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"Non ho commesso reati" Breivik aiutato da 2 cellule

Il killer di Utoya (68 morti): "Strage necessaria per salvare l'Europa da marxisti e musulmani. Mi ha aiutato un'organizzazione". Accusa di terrorismo: due mesi di custodia preventiva, uno in isolamento. L'ira dei norvegesi / IL MEMORIALE

"Non ho commesso reati" Breivik aiutato da 2 cellule
"Sono stato io, ma non sono colpevole di nulla". E' calmo, glaciale Anders Behrig Breivik nello 'spiegare' le proprie responsabilità per le stragi di Utoya e Oslo, nelle quali venerdì hanno perso la vita 76 persone. Il bilancio, più basso di quello reso noto gli scorsi giorni, è stato ufficializzato dalla polizia: per ora si parla di 68 morti a Utoya e 8 per l'autobomba a Oslo.  Il 32enne fondamentalista xenofobo e anti-marxista norvegese è stato condotto lunedì pomeriggio in Tribunale a Oslo, per la prima udienza a porte chiuse. Per lui il giudice Kim Heger ha confermato l'arresto e ha disposto fino a 8 settimane di custodia preventiva con l'accusa di atti terroristici. Per quattro settimane sarà tenuto in rigidissimo isolamento.


Le due cellule - Breivik si è detto convinto di aver fatto la cosa migliore, perché c'era da fermare "l'alleanza marxista-islamica". Come rivelato già nelle prime ore dopo il suo arresto, la carneficina di giovani laburisti sull'isoletta di Utoya, a 50 km dalla capitale, è stata "atroce ma necessaria". Breivik voleva salvare "la Norvegia e l'Europa occidentale dal marxismo culturale". L'assalto simbolico al partito laburista del premier Jens Stoltenberg è stato un "segnale forte" a chi ha "permesso una massiccia importazione" di musulmani in Norvegia. Davanti ai giudici, c'è stata una importante ammissione. "Con me hanno agito due cellule", che opererebbero in una vera e propria "organizzazione". Parole che danno agli inquirenti un nuovo spunto per le indagini. Le autorità polacche hanno invece smentito la notizia data dalla tv norvegese riguardo all'arresto a Breslavia di un uomo sospettato di aver venduto online prodotti chimici a Breivik. La portavoce del procuratore distrettuale di Breslavia, Malgorzata Klaus, ha confermato però che "alcune attività giudiziarie sono state effettuate domenica" e che "già venerdì avevamo ricevuto alcune informazioni e una richiesta di aiuto da parte della polizia norvegese. Secondo l'agenzia di stampa Ctk, Breivik avrebbe provato a comprare le armi per la strage a Praga, capitale della Repubblica Ceca. Ctk cita lo stesso diario-manifesto scritto dall'uomo, che sarebbe stato a Praga per cinque giorni lo scorso settembre per procurarsi un mitra Ak-47, una pistola Glock e munizioni. "Praga è nota come punto di transizione in Europa per le armi illegali e la droga", ha scritto l'uomo prima di raggiungere la capitale ceca con la sua Hyundai Atos, dalla quale aveva rimosso i sedili posteriori per avere più spazio per le armi.

Modello sotto accusa - La tensione, tra i norvegesi, è altissima. Un esempio: all'arrivo delle camionette che hanno condotto Breivik al Palazzo di giustizia a Oslo, decine di persone inferocite si sono avvicinate al mezzo urlando e insultando l'assassino. Le forze dell'ordine sono riuscite infine a portare la calma.  Il "mostro", però, rischia solo 21 anni. Effetti collaterali del sistema giuridico norvegese considerato tra i più garantisti del mondo, anche con i colpevoli. L'indignazione sale e molti, a Oslo, invocano il ricorso alla pena di morte. Impensabile, per il premier Jens Stoltenberg. "La nostra rispsota alla enormità del male sarà più democrazia, più umanità", ha detto rivendicando la "bontà" della Norvegia liberale. "Resteremo liberi e aperti, non ingenui". La condanna massima a 21 anni di detenzione prevista dal codice penale della Norvegia - dove non esiste l'ergastolo - può però essere in alcuni casi estesa una volta che il condannato ha scontato per intero la sua pena. A spiegarlo è stato il portavoce della polizia norvegese Henning Holtaas, citato dal sito della Cnn:  se la corte riterrà che in futuro l'imputato potrebbe rappresentare un pericolo per la società, la condanna potrebbe comprendere l'obbligo, allo scadere dei 21 anni, di una revisione del caso, con la possibilità di un prolungamento della detenzione.

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    28 Luglio 2011 - 15:03

    Il tuo problema e di tipo " percettivo ".E' l'origine di quasi tutti i tuoi postati ,l'errore fatale che ti fa andare fuori strada e fuori tema.Corretto il difetto,penso che non avrai mai più problemi.Ps.Un consiglio ,se uno risponde ad un'altro utente ,prenditi la briga di leggere quest'ultimo ( se non è troppo disturbo).

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  • migrante

    26 Luglio 2011 - 09:09

    quindi uno che "teme" lo straniero, e` fortemente attaccato ai valori ed all'identita` nazionale e che segue alla lettera i dettami della religione cristiana...bene...e che cosa fa`?..mette due bombe nel centro della capitale della sua "nazione" vicino alla sede del governo, espressione dell'identita` nazionale...e trucida a sangue freddo ( si fa`per dire) una sessantina di giovani "connazionali"...non vi pare che sia un poco incoerente ???...a rigor di logica mi sarei aspettato una bella bomba nela moschea e che fosse entrato in una scuola islamica con il lanciafiamme !!!...c'e`qualcosa che non va`...ultimamente si e`iniziato a porre l'attenzione su la "svolta a destra (nazionalista)" che interessa il Nord Europa...a pensar male...

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  • vin43

    26 Luglio 2011 - 09:09

    Da esperienza personale posso dire che un essere che è fisicamente armonioso, generalmente lo è anche d’animo. Ha una faccia d’angelo. Dovrebbe essere grato a chi l’ha generato e a chi l’ha programmato. Possibile che Satana si sia impossessato di lui? Non si arriva a tanto per ideologia o fanatismo estremo. Ai norvegesi un cordoglio e un augurio a superare il tutto con coraggio e civiltà che tanto li distingue.

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  • uffa

    26 Luglio 2011 - 09:09

    Credo che quello che ha fatto questo individuo sia talmente grave che non può essere giudicato con normali e democratici canoni giuridici. Ho letto che rischia da 21 ad un massimo di 30 anni.

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