali, cominciando così un processo graduale di elezioni comunali".

LA MISSIONE -
  "Abbiamo chiaramente detto che non c'è la sensazione, come qualche osservatore internazionale ha detto, di un affaticamento e di uno stallo della nostra determinazione",  ha precisato Frattini durante la conferenza stampa alla Farnesina.  Mentre su quelli che sono i tempi della missione non ci sono certezze. "Non c'è una data precisa -  ha detto il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé - ma è questione di mesi".  Il prossimo vertice del Gruppo di contatto sulla Libia si terrà ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi. 

SANZIONI IN SIRIA - Tra i temi affrontati nell'incontro tra Frattini e il segretario americano Hillary Clinton ci sono le violente repressioni che stanno scuotendo la Siria (nella notte ci sono stati rastrellamenti casa per casa). Frattini ha spiegato: "Con Hillary condividiamo la preoccupazione degli sviluppi della situazione" nel Paese. "Condividiamo - ha proseguito - le decisioni già prese da Usa e Unione Europea come la sospensione dei negoziati ed alcune restrizioni alle circolazioni delle persone che stanno partecipando al massacro". Allo studio ci sono nuove sanzioni.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    06 Maggio 2011 - 08:08

    Il diafano. Puoi vedere attraverso Frattini quello che succede dietro di lui. Vacanza a Islamabad, Misurata, Damasco, E poi si lamentano questi soldati!

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  • delaluca

    05 Maggio 2011 - 23:11

    Scusate ma mi sono perso qualche puntata? Non eravamo rimasti che la lega minacciava il governo se non avessero posto un limite temporale ai bombardamenti? Ma la mozione in parlamento a cosa è servita se poi quando sono arrivati gli alleati l'hanno nascosta per non fare brutte figure? Voi ci pensate frattini che dice alla Clinton :-" I bombardamenti devono terminare entro il 15 maggio alle 12:00 e mi raccomando bombardate solo nelle ore pari"...sono sicuro che gli invierebbe i Navy Seals a casa. Lo sanno perfino le pietre che i bombardamenti cesseranno quando Gheddaffi sarà sconfitto e possibilmente morto, non prima, ripeto, lo sanno anche i fili d'erba, anzi aspettate la prossima settimana che decideranno per l'invio di truppe... Sono sicuro che anche in quel caso la lega dirà a voce alta di essere contro, ma tra il dire e il fare...c'è di mezzo un pacco di soldi grande cosi!!!

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  • renato del bene

    05 Maggio 2011 - 19:07

    Peccato che il colto ns. Min. degli Esteri non conosca il significato dello "zibibbo" che M.Jalil ostenta sulla fronte.Peccato che Frattini,nonostante la sua padronanza della lingua Araba, non si sia ancora accorto che gli insorti di Benghazi invocano sempre "Allah Akbar" e “Jihad",come anche evidenziato dagli espliciti inviti ala guerra santa che tappezzano i muri di Benghazi. Peccato che Frattini abbia aderito subito alle assurde richieste di finanziamenti degli insorti, incurante delle negative conseguenze sui crediti e futuro delle imprese Italiane in Libia. Peccato che Frattini non intuisca che le annunciate strampalate consultazioni si concluderebbero con il primo Emirato Islamico d'Africa e non con una Libia laica e democratica. Peccato che vere elezioni non siano indette,sotto un rigoroso controllo dell'ONU/U.A./Lega Araba: vincerebbe certamente il laico Khaddafi che privilegiava l’Italia, autoritario sì’. ma cmq. molto meno di tanti altri paesi riveriti dalla Farnesina.

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  • autores

    05 Maggio 2011 - 19:07

    ma in Libia non e' come l'Egitto.

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