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La guerra è costata 9 miliardi E in Libia c'è ancora Gheddafi

A 130 giorni dall'inizio della guerra, c'è solo da piangere. L'Italia ha contribuito con 500 milioni / STEFANINI

La guerra è costata 9 miliardi E in Libia c'è ancora Gheddafi
Centotrentesimo giorno di guerra in Libia. A che punto è arrivato il costo del conflitto? Una prima stima, relativa alle sole spese della Coalizione, era stata fatta dopo la prima settimana di conflitto: 600 milioni di euro. 28 spesi dagli inglesi; 21 dai francesi; 12 dagli italiani, di cui 10 per l’aviazione e 2 per la marina; il resto in gran parte dagli Usa. Il che sostanzialmente coincide con i dati del Pentagono di fine marzo: 500 milioni di dollari, di cui il 60% in missili e bombe. Un’altra stima, questa complessiva, era stata fatta dal 19 marzo, inizio delle operazioni, al 2 maggio: 140 milioni di euro al giorno e 6 miliardi in totale. Di cui in dettaglio: 2 miliardi spesi dagli Alleati, pari a oltre 46 milioni al giorno; 3 da Gheddafi, pari a una settantina di milioni al giorno; e un miliardo dai ribelli, che infatti il 5 maggio avevano chiesto alla Coalizione un paio di miliardi per poter continuare la lotta. Se si fosse continuati a quel ritmo, si sarebbe arrivati a 18,2 miliardi. Che sarebbe ormai molto vicino a esaurire i 21,5 miliardi che Gheddafi aveva custoditi in banche Usa, e che gli sono stati sequestrati apposta per finanziare i ribelli e l’appoggio loro fornito. In dettaglio sarebbero più o meno 9 miliardi spesi da Gheddafi, 6 miliardi dagli Alleati e 3 dai ribelli. La somma totale farebbe 9 miliardi per sostenere Gheddafi e 9 miliardi per abbatterlo: perfetto stallo economico, che infatti traduce il perfetto stallo strategico sul terreno, con i contendenti che continuano a fare avanti e indietro dalle stesse posizioni attorno a Misurata, tra Tripoli e le montagne berbere e attorno a Brega.  
Certo, sono proiezioni astratte. Da una parte, bisogna tener conto del fatto che gli Usa dopo il grosso impegno iniziale hanno drasticamente limitato il loro impegno: da 130 milioni di dollari al giorno a 40 milioni di dollari al mese. Dall’altro, però, le spese degli altri partner tendono invece ad aumentare. Il 16 luglio, ad esempio, quando la Raf ha spedito a Gioia del Colle quattro nuovi Tornado, la stampa britannica ha calcolato che il loro impiego venisse 35.000 sterline all’ora: quasi 40.000 euro. In tutto, solo i 22 jet della Raf in missione sarebbero venuti a costare fino a quel momento 260 milioni di sterline, circa 290 milioni di euro, contro i 100 milioni preventivati dal governo di Londra. Il che vorrebbe dire che alla Raf la guerra sta costando 2,4 milioni di euro al giorno, e che al 130esimo giorno la spesa avrebbe oltrepassato i 317 milioni di euro. In effetti la previsione che il Segretario alla Difesa Liam Fox ha fatto in Parlamento sulla spesa per i primi sei mesi di guerra è un po’ più contenuta, ma non di molto: 120 milioni di sterline (quasi 135 milioni di euro) per il carburante e le spese operative di aerei, navi da guerra e sottomarini; 140 milioni di sterline (poco più di 157milioni di euro) da spendere per rimpiazzare i missili e le bombe sganciati sulla Libia. Totale sempre di 260 milioni di sterline; ma non per la sola Raf bensì per tutto, e spalmati non su 119 giorni, ma su 180.
Per la Francia i calcoli li ha fatti Le Figaro: 100 milioni di euro ogni 2 mesi. Che sarebbero 1,6 milioni di euro di spesa al giorno, e 216 milioni dall’inizio del conflitto. In questo caso va detto che, prudentemente, il primo ministro François Fillon non ha azzardato preventivi, ma si è limitato a ricordare che “difendere la popolazione libica non ha prezzo”. Altri costi parziali: un’ora di volo del drone americano Predator, il più economico tra i velivoli utilizzati, viene 6000 euro. Un Eurofughter Typhoon costa 32.000 euro per un’ora di volo, più 15.000 euro di manutenzione. Ogni bomba guidata costa tra i 30 e i 40.000 euro. Ogni missile da crociera Storm Shadow e Tomahawak viene un milione di euro. Per l’Italia, la portaerei Garibaldi, il cacciatorpediniere Andrea Doria, il pattugliatore Borsini e la rifornitrice Etna costano ogni giorno 300.000 euro di gasolio. Il costo dei primi tre mesi di campagna era stato stimato per l’Italia in mezzo miliardo dal ministro La Russa, in 700 milioni dalla Lega e in un miliardo dal Fatto.
Quanto alla Libia, il governo di Tripoli sostiene che l’intero conflitto è costato al Paese 50 miliardi di dollari nei primi cinque mesi: una stima da 3,5 miliardi di euro al mese, che comprende evidentemente non solo il mantenimento delle Forze Armate, ma anche le distruzioni e il blocco di un’economia che l’anno scorso era cresciuta del 10,3%. Almeno il 40% di questa cifra dipende dallo stop all’export di petrolio, che si è tradotto evidentemente in un danno proporzionale per l’Eni.

di Maurizio Stefanini

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Commenti all'articolo

  • autores

    29 Luglio 2011 - 16:04

    veramente sei tu a dover a me una determinata risposta alla mia domanda perche' io sono a Capo di molte cose da sempre anche se mai retribuita,tu chi sei da credere di riuscire ad essere me?Tu riusciresti ad essere me?

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  • Cesare Infedele

    29 Luglio 2011 - 13:01

    Signor autores, sarò duro di comprendonio, ma il suo post non mi è chiaro. Ho il dubbio che sia un testo tradotto da una altra lingua con il traduttore di Google. Ma che ci deve fare con la bomba "H"?

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  • autores

    28 Luglio 2011 - 17:05

    Per quanto mi riguarda la Francia per l'appunto,puo' venire attaccata in un modo o nell'altro solo per il motivo di cui da fiducia a Silvio Berlusconi oltre che favorirne la residenza. Poi devo anche aggiungere che la mia preferenza oggi si rimane appunto la Francia ma se trovo la possibilita' di fare sganciare la bomba H sopra l'Italia prima della Francia otterra' il favore di poter ammazzare,eccetto chi io non voglio,chiunque e' stato residente in Italia ed e' in Francia o vive in Francia ma forse al loro" no" c'e' attacco ma sara' attaccata anche alla citta' piu' ricca della Francia determinatamente ovvero con bomba potente e di qualita' equivalente alla distruzione della citta',considerando comunqueche se si allea a fare ammazzare chiunque e' stato Residente in Italia, dica "si" e' il controllo da parte dei Stati Islamisti dell'effettiva uccisione dei ex Italiani ma di particolare modo da non compromettere lavera Francia in Francia alla ricchezza economica della Francia.

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  • Cesare Infedele

    28 Luglio 2011 - 10:10

    Se ne sentiva la mancanza di un attacco a Berlusconi. E' vero signor "autores"? Non sarà mica colpa della Francia che con la sua "Grandeur" ancora si crede di stare al tempo delle colonie? A belli sono loro che hanno voluto attaccare la Libia, a discapito nostro. L'ENI non ne trarrà nessun vantaggio da questa sciagurata guerra voluta da Sarkò e Company. Adesso aspettiamo settembre. E Gheddafi sarà ancora lì. Poi ci diranno che bisogna arrivare a dicembre e magari inviare anche le truppe di terra. E vai: un altro Afghanistan. Grazie alla Francia.

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