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Usa e Ue ad Assad: 'Ora lasci' Obama vuole nuove sanzioni

Il presidente siriano a Ban Ki-Moon: "Fermerò la repressione". Ma nessuno ci crede. Stop import petrolio e beni congelati

Usa e Ue ad Assad: 'Ora lasci' Obama vuole nuove sanzioni
Si stringe il cerchio attorno alla repressione siriana. Niente più violenze dell'esercito sui civili, è stato costratto a promettere Bashir al-Assad al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon. Ma la sua parola non gode più di alcuna credibilità nello scacchiere internazionale. Tant'è che all'annuncio i 'grandi' del mondo hanno replicato con un perentorio invito a farsi da parte. Barack Obama ha invocato che Assad lasci immediatamente il potere, ponendo severe sanzioni al suo Paese al fine di isolarlo finanziariamente. Poi, lancia un invito  all' Europa - subito accolto - ad agire in questo senso. Di qui, la richieste di nuove sanzioi anche da parte di Francia, Germania e Gran Bretagna.     

 Obama: "Assad si faccia da parte" - "Per il bene del popolo siriano è arrivato il momento che il presidente Assad si dimetta". E'  quanto ha detto il presidente Usa, Barack Obama, che per la prima volta chiede pubblicamente al leader di lasciare il potere. "Abbiamo più volte ripetuto che il presidente Assad doveva guidare la transizione democratica o farsi da parte. E non l’ha guidata", ha spiegato ancora Obama nella dichiarazione diffusa poco prima della conferenza stampa di Hillary Clinton. Il Segretario di Stato ha annunciato, oltre alla richiesta ufficiale di dimissioni, nuove sanzioni nei confronti del regime in risposta alla sanguinosa repressione delle proteste del movimento che invoca riforme democratiche.

Sanzioni Usa- "L'immediato congelamento di tutti i beni del governo siriano sottoposti alla giurisdizione americano e il divieto di importare petrolio siriano". Queste, alcune delle misure
"senza precedenti" che il governo americano adotterà nei confronti della Siria per "aumentare l’isolamente finanziario del regime di Assad e diminuire ulteriormente la sua capacità di finanziare la campagna di violenze contro il popolo siriano". Nel decreto, inoltre, viene contemplato il divieto per tutti i cittadini americani di "avere qualsiasi transazione con il governo siriano, fare accordi con l’industria petrolifera siriana e di operare ed investire in Siria".
 
Dall'Europa -  Lo stesso invito è arrivato anche da parte dell'Unione Europea, mentre Francia, Germania e Regno Unito hanno proposto di adottare nuove e più dure sanzioni. "L'Ue - ha dichiarato il capo della diplomazia dei Ventisette, Catherine Ashton - ha constatato la totale perdita di legittimità di Assad davanti al popolo siriano e quindi la necessità che si dimetta".

La promessa di Assad - Il presidente della Siria, a causa delle forti pressioni internazionali, sembra pronto a fare un passo indietro. In una telefonata con il capo delle
Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha promesso di porre termine alle operazioni militare nel suo Paese. Ban Ki-Moon gli aveva chiesto "la fine immediata delle operazioni dell'esercito e degli arresti di massa". Assad avrebbe acconsentito.

Inchiesta sulla repressione - La retromarcia (almeno verbale) di Assad arriva poche ore dopo la notizia che l'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani si appresta a chiedere al Consiglio di sicurezza che la Corte penale internazionale apra  un' inchiesta sulla repressione in Siria. Secondo l'Alto commissario per i diritti umani Navi Pillay esistono ormai prove inconfutabili delle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate quotidianamente in Siria. E prima dell'annuncio di Assad, alcune fonti citate dall'agenzia Reuters riferivano che era imminente un appello da parte di Stati Uniti e Unione Europea per chiedere al presidente siriano di lasciare il potere.

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Commenti all'articolo

  • ander86

    19 Agosto 2011 - 11:11

    La Siria ha affermato che Obama fomenta la rivolta. Di fronte a queste affermazioni non si può dire che non sia vero. Effettivamente,gli Stati Uniti fomentano la rivolta. Ogni qual volta si parla di repressione finita,spunta Obama e i suoi quattro colleghi:"Assad se ne deve andare". Dunque,affermazioni di questo genere accendono gli animi e gettano "benzina sul fuoco". Poi,ovviamente,ogni Stato sarebbe chiamato a sedare rivolte interne; e le rivolte nei Paesi arabi non sono come quelle che accadono nei Paesi Occidentali. Sono molto più aspre e travolgenti. Già abbiamo potuto notare cosa può accadere quando accadono le cosiddette rivolte. Lo abbiamo visto a Londra e in altre città britaniche. Ci sono stati anche morti e feriti. Immaginate dunque,quale possa essere l'entità di una rivolta in un Paese arabo con migliaia e migliaia di persone,che non certo sono rilassate come noi occidentali. La prudenza del premio Nobel per la pace dove sta?

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  • lugano64

    18 Agosto 2011 - 19:07

    ma al posto che lasciare Assad non potrebbe lasciare Obama il posto a qualcuno di più serio e "Americano"...... è lo stesso che vuole il Tibet ai cinesi e attaca Assad......bella lotta di "democratici e liberali".......ma nessuno in America riesce a proporre la sostituzione di Obama prima delle prossime elezioni?

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  • meloni.bruno

    18 Agosto 2011 - 12:12

    Dopo essersi saziato del sangue del popolo Siriano, l'assassino Dracula Assad con il beneplacido dell'ONU torna nel suo bunker a riposarsi!

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  • bellissimo

    18 Agosto 2011 - 10:10

    Finalmente si tira un sospiro di sollievo. Dopo questa promessa l'ONU può andare in vacanza,anzi può anche chiudere definitivamente.

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