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Collera in Siria e Libano, Israele spara: 20 morti

Proteste palestinesi nell'anniversario dello stato ebraico: sangue sui dui confini, oltre 100 feriti. Iran: "Tel Aviv cancro da estirpare"

Collera in Siria e Libano, Israele spara: 20 morti
La "Giornata della Naqba" finisce nel sangue. La domenica in cui i palestinesi ricordano il "disastro", ovvero la creazione dello stato di Israele nel 1948, ha registrato gravissimi scontri al confine con Libano e Siria: almeno 20 persone sono state oggi uccise dai soldati israeliani nel tentativo di respingere i manifestanti che stavano sconfinando al grido di: "Con la nostra anima e con il nostro sangue, siamo pronti al sacrificio per la Palestina".

SANGUE IN LIBANO E SIRIA- Dodici ore si tensioni e violenza. Sin dalle prime ore di domenica migliaia di palestinesi si sono radunati nella cittadina libanese di Maroun al Ras, a ridosso della 'linea blu' che demarca il confine con Istaele. In Libano, in 12 campi profughi, vengono ospitati circa 400mila palestinesi. La situazione è rapidamente degenerata quando i manifestanti hanno iniziato a lanciare sassi contro i soldati israeliani dall'altro lato della barriera. I militari hanno risposto aprendo il fuoco: almeno dieci morti e un centinaio di feriti. Dieci morti è il bilancio anche degli altri scontri nel villaggio di Majdal Shams, sulle alture del Golan tra Siria e Israele. Le dinamiche sono state analoghe: alcune decine di manifestanti palestinesi sono riusciti a penetrare in territorio israeliano e di nuovo i soldati dello Stato ebraico hanno reagito a colpi d'arma da fuoco. I feriti sono decine, mentre i corpi delle vittime sono state riconsegnate da Israele alla Siria, che ospita 450mila profughi palestinesi. Si tratta degli scontri più gravi da molti anni al confine tra Siria e Israele, relativamente tranquillo sin dalla guerra del 1973, quando Damasco tentò di riconquistare le alture del Golan occupate dallo Stato ebraico nel 1967.

ACCUSE E TENSIONI - Damasco ha "denunciato fermamente gli atti criminali di Israele contro il nostro popolo sulle alture del Golan, in Palestina e nel Sud del Libano, atti che hanno causato diversi morti e feriti". Israele ha replicato affermando che "chi è al potere in Siria ha organizzato questa manifestazione violenta per tentare di distogliere l'opinione mondiale da ciò che sta accadendo nelle sue città". Violentissimo l'attacco del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, secondo cui Isaeele è "una cellula tumorale da rimuovere". La protesta contro Israele è arrivata fino in Egitto: al Cairo l'ambasciata israeliana è stata assaltata e negli scontri almeno 24 persone sono rimaste ferite. Per motivi di sicurezza, la chiusura della Cisgiordania è stata prolungata di 24 ore. La polizia israeliana resta schierata in forze a Gerusalemme est e sulle alture occupate del Golan.

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