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Pakistan sfila per Bin Laden. Droni Usa: 17 morti

Obama arresta 40 terroristi ma la popolazione insorge: "Non siamo schiavi di Washington". Manifestazioni anche al Cairo

Pakistan sfila per Bin Laden. Droni Usa: 17 morti
Gli Stati Uniti bombardano il Pakistan, arrestano 40 uomini di al Qaeda, ma il popolo scende in piazza per Osama bin Laden. Almeno 17 militanti terroristi, infatti, sono morti nel bombardamento di un drone Usa su un covo di talebani nella regione pakistana di Datta Khel, nel Waziristan del Nord. Le bombe hanno colpito anche un veicolo. E’ il primo attacco di un drone Usa dopo il blitz in Pakistan in cui è rimasto ucciso Osama Bin Laden, che ha scatenato la reazione del governo di Islamabad: "Troppe ingerenze nei nostri confini". Intanto, l' "operazione Geronimo" - quella che ha portato all'arresto di bin Laden -  prosegue: circa 40 membri di al Qaeda sono stati arrestati ad Abbottabad, mentre la popolazione locale che si è riversata nelle strade per manifestare a favore dello sceicco del terrore. I cortei, però, non si svolgono soltanto ad Islambad e dintorni, ma anche in Egitto, in quella che viene considerata una delle città più progressiste del mondo islamico: il Cairo.

OPERAZIONE GERONIMO - Almeno 40 sospetti membri di al Qaeda o quantomeno legati ad Osama bin Laden sono stati arrestati nelle vicinanze della villa bunker dello sceicco del terrore ad Abbottabad in Pakistan. Gli arresti, riporta Fox news, sono giunti dopo un’operazione lanciata giovedì dalle agenzie di intelligence pakistane e dalla polizia locale. Si tratterebbe della "seconda fase" dell’operazione che ha condotto all’uccisione dello sceicco del terrore.

VIOLATA SOVRANITA' NAZIONALE - In Pakistan si sta svolgendo una giornata di proteste contro gli Stati Uniti, accusati di aver violato la sovranità nazionale conducendo un'operazione non concordata ad Abbottabad per uccidere il leader di al Qaeda. Le manifestazioni sono state organizzate dal partito islamico Jamaat-e-Islami, una delle principali forze politico-regiose pakistane, che già da giovedì ha invitato i cittadini a scendere in massa in piazza in tutte le città. Mille pakistani sono scesi in strada dopo la preghiera del venerdì, dando fuoco ad alcuni cerchioni di automobile e bloccando la strada principale. "Morte all’America, Usa terroristi", cantava la folla che esponeva striscioni per condannare il blitz dei Navy Seals. Cortei anche a Quetta, città simbolo del fondamentalismo, dove centinaia di islamici hanno risposto all’invito del partito pro-taliban. Gridando "lunga vita ad Osama", la folla ha incitato alla jihad e bruciato bandiere americane. "Ciò che Osama ha fatto per i musulmani non verrà mai dimenticato", ha tuonato Abdul Qadir Looni, alto esponente dell’organizzazione. Manifestazioni anti-Usa si sono svolte anche Peshawar, nel nord del Pakistan, e nella centrale Multan. 

SCONTRI - La protesta non lascerà tranquillo nemmeno il governo pakistano, accusato di essere asservito agli Usa e di averli lasciati liberi di agire indisturbati all'interno del Paese. E' salito intanto a otto il numero delle vittime dell'attacco condotto questa mattina a Quetta, nel Sud Ovest, da un commando armato di pistole e razzi, che si è poi dato alla fuga. I feriti sarebbero dieci. Secondo Hamid Shakil, ufficiale di polizia citato dai media pakistani, le vittime sono tutti sciiti, che si trovavano in un parco di Hazara. La popolazione sciita è considerata alla stregua di una componente eretica dai sunniti della zona: per questo diventano spesso un bersaglio vittima di attacchi mortali.

PROTESTA IN EGITTO - Anche al Cairo è andata in scena una manifestazione vicino a una moschea salafita, dove veniva svetolato un vessillo con l’immagine di Bin Laden. Il nemico è il presidente degli Stati Uniti: "Obama è un terrorista, non Osama" urlava la folla. Il raduno di fedeli si è formato, alla fine della preghiera, davanti dalla moschea Noor, a el Abbassia, in un sobborgo del Cairo. Si è poi messo in marcia verso l’ambasciata americana. Tutto è cominciato con l'appello di Sheikh Hafez Salama, eroe della resistenza egiziana nella guerra dei sei giorni del 1973, che ha chiesto agli egiziani di pregare in memoria di Bin Laden dopo la consueta preghiera islamica del venerdì, ribattezzandola 'la preghiera dell’assente'.

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Commenti all'articolo

  • raucher

    08 Maggio 2011 - 10:10

    Oppure trova lo stesso articolo sulla Stampa data 5\5\2011 dal titolo UNA CAMPAGNA ELETTORALE POCO TRANQUILLA

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  • raucher

    07 Maggio 2011 - 18:06

    Digiti L'Occidentale : troverà l'articolo dal titolo Turchia , elezioni del 12 giugno

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  • bisnonna!

    07 Maggio 2011 - 16:04

    E' un dato di fatto:sono un po' imbranata con questo mezzo infernale che è internet. Infatti, nonostante la mia buona volontà, non sono riuscita a trovare l'articolo. Potrebbe darmi un dettaglio in più per favorire la mia ricerca?

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  • itas50

    07 Maggio 2011 - 10:10

    B O M B A R D A T E L I

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