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Paura a New York: nel mirino l'Empire e le sinagoghe

Manhattan, in manette due uomini dopo aver comprato una bomba. Preparavano attacchi alla Grande Mela

Paura a New York: nel mirino l'Empire e le sinagoghe
Allarme terrorismo a New York: la polizia della Grande Mela ha arrestato due uomini, un algerino e un americano di origine marocchina, con l'accusa di preparare degli attentati contro delle sinagoghe. I due, ha spiegato il sinaco Michael Bloomberg, sono stati arrestati mercoledì sera a Manhattan dopo aver comprato una bomba a mano, tre pistole semiautomatiche e 150 caricatori.

AGENTE SOTTO COPERTURA - I due finiti in manette ignoravano di essere pedinati dalla polizia già da sette mesi, e che il venditore di armi, in realtà, era un agente sotto copertura. Dopo l'acquisto del piccolo arsenale avevano chiesto se potevano avere anche un giubbotto anti proiettile, un silenziatore e una radio sintonizzata sulle frequenze della polizia. I due, si è appreso, non sono legati ad al Qaeda e per il momento si ignora se vi siano altri complici. Uno dei due arrestati aveva anche detto di voler progettare un attentato contro l'Empire State Building.


"GRANDE OPERA PREVENZIONE" - Il Sindaco ha sottolineato come l'arresto sia un successo dello sfrozo dell'antiterrorismo della sua amministrazione. "Assegnando mille dei nostri uomini a compiti di intelligence e di antiterrorismo, e grazie a investimenti in sistemi ad alta tecnologia che hanno migliorato la nostra capacità di reagire e identificare la potenziale attività terroristica - ha sottolineato Bloomberg - la polizia di New York è stata in grado di prevenire nuovi attacchi dopo quelli dell'11 settembre".

"FACCIO SALTARE IN ARIA TUTTO" - I due arrestati vivevano al Queens, uno dei quartieri più a rischio di New York. Si ritiene che il leader della coppia sia l'algerino, Ahmed Ferhani, di 26 anni. Secondo quanto riferito dalal polizia, l'uomo aveva pensato anche a farsi crescere barba e riccioli per poter così sembrare un ebreo chassidico, entrare in una sinagoga di Manhattan e "far saltare in aria l'intero edificio". Ferhani sarebbe stato condotto all'odio contro gli ebrei dalla convinzione che i musulmani siano maltrattati in tutto il mondo. Con il complice - Mohamed Mamdouh, di 20 anni - aveva ipotizzato anche attentati contro delle chiese.

IL PADRE INCREDULO - Alla notizia dell'arresto non voleva credere il padre di Ferhani, un tassista arrivato dall'Algeria nel 1994 per sfuggire alle violenze tra islamisti ed esercito che infuriavano nel suo Paese. L'uomo, al New York Times, ha dichiarato che il figlio è stato cresciuto come un musulmano, ma "non è un fanatico religioso", ani "non brega nemmeno e beve alcolici". Il giovane lavorava come venditore di cosmetici da Saks, sulla Fifth avenue e, secondo il padre, stava cercando di avviarsi ad una carriera da modello nel mondo della moda.

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Commenti all'articolo

  • lulumicianera

    13 Maggio 2011 - 14:02

    un mussulmano non sarà mai integrato,sarà sempre convinto di essere un povero perseguitato,non un persecutore di se stesso grazie alla sua atavica mentalità.La violenza è nel loro dna

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