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Napolitano: Libia in transizione, "Italia correrà dei rischi"

Il presidente: "Primavera araba da accompagnare". Al Qaeda: "Senza Bin Laden restiamo vigili". Raid nato su Tripoli, Gheddafi in tv

Napolitano: Libia in transizione, "Italia correrà dei rischi"
"Senza Bin Laden Al Qaeda è fortemente indebolita. Tuttavia dobbiamo restare vigili contro la minaccia terroristica". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lancia un monito all'ingelligence internazionale. Intervenuto al Nato Defence College, che celebra il suo sessantesimo anniversario, Napolitano ha poi commentato l'organizzazione del patto atlantico: "I recenti avvenimenti costringono la Nato a guardare verso Sud, da dove vengono le nuove sfide alla sicurezza di tutti in modo crescente". L'Africa del Nord, dunque, come nuovo fronte: "Nessuno aveva previsto i recenti eventi nel Mediterraneo e i profondi cambiamenti nel mondo arabo. Siamo testimoni di un punto di svolta in una regione che è il nostro immediato vicino, ai nostri confini, e senza dubbio lo dico parlando della Nato e dell'Unione Europea insieme". Secondo Napolitano, la "transizione in Libia può avere effetti sulla nostra sicurezza. Non bisogna fare errori". Il compito dell'Occidente, secondo il capo dello Stato, sarà quello di guidare "la primavera araba", perché quando "il vento si alza dobbiamo essere capaci di accompagnarlo" in un processo di crescita democratica. Tuttavia, come detto, proprio dall'ultimo tassello, la Libia, arrivano per l'Europa e per l'Italia le incognite maggiori. Napolitano è fiducioso che grazie alla missione Unified Protector, "con pazienza e coerenza, la legittimità internazionale prevarrà", anche perché grazie ai raid aerei "abbiamo potuto prevenire una dura repressione e il massacro di civili" da parte di Gheddafi. Per questo, Napolitano ha ringraziato il segretario generale della Nato Rasmussen.


VIA DALL'AFGHANISTAN - Giovedì sera il presidente Usa Barack Obama ha parlato dell'impegno internazionale in Medio Oriente, con particolare interesse al conflitto tra Israele e Palestina e a quanto sta accadendo in Siria. "Sono molto incoraggiato dal discorso del presidente Obama - ha detto Napolitano -. La primavera araba probabilmente produrrà sviluppi positivi sulla crescita civile, sociale e democratica. Ci vorranno tempo e dolore, ma questi cambiamenti richiedono il nostro fiducioso sostegno". Un altro fronte caldo è l'Afghanistan. In questo senso il presidente si è detto "molto compiaciuto" dal pieno ristabilimento delle relazioni Nato-Russia dopo due anni e mezzo di discontinuità: "Mosca può dare un aiuto sostanziale ai nostri sforzi". La riduzione delle truppe Nato a Kabul sarà progressiva e "gli afghani prenderanno sempre più la responsabilità della propria sicurezza. Abbiamo fatto sforzi enormi in Afghanistan - ha concluso Napolitano -, abbiamo tutti versato sangue e vorrei rendere omaggio alle nostre donne e ai nostri uomini in divisa. Ora non dovremo abbandonare l'Afghanistan una volta che il nostro impegno militare sarà terminato".

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Commenti all'articolo

  • renato del bene

    21 Maggio 2011 - 11:11

    Quando gli "esperti" della Farnesina si sveglieranno, sarà troppo tardi.

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