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Obama e l'indubo default Usa "Intesa o sarà l'Armageddon"

Messaggio tv di Barack su deficit e debito: "L'accordo coi repubblicani è possibile". Tagli alle spese e più tasse ai ricchi

Obama e l'indubo default Usa "Intesa o sarà l'Armageddon"
L'Armaggedon, questa volta, rischia di essere reale. A evocare l'immagine tanto cara al cinema catastrofico di Hollywood è direttamente il presidente americano Barack Obama, riferendosi alla corsa contro il tempo per evitare il default degli Stati Uniti. La data entro cui trovare un accordo bipartisan tra democratici e repubblicani è quella del 2 agosto e le trattative sono ancora in alto mare. "Non basta tagliare le spese, serve che anche i più ricchi facciano la loro parte", sottolinea Obama. Una posizione non facilmente recepibile dai conservatori, da sempre contro le tasse. Il capo della Casa Bianca ha dedicato il suo messaggio settimanale ai temi caldissimi  del deficit e del debito. In un video di quattro minuti, Obama si è appellato ai leader repubblicani, auspicando un "grande accordo" che, a suo dire, rappresenterebbe "un'occasione unica per risanare i conti e mettere in sicurezza il fisco americano". In mancanza di questa intesa, ci sarebbe il default, definito "un armageddon, un'apocalisse economica". Obama si è detto pronto ad accettare impopolari tagli alla spesa pubblica. Allo stesso modo, i repubblicani dovrebbero rinunciare a qualcosa. L'unità nazionale è possibile. "Dopo tutto - ha spiegato Obama - abbiamo già lavorato assieme altre volte. Ronald Reagan ha collaborato con il democratico Tip O'Neill per tagliare le spese e riformare le pensioni. Bill Clinton - prosegue il presidente - ha lavorato fianco a fianco con Newt Gingrich e i repubblicani per mettere a posto il bilancio e creare surplus. Nessuno di loro ha ottenuto tutto ciò che voleva, ma hanno lavorato assieme e hanno portato avanti questo Paese". Quindi, rivolgendosi agli americani, spazientiti dai litigi tra Casa Bianca e Capitol Hill, ammette che "questo tipo di collaborazione è il minimo" che i cittadini si aspettano dai loro rappresentanti.

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