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Gheddafi, Moglie e figlia in Tunisia. Il ministro a Vienna

Colonnello sempre più solo: raggiunto il figlio che ha abbandonato la Lbia. La tv di Stato: "Colpita nave Nato" Smentita del Patto atlantico

Gheddafi, Moglie e figlia in Tunisia. Il ministro a Vienna
Il regime di Tripoli perde pezzi. Non solo per le bombe sganciate dalla Nato, ma anche perché il bunker di Gheddafi è sempre più deserto: anche la moglie e una figlia del Colonnello sarebbero fuggite in Tunisia - così come già aveva fatto il primogenito - mentre il ministro del Petrolio del governo lealista avrebbe cercato rifugio a Vienna.

IN TUNISIA - Moglie e figlia del Colonnello da qualche giorno si trovano fuori dai confini libici, in Tunisia, dove hanno raggiunto il primogenito del raìs. Safyia Karkash e la figlia Aysha sono in un albergo dell’isola di Djerba, dove si troverebbe per curarsi anche Mohammad Muammar Gheddafi. Secondo il quotidiano Al-Quds Al-Arabi, le due donne sono entrate in Tunisia sabato notte, passando per il valico di Ras Jedir. Il quotidiano riferisce che, attraverso lo stesso valico, sono passati negli ultimi giorni diversi dirigenti del regime libico (tra gli altri Abdullah Mohamud al-Hujazi, ex consigliere del segretario generale del ministero degli Affari Esteri, accompagnato da quattro impiegati).

A VIENNA - Ma ad aver abbandonato la Libia c'è anche il ministro del Petrolio di Tripoli, Shukri Ghanem. All'inizio si parlava di una sua fuga in Tunisia, mentre stando a quanto dicono i ribelli si troverebbe in Austria, a Vienna. Ad annunciarlo è stato il portavoce del fronte anti-Gheddafi, Mahmud Shammam, il quale ha tuttavia aggiunto che Ghanem non ha stabilito alcun contatto con il Consiglio Nazionale Transitorio (Cnt) dei ribelli di Bengasi. "Abbiamo ricevuto conferme da diverse fonti che Shukri Ghanem si trova a Vienna nella sua abitazione", ha affermato il portavoce. "Non si è messo in contatto con il Cnt e il Consiglio non è interessato nè ha bisogno di lui, anche se ogni defezione è la benvenuta", ha precisato Shammam. Ghanem, che è anche presidente del colosso petrolifero libico Noc, aveva lasciato la Libia nel fine settimana ed era fuggito in Tunisia, secondo quanto riferito da un ufficiale tunisino. Intanto, i ribelli hanno annunciato la loro intenzione di partecipare al vertice Opec che si terrà nella capitale austriaca l’8 giugno. "Vogliamo andarci e stiamo studiando il modo legale per farlo", ha spiegato Shammam.

L'ATTACCO ALLA NAVE -
Se martedì la Nato ha annunciato di aver definitivamente fiaccato la flotta aerea di Gheddafi, secondo la tv libica l'artiglieria del Colonnello avrebbe colpito una nave dell'organizzazione atlantica al largo di Misurata. La notizia è stata però subito smentita.  "E' un’affermazione provocatoria" ha comentato un funzionario della Nato, secondo cui "non c'era nessuna nave dell’Alleanza abbastanza vicina alla costa da poter essere colpita dalle forze pro-Gheddafi”.

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    18 Maggio 2011 - 15:03

    e l'Arabia Saudita che cosa ha detto? e' impossibile che l'Arabia Saudita non sia dalla parte dei Gheddafi perche' e' fin troppo logico che anche l'Arabia Saudita e' a rischio di rivolta armata da dover fare bombardare.Con tutti i debiti di Alto Tradimento che si e' creato ogni Stato Arabo e' l'arabia Saudita a non dover temere? Fra l'altro sarebbe proprio meglio che non ci dimentichiamo che e' proprio per loro scelta di fare cadere il proprio Regime.Oggi dovrei chiedere all'Arabia Saudita se e' disposto o desidera di fare la prova caduta.Io non ho mai sbagliato.

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