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Stupri e violenze, in hotel e in famiglia: niente lezioni dalla Francia

Da Strauss-Kahn al caso del fratello della Dati che abusa della moglie. E ridevano del bunga bunga / MUGHINI

Stupri e violenze, in hotel e in famiglia: niente lezioni dalla Francia
E dunque in fatto di pulsioni spasmodiche verso il bel sesso è una bella gara tra i potenti di tutto il mondo. Chi è senza peccato di lussuria scagli la prima pietra, non è solo in Italia che il gran capo politico ci dava sotto e a testa bassa. Anzi. I nostri cugini francesi eccome se peccavano, loro che sono abituati a puntare il ditino e a dare lezioni su checchessia e chicchessia al mondo. Prima è stato il loro futuro presidente della Repubblica, il “gran seduttore” Dominique Strauss-Kahn, ad andare in manette perché accusato di voler abusare in ogni posizione dei corpi di una camerierina dell’albergo newyorchese in cui alloggiava. Adesso è monsieur Jamal Dati, fratello di una ex gran ministra e personaggio glamour della République, ad essere accusato di essersi scaraventato addosso alla sua ex moglie che non ne voleva sapere. Beninteso nessuno di loro è colpevole prima che siano state accertate le circostanze e i fatti. Una presunzione di innocenza che vale per tutti al mondo, ivi compresi quelli che ti stanno i più antipatici.

Per quanto mi riguarda, non sono nemmeno di una virgola fra quanti sproloquiano prima che si sia certi di nulla di nulla. E tanto più in materia di aggressioni sessuali o presunte tali, roba in cui la parola di una donna (aggredita) si contrappone alla parola di un uomo (presunto aggressore), materia friabile e delicata per sua natura. Aggiungo, se ce ne fosse bisogno, che in quanto uomo mi sentirei personalmente offeso da un eventuale comportamento di DSK se fosse quale viene descritto dall’accusa. Un porco uomo è un personaggio che offende noi uomini tanto quanto offende le donne. Siamo in molti noi uomini che alle donne, e per tutta la nostra vita e felici di farlo, abbiamo solo offerto il caffè e aperto le portiere dell’auto perché fosse loro più agevole scendere e mettere i piedi per terra. Offro un milione di euro a chiunque possa provare il contrario per quel che mi riguarda.

L’essere potenti e sporcaccioni. Il tema è per l’appunto delicato. Negli Usa degli anni Sessanta dove un presidente molto glamour, John Fitzgerald Kennedy, ci provava con qualsiasi essere femminile respirasse e fosse a portata di zampe. Nell’Israele di oggi dove un capo dello Stato, Moshe Katsav, ha subito una pesante condanna perché s’era buttato addosso a una sua segretaria che non voleva.  Nella nostra Italia dove il capo del governo, Silvio Berlusconi, è accusato di avere convitato a casa sua e palpeggiato una schiera numerosa di fanciulle sboccate e piccanti, le quali a dire il vero non avevano l’aria di trovare la cosa intollerabile. Nella altezzosa Francia di oggi dove va in manette uno degli uomini più potenti al mondo, uno che aveva tutto e in gran quantità e che avrebbe rovinato tutto perché una camerierina era entrata nella camera del suo albergo mentre i suoi ormoni stavano furoreggiando a più non posso.

Robaccia su robaccia su robaccia. Esiste per i maschi del mondo una “questione genitale”, il fatto che in loro gli impulsi fondamentali e decisivi nascano lì sotto l’inguine e non da quello che hanno in mezzo alle orecchie, ossia dal cervello e dal cuore e dalla capacità di decidere il proprio comportamento in quel momento e anche se la ragazza che ti sta di fronte ti attrae da morire? Da uomo che stravede per le donne trovo inaudita una tale ipotesi, che in un solo istante della sua vita un uomo agisca perché sollecitato dai genitali. Ma per tornare al corpo del delitto non è questo il punto. La domanda semplice semplice è la seguente. Com’è che in un Paese altezzoso e che enormemente si sopravvaluta quale la Francia, un uomo politico di primissimo piano, il nostro non eroe DSK, l’avesse fatta franca per anni e anni pur essendo di dominio pubblico che quando lui aveva a portata di mano una donna non si tirava minimamente indietro e neppure quando era su un aereo e la donna era una hostess che gli stava portando un bicchiere d’acqua o di champagne?

O i racconti a proposito della irrefrenabilità sessuale di DSK sono tutta fuffa di cui colmare i giornali, oppure è incredibile che un tale maniaco non fosse sfiorato da niente e nessuno mentre si avventava e fremeva di porcate contro le donne. Porcate che noi chiamiamo porcate e non certo seduzioni, perché la terza elementare l’abbiamo superata parecchi decenni fa. E allora com’è che la Francia ci voleva dare delle lezioni quanto al comportamento di un nostro politico che è tutto fuorché irrepresensibile? Che gran confusione, che gran casino, che grandi porcate.

di Giampiero Mughini

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Commenti all'articolo

  • paolo calcogni

    19 Maggio 2011 - 18:06

    Nessuno osa commentare il caso J. Kennedy.Quanto ai francesi,basta ricordare la posizione assunta dai vari Jolivet,Beineix,Tavernier,Jacob,Annaud,Ardant etc. nel caso Polanski.Stendiamo un velo pietoso su Mitterrand

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  • blankfrank62

    19 Maggio 2011 - 14:02

    I francesi non ridevano solo del Bunga bunga e di Ruby, ma del fatto che qui da noi veniva accettato e considerato normale. Dal loro satiro hanno preso le distanze. Loro.

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  • cirillopas

    19 Maggio 2011 - 14:02

    Tutti personaggi della gauche caviar ! Che sia colpa del troppo caviar ?

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  • mike1972

    19 Maggio 2011 - 13:01

    diegomazza, veramente non capisce un diego. La differenza, che non ha colto, per ottusità solo per parlare sempre contro è semplice ma per Lei molto difficile da capire: in Italia ci sono intercettazione(trascrizioni) di telefonate dall'altra parte c'è una denuncia. Semplice ma Lei ottusamente, per di dire cavolate non la voluto cogliere.

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