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Islanda, si sveglia Grimsvotn: niente stop dei voli

Da sabato, il vulcano lancia fumo e cenere verso il cielo. Chiuso aereoporto nel paese. Timore per un 'Eyjafjöllì bis

Islanda, si sveglia Grimsvotn: niente stop dei voli
Dall'Islanda torna il rischio di un blocco aereo, che per ora sembra scongiurato: "Niente stop dei voli almeno per 24 ore", spiega l'Aiea.  Questa volta i problemi sorgono perché a risvegliarsi è stato il vulcano Grimsvötn, che - da sabato erutta una colonna di fumo bianco, alta una ventina di chilometri, la cui intensità ha cominciato a scemare nel pomeriggio di lunedì. Per ora,  i maggiori disagi li ha subiti la stessa Islanda, con città e paesi ricoperti di cenere e blocco del traffico aereo. Intanto, in Europa si valutano i rischi e conseguenze dell'attività eruttiva anche se gli esperti, dall'inizio, avevano ritenuto improbabile che si ripetessero i disagi dello scorso anno, quando in aprile, il vulcano Eyjafjöll con la sua eruzione paralizzò per settimane gli spostamenti di mezza Europa. 


L'ERUZIONE -
Il vulcano
Grimsvötn si trova sul più grande ghiacciaio dell'Europa e ha ripreso ad eruttare sabato portando nell'immediato  alla chiusura temporanea dello spazio aereo islandese. Se l'eruzione del Grimsvötn dovesse proseguire con la stessa intensità, la cenere potrebbe raggiungere entro la tarda mattinata di martedì prossimo la Scozia ed entro giovedì Gran Bretagna, il nord della Francia e della Spagna. L'avviso è stato diramato dagli istituti meteorologici che forniscono previsioni settimanali alle compagnie aeree.

TRAFFICO AEREO -  L'ultima attività eruttiva del Grimsvötn risale al 2004. "L'eruzione del vulcano non ha raggiunto una grande portata e resta ancora limitata sopra il ghiacciaio Vatnajökull", ha spiegato un esperto. "Sono solo le prime ore dell'eruzione. Non si può dire ancora se ciò avrà un effetto sul traffico aereo, come nel caso dell'Eyjafjöll nel 2010", ha aggiunto il meteorologo. Tuttavia anche questo vulcano è situato sotto uno strato spesso di ghiaccio, circostanza che era stata determinante negli effetti dell'eruzione dell'aprile 2010. "È l'interazione tra l'acqua fredda e il magma caldo che aveva comportato la formazione di minuscole particelle», particolarmente pericolose per i motori degli aerei, aveva dichiarato il mese scorso una professoressa dell'università di Copenaghen, Susan Stipp.


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