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Finanza Armageddon, la moda è investire su fine del mondo

Tutto al contrario: più le cose vanno male, più crescono i guadagni. Prodotti legati a indicatori della paura valgono 2,5 mln

Finanza Armageddon, la moda è investire su fine del mondo
L’ultima moda finanziaria? Scommettere sugli eventi imprevedibili, eccezionali, catastrofici. Costruire fondi di investimento che funzionano al contrario: più le cose vanno male, più guadagni. E' quanto emerge da un inchiesta pubblicata sul New York Times. Secondo questo 'schema dell'assurdo' il migliore investimento sarebbe scommettere sulla fine del mondo, salvo trovare qualche difficoltà a riscuotere la vincita, nel caso in cui l’evento dovesse realizzarsi.

Dopo la crisi - Il trend ha preso piede dopo la recente crisi finanziaria globale. L'evento altamente improbabile che però si è verificato, ha incrinato la fiducia degli investitori che nel tentativo di azzeccare la strada per la ripresa, sono diventati sempre più esigenti. Non è più sufficiente la canonica diversificazione degli investimenti a protezione delle proprie operazioni finanziarie: nasce l'esigenza di quello che gli esperti definiscono protezione dal 'tail risk' ovvero rischio estremo. Per far fronte a questa domanda sono stati inventati i fondi 'tail risk', o fondi 'cigno nero', che funzionano al contrario: guadagni solo se le cose vano male. La Borsa crolla? La Grecia va in default? Brucia la casa? Benissimo. Insomma, se i mercati vanno bene perdi, ma se vanno male brindi. Si tratta perciò di fondi molto particolari perchè bisogna dotarsi della rara pazienza di attendere che i mercati cadano a picco per vincere la scommessa.

Straordinario successo - Nonostante la stranezza, il New York Times assicura che questo tipo di investimenti è in forte crescita. Perfino Goldman Sachs si sta attrezzando per venire incontro a questa domanda, mentre il colosso Pimco ha visto praticamente raddoppiare a 23 miliardi di dollari, nell’ultimo anno, il denaro gestito in questi conti 'tail risck'. Anche le Borse si stanno adattando e hanno creato i cosiddetti indici 'fear gauge', cioè degli 'indicatori della paura', come il Vix del CBOE di Chicago. Gli studi hanno dimostrato che i prodotti collegati a questi indici attualmente totalizzano circa 2,5 miliardi di dollari. Qualche esempio? Gettonatissimo negli ultimi tempi quello che punta sulla caduta dell'euro oppure i fondi specializzati, come quello di Boaz Weinstein, ex trader di Deutsche Bank, il quale, dopo aver perso quasi 1 miliardo di dollari della propria banca, durante la crisi finanziaria, ha creato il fondo Armadeggon, come dire il fondo Apocalisse. L'esperimento in meno di un anno è cresciuto fino a 400 milioni di dollari solo grazie agli investitori istituzionali, mentre ha raccolto 3,3 miliardi dollari di capitali gestiti dal suo hedge fund.

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