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"Distrutta flotta aerea di Gheddafi". Bombe sulla base

Il ministero Difesa francese: "80% velivoli distrutti". Nato attacca bunker delle guardie del raìs. Ma il generale: "Non è lui un nostro obiettivo"

"Distrutta flotta aerea di Gheddafi". Bombe sulla base
I bombardamenti delle forze Nato hanno "spazzato via" l’80% della flotta aerea di Muammar Gheddafi e hanno pesantemente indebolito il suo esercito: questo l'annuncio del ministero della Difesa francese, che ha sottolineato come tutti gli aerei da guerra del Colonnello siano ora fuori uso. Gli unici velivoli su cui il capo del regime libico può ancora contare sono elicotteri. Un terzo dell’equipaggiamento pesante dell’esercito è stato distrutto, insieme alla metà delle munizioni. Solo la flotta marina è stata risparmiata, hanno aggiunto le fonti francesi: non costituisce però un grave pericolo, poiché le navi sono alla fonda nei porti. Dalla Libia è arrivata anche la notizia di bombardamenti britannici sulla base usata dalle guardie del corpo del raìs, a Tripoli: lo ha riferito il ministero della Difesa di Sua maestà. Anche l'edificio che ospita il quartier generale dell'intelligence nella capitale è stato attaccato nella notte tra lunedì e martedì. 

"GHEDDAFI NON E' L'OBIETTIVO" - Il tenente colonnello Mike Bracken, portavoce della Nato per l'operazione Unified protector, ha però sottolineato che "non seguiamo gli spostamenti di Gheddafi perché non è un nostro obiettivo". Bracken, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella base di Bagnoli, ha ribadito indicando che, anche alla luce della condanna nei confronti di Gheddafi da parte della Corte penale internazionale, "il Colonnello non è un nostro obiettivo. La Nato - ha concluso - colpisce obiettivi militari, in particolare centri di comando e controllo".

FRATTINI: "NON SAPPIAMO DOVE SIA" - Nella mattinata di martedì il ministro degli Esteri, Franco Frattini, dopo l'incontro con il neo-segretario della Lega Araba, Nabil El Arabi, era tornato a fare il punto della situazione su Gheddafi. "Ci sono voci e indiscrezioni secondo le quali avrebbe lasciato Tripoli - ha spiegato -, ma non abbiamo assolutamente alcuna certezza in merito". Il titolare della Farnesina ha spiegato di non avere né informazioni né conferme nemmeno sui contatti segreti del secondogenito del Colonnello, Saif al-Islam Gheddafi, e il Consiglio nazionale degli insorti di Bengasi. Secondo Frattini i negoziati segreti sono anzi "improbabili", anche perché il Consiglio transitorio ha sempre ribadito di non volere nessun Gheddafi, figli compresi, all'interno del prossimo governo.

EMERGENZA PROFUGHI - Mentre prosegue la guerra in Libia, si gonfiano le stime dei profughi in fuga. Secondo l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, sarebbero circa 14mila le persone fuggite dalla Libia verso l'Italia e Malta. Tra questi 14mila, ha precisato il portavoce Melissa Fleming, 1.669 sono arrivati a destinazione tra venerdì e sabato scorso. In base alle testimonianze di sopravvissuti e familiari, sarebbero oltre 1.200 le persone disperse a partire dallo scorso 25 marzo. Basandosi sui colloqui con persone arrivate in Italia, l'Unhcr ritiene anche che saranno ancora migliaia le persone che cercheranno di attraversare il Mediterraneo. La maggioranza di loro naviga su imbarcazioni in pessime condizioni e sovraccariche di passeggeri. Spesso, infine, non c'è nessun equipaggio specializzato nel condurre i natanti.

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Commenti all'articolo

  • idleproc

    17 Maggio 2011 - 21:09

    Da subito è stato l'obbiettivo. Speravano di fare la rapina in modo "pulito" e immediato, non è andata bene. Se ci riescono ad assassinarlo e spero di no, diranno che si è messo a fare lo "scudo umano" di sè stesso.

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  • Gius11

    17 Maggio 2011 - 20:08

    Dopo due mesi di bombardamenti a tappeto qualcuno ha ancora il coraggio di affermare che il regime libico non goda di un qualche supporto popolare in Tripolitania? L'intervento NATO è andato ben oltre il mandato ONU basato sulla famosa risoluzione onu che parlava di no-fly zone (ora Gheddafi non ha più aerei), e di protezione dei civili (non sono forse civili gli abitanti della Tripolitania?) e adesso si tratta di un'operazione illegale votata ad abbattere (o anche uccidere) un capo di stato nemico. Chi crede che dopo la cacciata (o l'uccisione) di Gheddafi ci sarà la pace in Libia sta prendendo un grosso abbaglio. Se la storia insegna qualcosa, le rivoluzioni o i colpi di stato guidati dall'esterno conducono i paesi all'anarchia o, nel migliore dei casi, all'ingovernabilità. Tutta questa storia ha dell'assurdo e ha mostrato tutti i limiti del governo italiano: non siamo stati in grado di assumere una posizione credibile a tutela dei nostri interessi. Un totale fallimento.

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