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A Londra prosegue la rivolta: disordini anche ad Hackney

La polizia ha aggiornato il numero degli arresti, schizzato a 215. 35, gli agenti rimasti feriti

A Londra prosegue la rivolta: disordini anche ad Hackney
Più di 100 persone sono state arrestate e  35 agenti sono stati feriti: questo il bilancio dell'operazione attuata da Scotland Yard per arginare le violenze, disordini e saccheggi a Londra. Dopo la rivolta di sabato notte, la follia ha scosso anche domenica il quartiere di Tottenham, dove gruppi di giovani si sono scontrati con la polizia saccheggiando negozi e danneggiando macchine ed edifici dopo l'uccisione (sabato notte) di un 29enne da parte della polizia. Ma la sommossa non si è fermata e nel pomeriggio di lunedì, nuovi scontri sono scoppiati nella strada principale del quartiere londinese di Hackney. La polizia ha poi aggiornato il numero degli arresti, schizzato a 215.

Quartiere di Hackney - La notizia dei nuovi attacchi è stata diffusa dopo che Scotland Yard aveva introdotto misure straordinarie per fare fronte alle violenze, autorizzando gli agenti della polizia a fermare e perquisire sospetti senza elementi per provare il loro presunto coinvolgimento nei disordini. Misure che valgono in quattro diversi quartieri della città: Lambeth, Haringey, Enfield e Waltham Forest. Ad Hackney gli scontri sono scoppiati sulla Mare Street. Gruppetti di ragazzi armati di bastoni hanno cercato di infrangere le vetrine dei negozi. La polizia in assetto anti sommossa è stata subito dislocata per contrastare le proteste che sarebbero iniziate dopo i primi fermi e perquisizioni.

Scontri a Enfield -
Nella giornata di domenica, mentre gli agenti pattugliavano le strade di Tottenham, i disordini si erano già estesi ad altre zone della città. In particolare nel quartiere di Enfield, a circa 8 chilometri a nord. Alcune centinaia di giovani hanno vandalizzato auto della polizia, infranto vetrine di negozi che hanno poi saccheggiato.

"Monitoraggio continuo"
- In conseguenza dell'espandersi della violenta protesta la Polizia di Scotland Yard ha presto introdotto misure atte a fronteggiare la situazion. "Abbiamo poliziotti extra in servizio in tutta la capitale - ha detto il capo della polizia, Christine Jones - e stiamo monitorando ogni informazione e assicurandoci di avere le risorse nei posti giusti. Nessuno vuole assistere nuovamente a scene come quelle di sabato a Tottenham".

Chi sono i giovani -
L'elemento che li unisce è la rabbia contro il sistema - politica, polizia, finanza - dal quale si sentono traditi mentre gli instant messaging del Blackberry (Bbm) sono il principale mezzo di comunicazione a collegarli. Con questi si danno appuntamento nella prossima 'zona calda' della Città. I giovani protagonisti della guerriglia che da due giorni infiamma le strade di Londra sono di diverse origini religiose e razziali. Neri ma anche bianchi, islamici e non e non appartengono necessariamente al quartiere da cui è scaturita la protesta.

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Commenti all'articolo

  • raucher

    09 Agosto 2011 - 15:03

    Scusi , ma la ex ex middle class impoverita, come la chiama Lei, è composta da giamaicani , pakistani , africani? Dalle foto così risulterebbe.

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  • Aries

    09 Agosto 2011 - 10:10

    Credo che pochi commentatori conoscano la situazione di Londra , metropoli che ha offerto opportunità di successo a molti "immigrati" compresi italiani che da qualche generazione creano ricchezza ed occupazione. Altra è la situazione di chi per vari motivi , sopratutto " inglesi " , sono da anni fuori dalle dinamiche favorevoli , sono stati respinti nelle periferie, dopo l'ultima fermata di una metro qualsiasi e vivono in silenzio e con poche risorse. Le stupende villette vittoriane di Wimbledon , simbolo della ricca borghesia inglese hanno adesso nuovi proprietari , stranieri , colti , disinvolti . Molti inglesi forse adesso hanno rinunciato alla fatidica flemma e rifiutano una vita da fish & cheeps che si sta rivelando per loro una strada senza ritorno. E' una rivolta dell'ex ex ex middle class .

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  • raucher

    09 Agosto 2011 - 09:09

    Neanche a pensarci: dopo 24 ore al max sarebbe finito tutto , senza tanti complimenti. Poi ci si stupisce che la Cina sia diventata una potenza , con i metodi dittatoriali si sistemano le cose in fretta , problemi e difficoltà spianati subito. Quello che sta succedendo a Londra è un frutto avvelenato delle democrazie occidentali, oltre che di una stolta politica dell'immigrazione, là ormai in atto da anni. L'UE vuole ridurci alla stessa stregua.

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  • raucher

    08 Agosto 2011 - 20:08

    vero

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