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Norvegia, l'incubo infinito: guarda il killer in azione

Nuovo allarme-bomba a Oslo dopo le stragi di ieri nella capitale e a Utoya. "98 morti, venti feriti in fin di vita". Il norvegese arrestato "ha confessato". Ragazzo con un coltello si avvicina al premier: fermato / L'ORRORE SU TWITTER / L'ASSASSINO

Norvegia, l'incubo infinito: guarda il killer in azione
Una strage: è di almeno 98 morti il bilancio dei due attacchi terroristici che venerdì pomeriggio hanno sconvolto la Norvegia. La  polizia ha riferito che le vittime della sparatoria sull'isola di Utoya sono salite a 91. Altre sette persone sono morte a seguito   dell'esplosione che ha devastato il centro della capitale norvegese Oslo. Numeri pesantissimi destinati a salire: tra i feriti, riferiscono le autorità sanitarie, almeno 20 sarebbero in fin di vita. La matrice ormai appare chiare: dopo una prima ipotesi jihadista, suffragata da una rivendicazione su un forum di estremisti, prende ora piede la pista dell'estremismo cristiano norvegese legato all'estrema destra. L'uomo arrestato per la strage di Utoya e per l'autobomba a Oslo è infatti il norvegese Anders Behring Breivik: il 32enne ha confessato il gesto. Ma l'allarme non si placa. Sabato mattina il premier Jens Stoltenberg ha fatto visita a Utoya e la polizia ha arrestato un ragazzo in possesso di un coltello che si era avvicinato a lui. Sarebbe un simpatizzante del partito laburista e agli agenti ha detto di aver un coltello in tasca perché "non si fidava di nessuno lì intorno". A Oslo, intanto, la tensione è di nuovo alle stelle per un altro allarme bomba.

Le voci del terrore in diretta su Twitter e Facebook

Norvegese, cristiano, xenofobo: chi è il killer di Utoya


Oslo e Utoya: il bilancio della strage. Guarda su LiberoTv

Stoltenberg nel mirino. Guarda su LiberoTv


L'agguato - A fare effetto, più ancora che l'autobomba esplosa nel centro direzionale governativo di Oslo, davanti alla sede del tabloid Vg, è il blitz di Breivik sull'isoletta di Utoya, a 50 km dalla capitale, dov'era in corso un meeting dei giovani laburisti, appartenenti allo stesso partito del premier Jens Stoltenberg. L'uomo, poco più che 30enne, era armato di una pistola e di un fucile automatico e secondo SkyNews era stato visto aggirarsi anche nel centro di Oslo (che dista dall'isola 30 minuti). Desta perplessità, però, la dinamica. La ricostruzione prevederebbe che Breivik abbia parcheggiato l'auto con l'ordigno a bordo, sia sceso e abbia lasciato il centro di Oslo. Da quando è esplosa la bomba, sono passati 90 minuti dalla sparatoria di Utoya. Fattibile, ma difficile. Ecco perché tra le autorità non esclude la presenza di una seconda persona nell'organizzazione del doppio attentato. Choccante il racconto di una testimone sull'isola di Utoya: "Camminava lentamente lungo l'isola e ha sparato contro tutti. Poi si è avvicinato verso il posto dove ero seduta e ha aperto il fuoco uccidendo subito dieci persone. La cosa strana è che era così calmo. Sono riuscita a salvarmi perché mi sono buttata in acqua", ha rivelato una ragazza alla tv Tv2. "Ci siamo riuniti per parlare di quanto era appena accaduto a Oslo quando abbiamo sentito gli spari. Sul momento non gli abbiamo dato importanza, poi tutti hanno iniziato a scappare", ha detto un'altra ragazza di appena 16 anni. E ancora: "Ho visto un poliziotto con i tappi per le orecchie. Ha detto: 'Vorrei riunirvi tutti'. Poi ha iniziato a sparare. Siamo corsi sulla spiaggia e iniziato a nuotare verso la terraferma".

Premier sotto attacco
- Nel mirino pare esserci stato il premier norvegese Jens Stoltenberg: l'autobomba di Oslo è scoppiata a pochi passi dal suo ufficio mentre era prevista la sua partecipazione al meeting dei giovani laburisti a Utoya. In conferenza stampa Stoltenberg mantiene la calma ma non nasconde la gravità della situazione: "E' la peggiore tragedia dalla Seconda Guerra Mondiale, un Paradiso della mia gioventù è stato trasformato in un inferno". "Non ci piegherete", si è fatto poi coraggio il premier.
Per Stoltenberg, che intorno alle 12 di sabato è arrivato a Utoya, quella che è stata attaccata venerdì è la "società aperta", "marchio di fabbrica" della democrazia norvegese. La Bbc oncline riferisce che, stando a quanto detto dallo stesso premier, ci sarebbero anche funizionari del governo norvegese. L'ultimo allarme, come detto, è l'arresto di un uomo che si è avvicinato armato di coltello a Stoltenberg, durante il suo sopralluogo a Utoya. Per la Norvegia è un incubo senza fine.


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Commenti all'articolo

  • schnee

    25 Luglio 2011 - 11:11

    Dovremmo imparare in questo post a prendere qualche lezioncina di bon ton.Io per primo,sia chiaro,ma trovare sempre astio ed un certo deficit di neuroni,dove la violenza è di destra o sinistra,fa realmente male.E questo nostro amato Paese si interroga sempre più sulla sua Unità,tanto conclamata nei suoi 150 anni,ma che rimane lontana utopia.Oggi vorrei pensare come i norvegesi,capire il perchè di tanta strage e,nel limite del possibile,redimere un siffatto delinquente.Qui in Italia?Intanto si sarebbe filosofeggiato sulla sua provenienza politica,poi sull'anamnesi famigliare,sui traumi subiti,con logorroiche ed inutili tribune politiche in Tv,dove politici,psicologi e sapienti d'antan,avrebbero messo la propria pezza,senza arrivare ad un nulla di concreto.Pertanto trovare chi fa la morale ai fascistoni,quando certi reati in passato sono stati derubricati in "compagni che sbagliano",mi sembra eccessivo.Addirittura per me!

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  • pi.bo42

    24 Luglio 2011 - 20:08

    "Risponderemo allargando ulteriormente la nostra Democrazia" . Sarà perchè è di origine vichinga che mi sono sembrati ancora più piccoli tanti nostri politici?

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  • ulyssesXXI

    23 Luglio 2011 - 19:07

    Bella toppata, voi di Libero. Gli unici a dichiarare con sicumera che l'attentato veniva dall'Islam , gli ultimi ad aggiustare il tiro, i soli ad essere usciti con un articolo, che sembrava tenuto in serbo in un cassetto, per attaccare le politiche migratorie 'buoniste' (chissà che vorrà dire: forse, non sparare a vista su chi ha un colore di pelle diverso o non professa la stessa religione). Con buona pace del principio giornalistico di tenere le opinioni separate dai fatti. Difficile, capisco, quango si deve difendere un'ideologia. Invece. E non vale portare a giustificazione che 'l'attentato era stato rivendicato da un sito jihadista' perchè bastava aspettare un po' (in giornalismo si chiama: verificare le fonti), come hanno fatto TUTTE le altre testate, prima di dare giudizi o distribute certezze -in quest'ordine, nel caso di Libero. Perchè i mitomani e sciacalli che approfittano di tali fatti per un proprio vantaggio ce ne sono sempre stati. Qualcuno scrive anche sui giornali.

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  • feltroni

    23 Luglio 2011 - 18:06

    Tra un bicchiere di bianco e una tartina in un magnifico bar di Parigi, Jean, mio amico francese e giornalista di Le Monde, mi ha appena detto che la colpa è di Pisapia. Certo che la Senna è proprio bella altro che il Po...

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