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News of the World, altro giallo morto reporter-testimone

Trovato senza vita Sean Hoare, il primo a dichiarare che il direttore sapeva delle intercettazioni. Si dimette il n. 2 di Scotland Yard

News of the World, altro giallo morto reporter-testimone
Una giornata particolarmente movimentata, quella di lunedì 18 luglio, per il caso delle intercettazioni illegali del tabloid News of the World ed il suo magnate australiano Rupert Murdoch. Prima l'annuncio dell'arresto di Rebekah Brooks, ex ad di News International e la sua successiva liberazione dietro pagamento di cauzione, a 12 ore dall'arresto. Poi la bufera Murdoch si è abbattuta su Scoltland Yard ed ha fatto saltare le teste del capo Paul Stephenson, e del suo vice John Yates, che hanno rassegnato le dimissioni perchè coinvolti nel caso. Da ultimo la morte dell'ex cronista del tabloid Sean Hoare, il primo a rivelare che l'ex direttore del giornale fosse a conoscenza delle intercettazioni e le incoraggiasse.

Morto cronista di News of the Word - Sean Hoare, ex cronista di News of the World, è stato trovato morto nella sua casa di Watford. Hoare fu il primo a rivelare che Andy Coulson, ex direttore del tabloid e poi direttore della comunicazione del premier David Cameron, era a conoscenza delle intercettazioni illegali. Lo riferisce il giornale The Guardian. La sua morte, secondo quanto riferito dalla polizia, che al momento non conferma l'identità dell'uomo, non viene però ritenuta "sospetta". Hoare aveva lavorato con Coulson al Sun e al News of the World, prima di essere allontanato per problemi di droga e alcol. Il suo corpo senza vita è stato trovato stamattina dalla polizia dell'Hertfordshire, che a seguito di una chiamata, era accorsa nell'abitazione dell'uomo. "La morte - si legge in un comunicato della polizia - viene al momento ritenuta senza spiegazione, ma non è ritenuta sospetta". Hoare aveva rivelato al New York Times che Coulson non solo era a conoscenza delle attività illecite di intercettazione ma le incoraggiava.

Brooks: le indagini e l'arresto - La 43enne manager Rebekah Brooks, già amministratore delegato di News International, ramo britannico dell'impero mediatico del magnate australiano, è stata arrestata domenica 17 luglio, a seguito di una convocazione presso il commissariato di polizia. E' stata sentita dagli inquirenti che indagano su due diversi filoni d'inchiesta, battezzati Operazione Weeting e Operazione Elveden: si tratta delle indagini riguardanti rispettivamente lo scandalo delle intercettazioni, il cosiddetto Tabloid-Gate che ha già portato alla chiusura del popolare periodico News of the World e di quelle concernenti invece i pagamenti sotto banco effettuati da emissari del medesimo tabloid a esponenti delle forze dell'ordine in cambio d'informazioni riservate.

Libertà su cauzione -
Dopo dodici ore consecutive sotto interrogatorio, Rebekah Brooks è stata rilasciata dietro cauzione intorno all'una del mattino di lunedì 18 luglio (ora italiana): ad annunciarlo il portavoce dell'ex braccio destro di Rupert Murdoch, David Wilson. La notizia è stata quindi confermata anche da Scotland Yard tramite un comunicato. La Brooks potrà rimanere in libertà provvisoria fino alla fine di ottobre, quando dovrà presentarsi ad un commissariato di polizia. 

Coinvolto il capo di Scotland Yard - La bufera dello scandalo News Of The World si è abbattuta anche su Scotland Yard, travolgendo il capo Paul Stephenson, che si è dimesso sempre nella giornata di domenica 17 luglio. "Sir Stephenson ha trascorso diversi periodi di tempo in una beauty farm di cui l'ex vicedirettore del News of the World, Neil Wallis, curava le pubbliche relazioni".  SkyNews (la rete britannica all news del gruppo BSkyB, di cui Murdoch controlla il 39,9%), rivela che tutto ciò è accaduto mentre Wallis, già arrestato giovedì 14 perchè coinvolto nello scandalo delle intercettazioni illegali, era anche consulente pagato di Stephenson. Quest'ultimo sarà ulteriormente interrogato sulla vicenda.
 
Dimissioni di John Yates - Dopo le dimissioni del capo della polizia Sir Paul Stephenson i riflettori si sono spostati sul suo vice John Yates. Yates, che deve deporre martedì 19 luglio ai Comuni, dopo Stephenson e prima dei Murdoch e di Rebekah Brooks, doveva fare le dovute verifiche sull'ex vice direttore di News of the World, Neil Wallis, prima che questi venisse assunto come "uomo immagine part time" dalla Metropolitan Police.


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Commenti all'articolo

  • jack1

    19 Luglio 2011 - 12:12

    tra i giornalisti del Fatto, Repubblica, Corriere ecc.ecc. ed una magistratura anglosassone non basterebbero le carceri .... Gli Scalfari invece sarebbero in galera da 30 anni .... meno male che esiste un paese che da l'esempio .. ps popolo viola "VERGOGNATI"

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  • raucher

    18 Luglio 2011 - 21:09

    i suicidi dei giormalisti che fa anni fanno di tutto e di peggio.

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  • ginko

    18 Luglio 2011 - 14:02

    No, non si tratta di birra. La scalata della vestale satellitare si è arrestata, anzi è stata arrestata, e così si scopre che lo squalo non ha potere illimitato come sembrava. L'ormai ex padrone del mondo Tv si vede privato della sua ancella rossa e dell' immunità totale che il codazzo dei provincialotti anti CAV gli avevano assegnato senza indugi. Forse il cadere di certe capocce farà più rumore della statua di Stalin abbattuta dalla libertà negli ex satelliti comunisti, ma loro (il codazzo) si tapperanno le orecchie e diranno che è tutta colpa del dossieraggio del CAV. Sono tutti Bocchini. P.s. a proposito che fin(i) hanno fatto?

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