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"Il Mullah Omar è stato ucciso". Poi smentita taliban

"Guida spirituale dei taliban eliminata in stampa". Poi però i fedeli negano: "Leader è vivo. Sta in Afghanistan"

"Il Mullah Omar è stato ucciso". Poi smentita taliban
Il Mullah Omar, il numero uno dei talebani, sarebbe stato ucciso due giorni fa in Pakistan. A riferirlo è stata Tolo Tv, che ha citato fonti anonime dei servizi di sicurezza di Kabul. Secondo le fonti, la guida spirituale dei taliban sarebbe stato eliminato mentre si trasferiva dalla città di Quetta verso il Waziristan settentrionale.

LE CONFERME - L'agenzia di stampa Pajwok, invece, sostiene che il Mullah sia stato ucciso dai servizi di intelligence pakistani (l'Isi) e dalla rete Haqqani, un altro gruppo armato che si oppone al governo afghani di Karzai. L'agenzia iraniana Fars, citando "fonti di sicurezza a Kabul", ha confermato l'uccisione: "Il Mullah Omar sarebbe stato ucciso nel sud-ovest del Pakistan, non lontano dal confine con l'Iran. Il corpo viene sottoposto in queste ore ad esami medici", ha concluso il corrispondente della Fars da Kabul.

LE SMENTITE - Da parte dei talebani, invece, è arrivata la smentita: il portavoce del movimento pakistano Tehrik-i-Taliban Pakistan (Ttp), ha negato che il Mullah Omar sia stato ucciso. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il portavoce ha tagliato corto: "Questa notizia è priva di fondamento. Sono notizie false. Il Mullah Omar è vivo e vegeto". Dopo i pachistani, anche i talebani afghani hanno negato l'uccisione: il loro portavoce ha spiegato che "non può essere stato ucciso in Pakistan semplicemente perché si trova in afghanistan".

CHI E' OMAR - Il mullah Omar è da almeno 15 anni in cima alla 'lista nera' del terrorismo mondiale e sulla sua testa pende una taglia da 25 milioni di dollari. E' l’'Amir ul Muminin' (Comandante dei Fedeli), carica assunta da Omar dopo la presa di Kabul nel 1996, secondo Washington durante gli anni al potere fornì protezione e assistenza ai leader di al-Qaeda, in particolare a Bin Laden, che in Afghanistan avevano le loro basi operative e i loro covi. Questi elementi convinsero gli Usa della necessità di intervenire militarmente contro i Talebani dopo l’11 settembre per estirpare alla radice il regime del mullah, considerato alla stregua  di un movimento terroristico. Poche sono le notizie che si conoscono della vita privata del mullah Omar e pochissime sono state le sue apparizioni in pubblico e le immagini che lo ritraggono. L’unico particolare emerso è che negli anni '80 l’allora mujahidin Omar perse la vista all’occhio destro durante la guerra con i russi in Afghanistan. Per il resto la figura di Omar è piuttosto enigmatica.

REGIME AFGHANO - Durante i cinque anni di governo talebano, Omar guidò il Paese dalla sua 'casa-rifugio' di Kandahar dove viveva praticamente recluso e senza contatti con l’esterno. Tra i pochi che   avevano il privilegio di rivolgergli la parola c'era l’ex ministro degli Esteri talebano Wakil Ahmad Muttawakil, fedele portavoce del mullah. In Occidente il mullah Omar è associato a una delle pagine più  buie della storia dei diritti umani. La visione politica impregnata di fanatismo religioso e l’interpretazione oscurantista della sharia che ne ispirò l’azione di governo fecero piombare l’Afghanistan dal 1996 al 2001 in uno dei periodi peggiori della sua storia. Tra i provvedimenti decisi dal mullah quelli che più fecero scalpore furono l’obbligo per le donne di indossare il burqa e il divieto di ricevere un’istruzione, lavorare e uscire in pubblico senza  essere accompagnate da loro parenti di sesso maschile

ABBATTIMENTO BUDDAH - Durante l’era talebana, inoltre, i colpevoli di adulterio erano lapidati in cerimonie pubbliche che di solito si tenevano nell’intervallo di una partita di calcio, ai ladri venivano   amputati gli arti e la musica e il cinema erano banditi. Tra i crimini più odiosi commessi dal mullah Omar durante il suo regno di terrore, oltre alle innumerevoli condanne a morte inflitte contro coloro che abiuravano l’Islam, bisogna annoverare anche la decisione di distruggere con la dinamite i celebri buddha di Bamyan, considerati dai talebani simboli pagani, ma un tempo emblema dell’'aperturà religiosa dell’Afghanistan. Dall’intervento delle truppe Usa nel 2001 e il rovesciamento del  regime talebano, il mullah Omar ha fatto perdere le sue tracce. Secondo informazioni dei servizi d’intelligence occidentali, le vette mpervie delle aree tribali che dividono il Pakistan dall’Afghanistan, sarebbero state il suo nascondiglio più sicuro.

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Commenti all'articolo

  • peroperi

    23 Maggio 2011 - 23:11

    i giornali prima di dare le notizie cercavano le conferme, oggi pur di vendere copie, prima si da' la notizia poi la si smentisce.

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  • guidoboc

    23 Maggio 2011 - 15:03

    Ha anche l'occhio cecato, poveraccio.

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  • raucher

    23 Maggio 2011 - 14:02

    Il governo pakistano cerca di rimediare alla figura di m che ha fatto? Non sono credibili, nè affidabili.

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  • alvit

    23 Maggio 2011 - 14:02

    Non si e' sentito il lamento di Strada, l'amico dei talebani, colui che li ricovera, li cura e poi li rimanda a fare terrorismo. Come mai non si e' sentito la sinistra comunista rallegrarsi di quanto fatto dagli Americani? Non venitemi a dire che questi signori sinistroidi sono felici di quanto sta succedendo. Sono in lutto per la morte del bin, e ora anche il mullah omar? giornata di lutto cittadino a Bologna e a Torino.

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