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Murdoch umiliato in diretta tv ma l'impero resiste ancora

Il magnate sotto torchio in Parlamento e aggredito da un comico. Però News Corp tiene: eredità alla figlia Elisabeth?

Murdoch umiliato in diretta tv ma l'impero resiste ancora
C’è anche un pizzico d’Italia nella linea difensiva di casa Murdoch davanti ai Comuni. «Non posso dire che all’epoca, tra il 2006 e il 2007, seguissi da vicino la gestione di News of the World», esclama James, l’erede. Interviene Rupert, il padre-patriarca. «È vero. A quei tempi James aveva tante cose di cui occuparsi. Soprattutto in Italia, dove doveva  parare i colpi di un concorrente tricky, cioè scaltro». O peggio, perché «tricky» sta sia per  astuto che per imbroglione. Ma è difficile che Murdoch, già socio di Berlusconi prima di diventare il concorrente più pericoloso di Mediaset (mentre James e Pier Silvio, narrano le cronache, sono venuti quasi alle mani), avesse ieri voglia di prendersela con il premier italiano, che al bombardamento giudiziario e mediatico (anche dai media di Murdoch) ci ha fatto il callo. Ben altri erano i problemi dello Squalo ridotto a preda.
Non c’è alcun dubbio quale sia il significato degli striscioni dedicati a «tricky Rupert» che campeggiano nel sit-in organizzato da Anthony Van Jones a New York, sul marciapiede di Central Park che fronteggia la casa di Murdoch nella Grande Mela. Van Jones, ecologista, dovette lasciare il suo posto nello staff del presidente Obama dopo una campagna contro di lui su Fox television, emittente Usa del gruppo News Corporation. Un sit-in inutile, visto che il magnate e la moglie Wendi sono in ben altre faccende affaccendati a Londra. Ma che serve a ricordare che i problemi del gruppo vanno ben oltre la Manica. È negli Usa, come ha notato l’agenzia di rating Standard & Poor’s che nel retrocedere la cassaforte dell’impero, News Corporation, a BBB+ («nota attribuita agli emittenti di qualità media, in grado di assolvere ai propri debiti») ha fatto esplicito riferimento  all’indagine aperta dall’Fbi il 14 luglio in seguito alla denuncia di un deputato repubblicano di New York, Peter King, che ha chiesto al Bureau di indagare per sapere se News of The World, il tabloid inglese chiuso in tutta fretta da Murdoch, abbia o meno intercettato i parenti delle vittime degli attentati dell’11 settembre. Venisse mai confermata l’accusa, cioè che per incarico di News of The World le società americane di Murdoch abbiano fatto intercettazioni sul suolo americano di cittadini Usa, i guai, se possibile, sarebbero ancora più seri: gli uomini di sir Rupert potrebbero essere accusati di atti criminali al servizio di potenze straniere. News Corporation, infatti, è una società americana, domiciliata nel paradiso fiscale del Delaware. È un caso simile, già lasciano intendere i i nemici (New York Times in testa) del gruppo, a quello di Wikileaks.
Certo, la risposta di Murdoch non si è fatta attendere. Il magnate si è fatto intervistare da Robert Thomson, attuale direttore del gioiello del gruppo, The Wall Street Journal, per far sapere che non accetta lezioni da chi ha fatto uso del materiale raccolto da Julian Assange prestandosi così ad «atti davvero criminali». Ma nessuno, ai piani alti del gruppo, si fa illusioni: l’assedio, sia in Gran Bretagna che in Usa, sarà lungo e doloroso. Finora, in Borsa, News Corporation ha perso circa un miliardo, cifra che di sicuro non scalfisce la potenza del gruppo. Ma già si profilano le cause dei soci di minoranza, intenzionati a chiedere i danni. Per prevenire l’assalto Murdoch ha fatto sapere che i 5 miliardi destinati all’acquisto dell’intero capitale della piattaforma BSkyB (l’origine, forse, di tuti i guai), saranno devoluti all’acquisto dei titoli degli azionisti di minoranza. Ma non sarà facile ammansire i gestori degli hedge fund che sentono odore di buoni affari. E di sangue, perché, recita il gossip, ai vertici del gruppo è già iniziata la faida. L’astro di James è in declino, Lachlan, il primogenito, si è tirato fuori da tempo dalla competizione.  Resta Elisabeth, ambiziosa ed aggressiva, moglie del pronipote di Sigmund Freud, grande nemica di Wendi, la moglie cinese di un patriarca che ricorda sempre di più re Lear.
Ma l’impero dei Murdoch, forse, è più solido del reame dei monarchi dell’epoca di Shakespeare. O almeno può contare sui rinforzi in arrivo dalle periferie. Tra cui spicca Tom Mockridge, l’uomo delle missioni impossibili che Murdoch ha richiamato dall’Italia per affidargli la guida di News International. A presidiare l’Italia per ora bastano i luogotenenti “indigeni” Laura Cioli e Domenico Labianca. Poi si vedrà. Per ora l’importante è dimostrare che l’impero ha più vite di un gatto. E far sloggiare quel sit-in fastidioso da Central Park prima del rientro dell’imperatore ferito.

di Ugo Bertone

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Commenti all'articolo

  • autores

    20 Luglio 2011 - 20:08

    chi ha fatto tutto cio' e si mantiene non pubblico al proprio lavoro eseguito si dovra' comunque anche rendere pur sempre cosciente di colui che ha dato luce nel fare mantenere il proprio anonimato tanto da poter non donare l'attribu7to maggiore e superiore a degli sconosciuti di cui hanno saputo fare tanti arresti di primo grado che anche lo sono!dato l'irresponsabilita' professionale e al proprio giuro. Cosa che comunque anche costoro avranno capito che pare sia comunque il vero anonimo dopo tanto anonimato insegnato anch'esso,il vero Capo assoluto di cui mai viene retribuito ancora oggi e ad scapitio Universale dato la sua grande ed enorme potenza riconosciuta che ha pur fatto lavorare anche costoro di cui comunque seguono il consiglio,cioe' di mantenere l'anonimato a differenza da tutti gli altri proprio per non creare il debito e il tradimento.

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  • raucher

    20 Luglio 2011 - 18:06

    quante storie per qualche intercettazione! Da noi succede lo stesso da anni e nessuno fiata. Non venitemi a dire che c'è differenza tra le intercettazioni fatte da un giornale e quelle fatte invece dai pm, visto che quelle dei pm appaiono subito sui media , cosa altamente scorretta. In sostanza il risultato è lo stesso.

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  • biasini

    20 Luglio 2011 - 11:11

    Lui non sapeva niente, poverino! Si limitava ad incassare. In fondo era il cassiere delle sue società. Pecunia non olet dice il proverbio per cui, lui, che volete che sapesse? Mai una domanda su come i suoi tabloid vendessero tanto, sapessero tutto prima, sbranassero i concorrenti sugli incassi pubblicitari. I suoi dirigenti? Dei traditori. Magari gli farà pure causa per risarcimento danni. Squalo? Se fossi un pescecane farei causa per calunnia.

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