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Scandalo News of the World Una lettera incastra Murdoch

L'ex reporter del tabloid: "I vertici del gruppo sapevano". E i legali del magnate: "Ruperth e il figlio hanno ingannato"

Scandalo News of the World Una lettera incastra Murdoch
Una lettera di certo poco gradita dai Murdoch e dal loro entourage, quella che campeggia sui quotidiani britannici e che riporta al centro dell'attenzione lo scandalo intercettazioni che ha coinvolto il gruppo News Corp di Ruperth Murdoch. Si tratta di una missiva e delle relative rivelazioni di un ex giornalista di News of the Word, il tabloid del magnate australiano chiuso in conseguenza dell'affaire delle conversazioni rubate. La novità? Secondo il reporter le intercettazioni erano "ampliamente discusse" all'interno delle riunioni di redazione, e quindi i vertici del gruppo dello 'Squalo' sarebbero stati perfettamente a conoscenza dello spionaggio illegale. L'imbarazzo si estende nuovamente anche sul primo ministro David Cameron, il cui portavoce David Culson, era all'epoca dei fatti, era direttore del quotidiano londinese.

Lo 'squalo' affonda - Cattive notizie per Murdoch e per il figlio James, per i quali si prospetta l'accusa di avere insabbiato per quattro anni lo scandalo e di avere testimoniato il falso davanti alla commissione della Camera dei Comuni durante l'audizione del luglio scorso. La loro posizione diventa ancora più complessa alla luce di una dichiarazione fatta dagli stessi avvocati di News of the World: sia Rupert sia James avrebbero ingannato i parlamentari.

"Erano tutti al corrente" - A scrivere la lettera è stato Clive Goodman, un reporter del tabloid che all'inizio del 2007 scontò quattro mesi di carcere per aver  intercettato le caselle vocali dei telefoni di dipendenti della famiglia reale. Nella missiva del 2 marzo 2007, Goodman protesta con il tabloid per il suo licenziamento, sottolineando che le intercettazioni venivano "ampiamente discusse" in riunione di  redazione e che altri giornalisti in posizioni dirigenti "ne erano pienamente al corrente e lo sostenevano". Goodman aggiunge che  i pagamenti al detective privato responsabile delle intrusioni telefoniche furono effettuati da manager del gruppo. Inoltre, altri giornalisti si servivano di intercettazioni e "in varie occasioni" il direttore gli aveva promesso che sarebbe potuto tornare al lavoro se "non avesse coinvolto il giornale" in tribunale.

La doppia lettera  - Sarebbero in circolazione ben due versioni della lettera: una originale, l'altra falsa. Ci sarebbe un testo originale, che contiene le accuse di Goodman, poi ci sarebbe la versione ripulita, quella citata dagli stessi Murdoch nella loro audizione ai comuni ma senza i riferimenti più compromettenti (padre e figlio, dunque, avrebbero mentito sotto giuramento). Chi aveva cancellato le parti più delicate? La risposta è fornita dall'ufficio legale dello 'Squalo', Harbottle & Lewis: "Noi, su suggerimento della polizia, ci limitammo a togliere i nomi, solo i nomi delle persone coinvolte, chi invece ha operato un vero e proprio colpo di spugna su interi paragrafi sono stati i piani alti di News International, la società dei Murdoch che pubblica i giornali nel Regno Unito. E' difficile dare credito a James Murdoch", concludono i suoi stessi legali.

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