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Siria, la violenza non si ferma L'Ue: "Nuove sanzioni"

Cinque morti a Hama dopo i cento di domenica. L'Unione europea: "Interventa l'Onu". Bashar non cede: "Esercito da ammirare"

Siria, la violenza non si ferma L'Ue: "Nuove sanzioni"
Ricomincia la mattanza a Hama, la città della Siria dove domenica le truppe lealiste del presidente Bashar Assad hanno sparato cannonate contro i manifestanti provocando cento morti. Come ha riferito la tv al-Arabiya, almeno cinque civili sarebbero stati uccisi oggi dalle forze di sicurezza siriane. A choccare è soprattutto la reazione di Bashar, che lungi dal condannare la strage di domenica (fonti non ufficiali parlano di 140 morti in tutto il Paese, da Hama alla capitale Damasco), ha al contrario ringraziato i suoi militari: i loro "sacrifici", si legge, "vanno ammirati". Secondo il presidente, al potere dal 2001, l'esercito "sarà in grado di sventare il nuovo capitolo della cospirazione attraverso la consapevolezza della sua popolazione e l'unità nazionale".

Condanna unanime - La condanna internazionale è però unanime. Il presidente americano Barack Obama ha parlato di "violenze terrificanti" che "mostrano il vero carattere del regime del Paese, completamente incapace e non intenzionato a rispondere" alle legittime rivendicazioni del suo stesso popolo". Gli Stati Uniti, ha sottolineato la Casa Bianca, continueranno ad aumentare la pressione sul regime. Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha invece chiesto alle Nazioni Unite "una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza per prendere una posizione molto ferma". L'Unione europea, per bocca del rappresentante Ue per la Politica estera Catherine Ashton, ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite un'azione volta a mettere fine alle violenze. "Accolgo con favore il fatto che il Consiglio di sicurezza dell'Onu terrà una sessione di emergenza. E' tempo che il Consiglio prenda una posizione chiara sulla necessità di porre fine alla violenza". L'Ue, ha annunciato la Ashton, "ha deciso di imporre ulteriori misure restrittive" contro la Siria attraverso il congelamento dei beni ed il bando ai visti di altre cinque personalità del regime "coinvolte o associate con la repressione violenta".

L'eccidio - Tra i 70 e i 140 morti. E' ancora incerto il bilancio del tremendo dell'esercito siriano a Damasco e soprattuto Hama, uno dei luoghi-simbolo delle proteste contro il regime di Bashar Assad, a 200 km dalla Capitale. In questa sola città le vittime sarebbero state cento. Una domenica di sangue e cannonate sulla folla, una repressione mai vista dal lontano 1982, quando fu la stessa famiglia di Bashar a perpetrare un massacro simile sui manifestanti sempre a Hama. L'eccidio di Hama è il punto culminante di mesi di proteste del popolo e di reazione sempre più violenta delle truppe lealiste. Testimoni hanno fatto sapere che le strade sono cosparse di cadaveri e gli ospedali affollati di feriti. Oggi è iniziato il Ramadan in tutto il Paese. La commissione per il coordinamento locale che organizza proteste antigovernative ha chiesto alla gente di continuare a scendere nelle strade: "Se non vi incatenate ora e salvate il vostro Paese, sarete controllati come schiavi negli anni e decenni a venire".


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Commenti all'articolo

  • bellissimo

    01 Agosto 2011 - 17:05

    Non mettiamo tanta carne al fuoco.Non appena avremo finito con Gheddafi, cominceremo certamente con la Siria.E che diamine,un pò di pazienza!

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  • kumachan

    01 Agosto 2011 - 12:12

    A che Napolitano ci faccia bombardare la Syria.

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  • sorans99

    01 Agosto 2011 - 12:12

    La "primavera" islamica è un incubo per i dittatori, tutti temono la fine di Saddam Hussein. La fine di Moubarak, ha ulteriormente fatto aumentare la paura dei vari tiranni arabi. Il re di Marocco, anche capo religioso - da discendente diretto dal profeta, ha saputo ammodernare la costituzione, "occidentalizzandola". L'Arabia Saudita si sentirà sempre più sola, e credo che finanzieranno al massimo gli interessi dei vari tiranni. Sarebbe auspicabile che i vari "intelligentoni" di capi di governi dell'occidente, lasciassero agli arabi di risolvere i conflitti da soli. Temo che faranno l'opposto.

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  • raucher

    01 Agosto 2011 - 12:12

    In realtà nessuno tocca Assad , assassino del suo popolo come il padre, perchè dietro c'è l'Iran. Invece della guerra schizofrenica in Libia , contro un ex-terrorista giunto a più miti consigli, non sarebbe stato meglio vigilare sulla Siria,da anni protettrice degli hezbollah e avamposto della repubblica islamica dell'Iran nel Mediterraneo?

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