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Libia, autobomba esplode a Bengasi: danni a un hotel

Nato, Rasmussen: "Altri 90 giorni di guerra. Messaggio a Gheddafi e al suo popolo". Continuano raid su Tripoli

Libia, autobomba esplode a Bengasi: danni a un hotel
La guerra in Libia proseguirà per 90 giorni in più del previsto. E' la Nato a comunicare la proroga di altri tre mesi sulla missione militare Unified Protector. "Con questa decisione - ha commentato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen - la Nato e i suoi partner inviano un chiaro messaggio al colonnello Muammar Gheddafi". "Siamo determinati a continuare le nostre operazioni per proteggere il popolo della Libia - ha proseguito Rasmussen -. Sosterremo i nostri sforzi per soddisfare il mandato ricevuto dalle Nazioni Unite". Dagli Stati Uniti emergono intanto "concrete preoccupazioni" sulla possibilità che armi libiche finiscano nelle mani di al Qaeda, come detto dal capo del comando americano per l'Africa, il generale Carter F. Ham.

BOMBE A BENGASI, RAID SU TRIPOLI - Nel frattempo non si fermano le violenze in terra africana. Una forte esplosione è stata avvertita davanti a uno dei più importanti hotel di Bengasi, la roccaforte dei ribelli libici. Secondo Al Arabiya è stata causata da un'autobomba e SkyTg24 ha mostrato le immagini del fumo nero che si leva dalla strada e della forze di sicurezza che circondano l’edificio. Non ci sarebbero comunque morti e feriti. Anche a Tripoli la tensione è ancora alle stelle. Nella notte di martedì 31 maggio almeno sei forti esplosioni sono state avvertite nella capitale. Secondo la tv satellitare al-Jazeera, le esplosioni hanno colpito il centro della città, da alcuni giorni principale bersaglio dei raid aerei Nato.

INCONTRI ALLA FARNESINA - Incontri bilaterali tra Italia, India e Cina per risolvere la questione libica e trovare punti comuni sulla crisi in Medio Oriente. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Franco Frattini. Oltre agli incontri nei quali assisterà il Capo dello Stato ed il Presidente del Consiglio dei Ministri in occasione dei festeggiamenti internazionali a Roma per i 150 anni dell'unità d'Italia, Frattini avrà colloqui con il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, il segretario generale della Lega Araba Amre Moussa, il vice presidente cinese Xi Jiping, il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas e il ministro degli Esteri indiano S.M. Khrisna. Il primo appuntamento è fissato oggi alle ore 15 alla Farnesina, con Ban Ki-moon.

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  • renato del bene

    02 Giugno 2011 - 16:04

    A mandarlo via non dovrebbero essere i Libici, in libere elezioni, sotto il controllo dell’Onu, dell’Unione Africana e Lega Araba, e non chi lo sta bombardando da mesi facendo stragi di civili??? Ma è proprio vero che il Capo dei fondamentalisti di Benghazi (quello che ostenta sulla fronte lo zibibbo dell’osservanza islamica, e scelto dalla Nato come successore di Gheddafi) sarebbe l’Imam Nascosto, che i Fondamentalisti Islamici attendevano da oltre mille anni?? Non sarebbe meglio che tornasse a nascondersi , magari prendendo con lui l’ineffabile Rasmussen ed il solerte Min. Frattini?:O)))))))))

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  • marari

    02 Giugno 2011 - 10:10

    illudersi, in questa guerra non dovevamo entrare. Non dovevamo assecondare la richiesta di Obama perché eravamo in una posizione privilegiata nei rapporti con Gheddafi. Berlusconi poteva rimanere a guardare come hanno fatto altri paesi. Invece, siccome soffriamo di un complesso di inferiorità, chiniamo sempre la testa. Cosa abbiamo chiesto in cambio? Potevamo concordare almeno, che tutti i clandestini venissero prelevati sulle nostre coste e portati altrove, magari in USA. Invece si continua ad inneggiare alla guerra giusta, con spese folli (che non ci possiamo permettere) e con tutta l'Africa alloggiata nei vari alberghi della penisola (per il momento a spese nostre) mentre vi sono cittadini che non sanno come fare la spesa e con il rischio terrorismo in casa. Tutto il resto è aria.

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  • autores

    01 Giugno 2011 - 20:08

    Da U.S.A. ad Inghilterra c'e' ne' di differenza,L'Inghilterra non ha qualche timore riverenziale da parte di chi e' parte del proprio Regno? e'logico che se a l'Inghilterra non importa piu' di tanto di perdere il proprio Regime c'e' a chi potrebbe interessare di ottenerlo e costui e' chi e' il nemico dei Sauditi,di questo caso i Sauditi sono gli amici degli U.S.A. mentre e' l'Inghilterra amica dei Sultani,e questi sono in guerra tra di loro.

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  • racchia

    01 Giugno 2011 - 18:06

    La Nato in Libia sta facendo tutto da sola. Fa la parte di Gheddafi ammazzando per sbaglio i ribelli. Fa la parte dei ribelli ammazzando i militari di Gheddafi e, per sbaglio, i civili. Se continua per altri 90 giorni, non resterà vivo neanche un libico.

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