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Gazel, l'eroe inglese in Libia: l'incubo dei cecchini lealisti

Ha 19 anni. Faceva il cacciatore ed è il simbolo dell'avanzata dei ribelli. Stana i tiratori scelti e li uccide: "Siamo bravi"

Gazel, l'eroe inglese in Libia: l'incubo dei cecchini lealisti
Ha solo 19 anni e l'aspetto di un ragazzo come tanti ma a Zawiyah, la città petrolifera a 50 chilometri da Tripoli, ha già la fama di un eroe: grazie a una furbizia non comune e a un’eccezionale abilità nell’uso delle armi. Tareg Gazel, madre nordirlandese e padre libico, è diventato l’incubo dei cecchini di Muammar Gheddafi, e il simbolo dell’avanzata dei ribelli nella città chiave alle porte della capitale.  

"Uccisi 4 in una notte" - Come nella trama di un film hollywoodiano questo ragazzo, abituato a cacciare nel deserto fin dalla tenerà età, ha deciso di mettere le sue abilità al servizio della causa dei ribelli, aiutandoli a liberare la sua città dagli spietati tiratori del Colonnello. "La scorsa notte ne abbiamo uccisi quattro - racconta - e altri due la notte prima". Non si nasconde, Gazel, quando gli chiedono di raccontare la tecnica con cui scova i suoi nemici: "Quando veniamo a sapere da un informatore che c'è un cecchino in un posto, andiamo a vedere cosa succede, per diverse ore ci limitiamo a osservare e poi mettiamo in atto i nostri trucchi". Di notte, spiega, il lavoro è più semplice: "Leghiamo una torcia a un cane e, quando attraversa la strada, vediamo da dove proviene la luce del mirino laser. E’ così che abbiamo preso il primo. Oppure, attraversiamo noi stessi la strada correndo per attirare il fuoco".

"Colpiamo in testa o al cuore" - L’operazione più lunga, racconta il ragazzo, ha richiesto ben otto ore. "Ma non siamo Seals o altro - si schermisce -, siamo solo fortunati". Anche se non nasconde la sua abilità: "Molti dei nostri sono cacciatori, siamo bravi con i fucili", ammette. Ne è prova il fatto che "la maggio parte delle nostre vittime sono state colpite alla testa o al cuore". Gazel spiega come molti dei cecchini del regime siano in realtà mercenari stranieri, a cui Gheddafi è costretto a ricorrere a causa della sua scarsa popolarità in patria. "Due giorni fa abbiamo catturato una donna nigeriana, era maledettamente in gamba", racconta. La tiratrice è ora tenuta prigioniera in un luogo segreto, insieme agli altri cecchini catturati. Gazel, che non si nasconde ai giornalisti, rifiuta però di farsi fotografare. "Ho ancora dei parenti in carcere", spiega. "E, anche se ho un passaporto britannico, non servirà a niente se mi catturano".

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Commenti all'articolo

  • stelvien

    22 Agosto 2011 - 18:06

    sono pienamente d'accordo con vaipino

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  • lamola

    22 Agosto 2011 - 09:09

    Ma che storia strana vagamente oscurantista dove pare che in un paese musulmano esista la caccia se non quella praticata per sport con il falcone da alcuni nobilotti negli stati della penisola arabica. Al contrario, in Libia esistono liberi nel deserto migliaia di cani bastardi e inselvatichiti che forse sono il lascito dei cacciatori italiani del sogno colonizzatore del posto al sole e poi abbandonati con tutto il resto al tempo della cacciata degli italiani. Se il killer dei cecchini esiste veramente, avrà certamente avuto un addestramento diverso.

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  • vaipino

    22 Agosto 2011 - 08:08

    In Italia ci sarebbe tanto da fare per il nostro bravo cecchino

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  • Franx68

    21 Agosto 2011 - 19:07

    L'articolo su questo "prodigioso" giovanotto...mi lascia senza parole!!! Ma....NON era meglio che andava a fare il DONGIOVANNI con qualche ragazza o ragazzo (a secondo dei gusti)invece di fare IL FIGO vantandosi dei colpi letali inferti al SUO nemico!!!!!LA COSA VERGOGNOSA è CHE SOMOGLIAMO sempre di più a dei cannibali. I CECCHINI VERI non vanno raccontando a chi e dove sparano!!!anche loro hanno una coscenza,una professionalità e pudore . F.M.

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