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Dsk, dopo le secchiate di fango torna libero: revoca arresti

Procura New York scarcera Dsk e restituisce cauzione: demolita l'accusa della cameriera. "Chi gli chiede scusa?" / Video De' Manzoni

Dsk, dopo le secchiate di fango torna libero: revoca arresti
Le accuse di stupro, sodomia, e sequestro di persona sono evaporate come acqua al sole: "Chi gli chiederà scusa, adesso?", si chiedeva il vicedirettore di Libero, Massimo De' Manzoni, quando trapelavano le prime indiscrezioni sulla scarcerazione di Dominque Strauss Kahn, poi avvenuta (guarda il video-commento). Mezzo paradiso della stampa mondiale, infatti, dovrà cospargersi il capo di cenere di fronte a Dsk, che torna in libertà. La procura di New York ha accettato di rilasciare l'ex direttore del Fondo monetario internazionale, al quale sarà restituita anche la cauzione pari a un milione di dollari, versata al termine della prima udienza per ottenere gli arresti domiciliari (revocati). Così l'ex direttore del Fmi, che per tutto il mondo era diventato un maniaco, un porco, uno stupratore, potrà tornare a viaggiare all'interno degli Stati Uniti (per ora non può lasciare il Paese). "Abbiamo fatto oggi un passo da gigante", ha spiegato uscendo dal tribunale della Grande Mela il legale di Dsk, Benjamin Brafman. "Abbiamo domandato al mondo intero di non precipitare le cose e di non tirare conclusioni affrettate. Pensiamo ora - ha aggiunto - che il passo successivo sia quello di liberare Dominique da tutte le accuse".

Media giustizialisti -  Tutto era cominciato quando una cameriera del Sofitel di Times Sqaure, a New York, lo aveva accusato di violenza sessuale. E via con la caccia all'uomo contro il papabile candidato socialista (ormai bruciato) che avrebbe dovuto sfidare Nicolas Sarkozy alle prossime presidenziali francesi. Su Dsk erano emersi parecchi particolari legati alla sua vita privata: "E' un farfallone", "Si diverte ai festini erotici", "Frequenta club di scambisti" e via dicendo. Tutto possibile. Ma queste abitudini non facevano di lui, automaticamente, uno stupratore. Libero è stato uno dei pochissimi quotidiani italiani che ha cercato di difendere Dominique Strauss-Kahn, garantendo quel minimo di presunzione di innocenza che è dovuto a ogni persona. Per farsene un'idea, basta leggere l'articolo firmato da Fosca Bincher lo scorso 17 maggio, in cui venivano elencati tutti i punti oscuri della vicenda.

La svolta - Così, oggi venerdì 1 luglio, si scopre che probabilmente quel garantismo era dovuto: secondo il New York Times, gli inquirenti che indagano sul caso avrebbero scoperto una serie di incongruenze, contraddizioni e bugie che minerebbero la credibilità della cameriera stuprata. "Falle" che non riguardano l’aggressione, quanto il privato della donna e che hanno sostanzialmente portato alla scarcerazione dell'ex presidente del Fmi.
La cameriera avrebbe infatti mentito nella sua richiesta di asilo e avrebbe contatti con persone coinvolte in traffico di droga e riciclaggio di denaro sporco, e potrebbe aver inventato tutta questa manfirna dello stupro e della sodomia, magari 'imbeccata' da qualcuno  che le aveva parlato delle presunte abitudini del banchiere.

Le "falle" - Dopo la denuncia, la vita  - presente e passata  - della donna è stata passata al setaccio dagli inquirenti. Di qui, la scoperta di una serie incongruenze.  Tenendo sotto controllo il suo telefono, gli agenti hanno intercettato un colloquio tra la ragazza e un detenuto, alla vigilia di una importante deposizione. I due avrebbero discusso dei possibili vantaggi nel denunciare l’ex presidente del Fmi. Lo stesso uomo - legato a traffici di droga -, inoltre, avrebbe fatto insieme ad altri persone dei versamenti in favore della donna per un totale di 100mila dollari. Soldi sparpagliati tra conti in Arizona, Georgia, lo stato di New York e Pennsylvania. C’è il sospetto che si tratti di un’operazione di riciclaggio di denaro sporco. Altra scoperta: l’accusatrice di Strauss-Kahn ha sempre sostenuto di aver un solo telefono, ma la polizia ha accertato che pagava ogni mese bollette per centinaia di dollari a cinque differenti compagnie. La procura ha poi confrontato la versione della cameriera con le carte presentate per ottenere asilo negli Usa. E sono saltate fuori delle incongruenze. La ragazza aveva raccontato di aver subito in passato violenze ma non lo ha riportato nei documenti presentati alle autorità. Così come non c’è alcun riferimento alla mutilazione genitale che la cameriera ha sostenuto di aver subito in Africa.

La difesa di DSK - Parallelamente, anche i legali di Strauss-Kahn hanno fatto delle indagini, attraverso un esercito di investigatori privati pagati per scavare nel passato dell’accusatrice. Giovedì i due sentieri si sono "incontrati". La procura – secondo il New York Times – ha convocato i legali di Strauss-Kahn per comunicare loro le novità. A loro volta i difensori avrebbero mostrate alcune delle loro carte. In giornata è previsto un nuovo summit durante il quale è possibile che il magistrato alleggerisca i provvedimenti di libertà provvisoria nei confronti dell’ex presidente del Fondo.

La scarcerazione - L' economista francese sarebbe dovuto comparire in tribunale il 18 luglio, ma di fronte alle novità emerse nell'indagine è stata fissata un'udienza venerdì davanti alla Corte Suprema di Manhattan.

Nella stanza d'albergo - Resta da chiarire quanto è davvero avvenuto nella camera del Sofitel il 14 maggio. La donna ha sostenuto di aver subito un’aggressione e la polizia ha raccolto tracce di Dna che hanno provato la tesi di un rapporto sessuale. Strauss-Kahn ha negato di aver assalito la donna. Ma le bugie della cameriera sul suo passato possono inficiare anche il procedimento sulla violenza. In questa storia le sorprese non sono ancora finite.

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Commenti all'articolo

  • libero7847

    01 Luglio 2011 - 19:07

    Si dice che molti dovranno chiedere scusa, ma sarà sufficiente? Sono curioso di vedere come andrà a finire quando saranno quantificati i danni morali, materiali, di immagine, politici, e chi più ne ha più ne metta. Secondo me saranno adeguati e sono curioso di vedere chi pagherà: i Giudici? lo Stato ovvero i Contribuenti? i Media? Nessuno?

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  • satanik

    01 Luglio 2011 - 18:06

    sembra tutta colpa di Prodi

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  • roccodipompo

    01 Luglio 2011 - 18:06

    Come si fa a pensare un uomo come...., oltretutto di una certa età, possa aver commesso quanto gli viene imputato? Non posso credere che simili pensatori possano svolgere la funzione delicata che svolge. Cosa pensare? Dire uomo uguare a dire miseria. Oppure ... lasciamo perdere.

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  • Ra

    01 Luglio 2011 - 18:06

    Mi ero chiesto subito come avesse fatto una ultra settantenne piuttosto appesantito ad inseguire immobilizzare e violentare una trentenne non disponibile. Ma subito era iniziato il Khan Khan giustizial-femminista che cercava di seppellire ogni pensiero razionale. Qualche giorno dopo era venuto fuori qualche dato sul passato della vittima. Precedenti per droga, frequentazioni poco rassicuranti, ecc.. Ma l'obiettivo della stampa americana e internazionale er quello di seppellire il bruto francese. Quindi anche queste notizie che avrebbero dovuto far drizzare le antenne a qualcuno furono sommerse e spesso sottaciute. Ora in molti nel mondo e sopratutto in Italia dovrebbero ficcarsi in una buca profonda e seppellirsi da soli per la vergogna. Ma a questo punto il giallo si fa interessante, perchè francamente io non credo che la "vittima" abbia avuto il fegato di inventarsi tutto da sola e non sia stata invece imbeccata da qualcuno che voleva sbarazzarsi politicamente dell'ingonbrante Khan.

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