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A processo il giornalista

che lanciò le scarpe a Bush

A processo il giornalista
 Secondo per eco internazionale solo a quello contro Saddam Hussein, a Bagdad inizia oggi un cruciale processo per l'Iraq liberato: alla sbarra c'è Muntadar al Zeidi, il trentenne giornalista iracheno famoso in tutto il mondo per avere lanciato le scarpe contro l’ex presidente statunitense George W. Bush. Al Zeidi, nella sua difesa, si appellerà alla "libertà di espressione" per giustificare il suo gesto.
  Il 14 dicembre 2008, durante una conferenza stampa congiunta di George W. Bush e del primo ministro iracheno Nouri al Maliki, il cronista si era alzato di scatto, aveva gridato "è il bacio di addio, specie di cane" e in seguito aveva lanciato le sue scarpe contro Bush, senza colpirlo.
  Secondo l’articolo 223 del codice penale iracheno, questo gesto potrebbero costargli dai cinque ai quindici anni di carcere se fosse presa in considerazione l’accusa "di aggressione palese". Ma il tribunale può ritenere che si tratti soltanto di un "tentativo di aggressione", punita con a cinque anni di prigione.

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Commenti all'articolo

  • moicano

    19 Febbraio 2009 - 11:11

    Ma questo fenomeno almeno si rende conto che se l'è presa con chi lo ha liberato da una dittatura nella quale quel gesto non se lo poteva neanche sognare, pena l'impiccagione? Tutto ciò mi sembra paradossale. D'altra parte se liberi un cane, visto che di cani si è parlato, dopo anni che è stato incatenato, quello morde la tua di mano mica quella di chi lo ha tenuto in catene. A quanto pare, la democrazia irachena, appena nata, presenta già gli stessi vizi di quelle occidentali. Forse olte ai militari e agli aiuti internazionali, in Iraq è arrivato pure qualche no-global per istruire gli ottusi a come si "protesta".

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