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Il Pakistan ringhia: "Stati Uniti, occhio alle ripercussioni"

Obama: "stretta finale contro al Qaeda". Islamabad, premier Gilani: "Mai protetto Bin Laden. Usa, sovranità violata"

Il Pakistan ringhia: "Stati Uniti, occhio alle ripercussioni"
Magari le autorità pakistane non lo sapevano davvero. Magari. Il fatto, però, è che Osama Bin Laden è rimasto nascosto, per anni, a pochi chilometri dalla capitale Islamabad. Quando lo hanno scoperto, le forze armate speciali degli Stati Uniti sono entrate in azione e hanno eliminato il leader di al Qaeda. Ma il Pakistan non ci sta, e avverte Washington che che "ci saranno gravi ripercussioni" nelle relazioni bilaterali tra i due paesi se saranno effettuate altre azioni bilaterali sul territorio pakistano. Queste le parole scelte dal premier Yousuf Reza Gilani nell'atteso discorso alla nazione. In precedenza le autorità avevano reso noto che Islamabad aveva appreso del blitz contro Bin Laden soltanto quindici minuti dopo l'inizio dell'operazione, mentre il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva annunciato: "Ora la stretta finale contro i terroristi di al Qaeda".


"INCHIESTA SU ABBOTTABAD" - Gilani ha poi proseguito assicurando che il Pakistan "è determinato a eliminare il terrorismo ed ogni accusa di complicità: ogni accusa sulla caccia ad Osama Bin Laden è assurda". Nei giorni scorsi proprio da Washington era arrivata una richiesta di chiarimento in cui lo stesso presidente Usa, Barack Obama, aveva ipotizzato che "qualcuno", in Pakistan, avesse aiutato lo Sceicco del terrore nella sua latitanza. Gilani ha poi annunciato l'avvio di un'inchiesta sulla presenza di Osama nella città-guarnigione di Abbottabad e ha confermato la sua piena fiducia nell'esercito e nei servizi segreti, l'Isi, di cui alcune frange sono sospettate di aver protetto Bin Laden.

"VIOLATA SOVRANITA'" - Parole ancora più accese e cariche di rancore contro gli Stati Uniti sono state pronunciate dal leader della Lega Musulmana del Pakistan, nonché ex premier pakistano, Nawaz Sharif. Conversando con i giornalisti a Lahore, ha dichiarato che quello degli Usa è stato "un attacco alla sovranità di Isalamabad" e che ora "il Pakistan si trova in una sitauzione molto pericolosa". Sharif ha poi sottolineato come il Paese sia già scosso da "grandi problemi e che non può permettersi altre difficoltà".

"NON CONOSCEVAMO OBIETTIVO" - "Ci siamo accorti del blitz solo 15 minuti dopo il suo inizio, ma non sapavamo chi fosse l'obiettivo". Così il ministro dell'interno pakistano, Rehman Malik, intervenuto per difendere l'operato della sua intelligence dall'accusa di collusione con i talebani. Il ministro ha ammesso che il fatto che il leader di al Qaeda, Osama Bin Laden, sia rimasto nascosto ad Abbottabad per cinque anni è stato un fallimento dei servizi segreti di Islamabad, ma ha negato che il governo proteggesse consapevolmente il terrorista. Intanto, i media pakistani sono passati al contrattacco 'bruciando' il capo della Cia nel Paese: hanno rivelato il nome dell'agente su alcuni quotidiani, di fatto costringendolo ad abbandonare le operazioni. Gli Usa sospettano che siano state fonti governative a dare notizie sull'identità

MALIK: "NON PROTEGGEVAMO OSAMA" - "Non scoprire il covo di bin Laden è stato un fallimento. Qualche volta succede, ma voglio  rassicurare i nostri alleati che non era protetto da alcuna agenzia governativa", si difende così il ministro dell'Interno pakistano Malik. "Anche gli attentati dell’11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle sono potuti accadere in seguito a un fallimento dell’intelligence - ha aggiunto nel corso di un’intervista con la stampa araba.

BRUCIATO VERTICE CIA - Nel frattempo, i media pakistani hanno 'bruciato' il capo della Cia ad Islamabad, diffondendo il suo nome. A riferirlo è il Wall Street Journal, secondo cui gli Usa stanno ora investigando sull'accaduto, che alimenta il sospetto che le autorità pakistane vogliano cacciare l’agente dal Paese per il blitz di Abbottabad. L'identità dello 007, afferma il quotidiano, è stata dapprima diffusa dalla tv pakistana privata Ari, che aveva mandato in onda un servizio su un incontro tra il capo della stazione Cia e il direttore dell’Isi, i servizi segreti pakistani. "Se non avessimo menzionato il nome, il nostro resoconto avrebbe perso di credibilità", si è giustificato il capo della redazione di Islamabad dell’emittente, Sabir Shakir.

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Commenti all'articolo

  • sibarita

    11 Maggio 2011 - 00:12

    io metterei in riga il pakistan una volta per tutte

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  • afabbri73

    10 Maggio 2011 - 05:05

    e' gia diffusa da 2/3gg la notizia che tra Stati Uniti e Pakistan c'era un patto segreto siglato 10 anni fa dall'amministrazione Bush, di intervento unilaterale statunitense nel caso in cui i servizi segreti avessero individuato Bin Laden nel territorio Pakistano. Se volete potete andare sul Guardian a controllare... vi citerei anche altre fonti ma se pubblico links non pubblicano il commento.

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  • soter66

    09 Maggio 2011 - 20:08

    Ringrazino gli aiuti internazionali se no si magiavano tra di loro per la fame.

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  • raucher

    09 Maggio 2011 - 15:03

    .. stando a quanto dicono gli esperti di terrorismo , si è ormai traferita nel Nord Africa a causa delle ribellioni tuttora in atto e , in particolare, in Egitto, dove si profila la vittoria elettorale dei Fratelli Mussulmani. Le tanto propagandate rivoluzioni "democratiche" si tradurranno in governi teocratici con ciò che ne consegue.

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