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Repubblicani Usa come il Pd: solo attacchi a 'Obamoni'

Primarie, candidati attuali di sette ne fanno uno. Si attendono i pezzi grossi: la Palin e soprattutto Perry, padre del miracolo-Texas

Repubblicani Usa come il Pd: solo attacchi a 'Obamoni'
Non è corso sangue tra i sette contendenti repubblicani alla nomination che si sono sfidati lunedì sera in New Hampshire, ospiti della Cnn. Tutti gli strali erano contro Obama, la cui politica economica si è rivelata inefficace nei numeri dei disoccupati (tasso del 9,1%), della crescita del Pil (striminzita all’1,8% due anni dopo la fine ufficiale della recessione), del deficit (1300 miliardi per i superstimoli fiscali inutili). E con un target tanto palese ad accomunare il lotto, le differenze di proposte tra gli sfidanti sono finite in secondo piano.

D’altronde, prima di potersi permettere di affilare tra sette mesi le armi tra “amici-nemici” nelle primarie del GOP (Grand Old Party, il partito repubblicano), i sei novizi del lotto, con l’esclusione del mormone Mitt Romney, hanno un problema vitale da risolvere: far sapere chi sono alla maggioranza del Paese . Così è stato l’ex candidato presidenziale Romney, l’unico con una dimensione nazionale, a trarne vantaggio. Anche se non gli mancano i cadaveri nell’armadio (ha firmato una legge sanitaria simile a quella di Obama da governatore del Massachusetts, e ha fatto flip-flop, in carriera, sui temi dell’aborto e delle nozze gay), Romney non ha rischiato di veder erosa la percentuale del 24% di preferenze emersa dal sondaggio CNN/Opinion Research Corporation di inizio mese.

Hermain Cain, l’afro-americano magnate della pizza, è al 10%, non male per un esordiente: il suo messaggio è quello dell’antipolitico che strizza l’occhio ai Tea party, e che vanta i successi da uomo d’affari. Allo stesso livello è Newt Gingrich, Speaker della Camera ai tempi del primo Clinton nel 1994, che rappresenta una nostalgia improbabile a reincarnarsi: tra l’altro, ha un passato di divorzi a indebolirlo. Ron Paul, al 7%, è un anziano deputato del Texas,  al terzo tentativo di ottenere la nomination: famoso per il suo isolazionismo militare e perché vuole abolire la Federal Reserve, è il candidato di bandiera dei valori libertari più radicali. Al 4% è Michele Bachmann, deputata al secondo mandato in Minnesota, che presiede il gruppo dei Tea Party alla Camera e punta tutte le carte sull’immagine di donna-madre di successo (imprenditrice, ha allevato 5 figli e ne ha adottati 23). Ha scelto il dibattito per annunciare ufficialmente di essere in lizza e le sue speranze di crescere sono legate alla rinuncia di Sarah Palin. Chiudono il gruppo Tim Pawlenty, ex governatore del Minnesota e conservatore educato e mite, al limite della timidezza, con il 3%; e Rick Santorum, ex senatore della Pennsylvania, religioso, con l’1%.

Sui sette di ieri, non proprio magnifici, aleggiavano i fantasmi degli assenti di peso. Nomi che spuntano dai sondaggi anche se sono ancora al «corro o non corro?». La Palin è al 20% dei favori ma con un pesante fardello negativo tra gli stessi repubblicani: il 44% del GOP non vuole che entri in gara e se decidesse per il sì e vincesse la nomination sarebbe la più bella notizia per Obama. Perfino Rudy Giuliani, fallimentare nel 2008, pare che ci riprovi, e in effetti avrebbe già un 16% di fans nel New Hampshire, sede della prima sfida. La vera sorpresa, capace di sconvolgere la classifica, sarebbe però Rick Perry. È al terzo mandato di governatore del Texas, repubblicano pro vita e pro business, solidissimo e con buona fama nazionale: ha detto che ci sta seriamente pensando. Per lui parlano le cifre: dal giugno 2009 il Texas, senza tasse statali sul reddito e con leggi amiche del business e non prone ai sindacati, ha creato da solo 265.300 posti, il 37% dei 722.200 in tutti gli States.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • rocc

    16 Giugno 2011 - 18:06

    non capisco il titolo:Repubblicani USA come il PD, quando tutti sappiamo che nulla è più distante dal Repubblicano americano che il piddino italiano.Certo, se il partito repubblicano Usa critica Obama specie per la riforma sanitaria non per questo diventa simile al PD. Ma andiamo avanti: i Repubblicani Usa vantano tanti ottimi nomi, come Marco Rubio della Florida (che andò benissimo nelle elezioni di midterm) e il governatore della Louisiana, credo che si chiami Jandin ed è di origini indiane. Perchè non vedo anche questi nomi fra i candidati alle primarie?

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