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Libia, raid della Nato su Tripoli. Saif: "Elezioni per la pace"

Il figlio del Raìs: "Andiamo alle urne così mondo saprà quanto è amato Gheddafi", poi attacca il Cav: "Vergogna per il voltafaccia"

Libia, raid della Nato su Tripoli. Saif: "Elezioni per la pace"
La Nato attacca ancora. Nella notte tra mercoledì e giovedì, nuovi raid si sono abbattuti su Tripoli: la capitale è stata scossa da una serie di esplosioni, stando a quanto riporta il sito web dell'emittente al-Jazeera. Uno degli obiettivi dovrebbe essere stato il compound di Bab el-Aziziya, dove si trova il bunker di Gheddafi, il Colonnello che nonostante la morsa della Nato non mostra intenzioni alcune di dimettersi. 

Il figlio - "Elezioni subito, con la supervisione internazionale: il mondo così scoprirà quanto Gheddafi è popolare". È l'ipotesi prospettata da Saif Al Islam, 39 anni, il più 'politico' tra i figli del Colonnello, come "unico modo indolore per uscire dall'impasse" in Libia, convinto che "il popolo è con noi. Batteremo i ribelli alle urne". A nome del clan, Saif propone il suo piano per terminare il conflitto, attraverso delle elezioni "entro tre mesi" con osservatori internazionali a "garanzia della trasparenza". "Non ho alcun dubbio: la stragrande maggioranza dei libici sta con mio padre e vede i ribelli come fanatici integralisti islamici, terroristi sobillati dall'estero, mercenari agli ordini di Sarkozy". E proprio la Francia, "che ha insistito nell'intervento" per Saif adesso dovrebbe "aiutare a trovare una via d'uscita". "Abbiamo già avuto abbocchi con Parigi, ma per ora senza seguito. Ma sono loro che impongono la politica del governo di Bengasi". Il vecchio regime, comunque, "è morto" e il futuro potrebbe essere "una Libia composta da forti autonomie locali e un debole governo federale a Tripoli" sul modello "degli Stati Uniti".

Le critiche all'Italia - In una lunga intervista al Corriere della Sera, Saif non risparmia tuttavia critiche all'Italia: "Vergogna" è il monito che lancia contro il nostro Paese. "Berlusconi è in difficoltà - dice - bene. Non possiamo che gioirne. Lui e il ministro Frattini si sono comportati in modo abominevole con noi. Fino a tre mesi prima lo scoppio della ribellione venivano a inchinarsi e baciavano le mani a Gheddafi, salvo poi voltare la schiena e passare armi e bagagli tra le file de nostri nemici alla prima difficolt…. Vergogna!". Peraltro, aggiunge il figlio del rais, "separiamo nettamente la figura di Berlusconi dall'Italia. Apprezziamo le critiche alla guerra e contro la Nato avanzate dalla Lega. Guardiamo con interesse i vostri partiti di sinistra. La Libia terrà un atteggiamento assolutamente diverso nei confronti di un'Italia senza Berlusconi".

Gheddafi potrà rimanere in Libia -
L'opposizione libica è pronta ad accettare che Muammar Gheddafi rimanga in Libia anche dopo aver rassegnato le dimissioni, e che vi risieda da privato cittadino. Lo rende noto l'inviato speciale del Cremlino per l'Africa, Mikhail Margelov, mediatore insieme all'Unione africana, fra Tripoli e Bengasi, citato dall'agenzia russa Interfax.

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Commenti all'articolo

  • Lupetto99

    16 Giugno 2011 - 22:10

    Saif ha ragione, elezioni politiche libere e una Libia federale che non schiacci le minoranze. Perchè la comunità internazionale non cerca di mettere fine alla guerra? Continuare a combattere è inutile e può favorire il fondamentalismo islamico. Cerchiamo una via pacifica che non umili nessuno. Mi piace anche il fatto che ha separato Berlusconi e Frattini dall' Italia.

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  • r2

    16 Giugno 2011 - 21:09

    Naturalmente Lei ha ben presente il comportamento e le note di ognuno dei predecessori di Frattini. Saluti

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  • giggino1977

    16 Giugno 2011 - 19:07

    Elezioni in Libia per conoscere la verità. Ovviamente evitando broglia da una parte e dall'altra. I Gheddafi in un certo senso stanno stendendo la mano ma da questa parte fanno orecchie di mercante, logicamente il problema non è Gheddafi ma il petrolio, lo sanno anche i sassi.

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  • raucher

    16 Giugno 2011 - 17:05

    Che elezioni sarebbero mai, condotte sicuramente con minacce agli elettori sia da una parte che dall'altra?Gheddafi sappiamo che è un despota megalomane, ma gli altri chi sono? Tutti democratici illuminati o fanatici islamici ? Non se ne sa nulla.

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