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Origine mozzarella di bufala? Svelata da fossile spagnolo

Il frammento del cranio di un antenato ritrovato nel 1990 risolve il mistero: resti sono di un milione e mezzo di anni fa

Origine mozzarella di bufala? Svelata da fossile spagnolo
Appartiene a un animale erbivoro di un milione e mezzo di anni fa, ritenuto l'antenato delle bufale da latte da cui si produce la mozzarella, il frammento di cranio ritrovato nel 1990 nel giacimento di Venta Micena del comune di Orce, nei pressi di Granada, in Andalusia, uno dei più antichi del continente. Lo ha rivelato oggi il direttore dell'equipe dell'Istituto di Paleoecologia Umana ed Evoluzione sociale (Iphes), Bienvenido Martinez-Navarro, che per 15 anni ha studiato il frammento di 15 centimetri, tentando di identificare la specie a cui apparteneva l'animale.

Il risultato della ricerca è stato pubblicato questa settimana dall'equipe di Martinez-Navarro sulla rivista Quaternary International. Ribattezzato VM9000, il frammento di cranio conserva la parte frontale e parientale ed è stato comparato con fossili simili ritrovati in Asia, Africa ed Europa, prima di essere attributo alla specie 'Hemibos aff.gracilis'. Finora, secondo quanto riferisce l'edizione on line de El Mundo, nessun esemplare di tale specie bovina era stato riscontrato in Europa. In Asia, invece, un ritrovamento analogo è avvenuto nel giacimento cinese di Longdan, dove è stato descritto nel 2004.

In Italia sono stati recuperati fossili simili, ma molto più recenti, che risalgono a 700mila anni fa. I resti riscontrati a Orce sono di un esemplare divorato da una iena gigante della specie 'Pachycrotuta brevirostris', di cui sono stati recuperati i fossili. L"Hemibos è più piccolo dei bisonti e, anche se non si conosce esattamente la struttura dello scheletro, si stima che pesasse sui 400 chili. Attualmente" - ha spiegato Martinez-Navarro in dichiarazioni ai media - si stanno separando i suoi resti da quelli di un bisonte, ritrovati sempre nel giacimento di Venta Michena. È un ritrovamento importante, perché unico in questa parte di Eurasia - ha osservato il palentologo -. E con ciò si dimostra che la fauna della penisola iberica non era isolata, ma uguale a quella di altri luoghi lontani di Asia e Afric".

Per arrivare a tali conclusioni, Martinez-Navarro ha dovuto percorrere mezzo mondo. Inizialmente attribuito ai resti di un'antilope di origine africana, il frammento di cranio non ha retto il confronto con quelli conservati in Kenya dalla Fondazione Leakey. Durante una visita a Firenze, nel 2002, il paleontologo spagnolo si rese conto delle similitudini con un bovino primitivo ritrovato in Italia; una pista, questa, che l'ha portato al Museo di Storia Naturale di Londra, dove si conservano fossili della stessa specie ritrovati in India durante la colonizzazione. La prova definitiva, durante un viaggio in Cina, dove nel 2004 furono rinvenuti resti di un esemplare di bufalo della stessa specie. 

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