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Ribelli: Gheddafi vivo o morto Taglia da 1,6 milioni di dollari

Offerta anche amnistia. Sarkozy: "A Parigi summit il 1° settembre". Figlia Colonnello chiama a resistenza. Lui parla in radio

Ribelli: Gheddafi vivo o morto  Taglia da 1,6 milioni di dollari

L'assedio e la presa del bunker di Bab al-Aziziya da parte dei ribelli non piega il capo di Muammar Gheddafi: la rappresaglia delle forze lealiste ha colpito quattro giornalisti italiani, rapiti dalle milizie fedeli al Raìs. Mentre gli insorti occupano il suo quartier generale su cui issano la loro bandiera a Tripoli e festeggiano la liberazione della Libia, il Colonnello si nasconde, sì, ma solo in parte. Non c'era martedì nel covo, mentre le sue truppe cedevano progressivamente campo agli avversari. I ribelli così hanno offerto "l'amnistia a chiunque cattuererà o ucciderà Muammr Gheddafi". L'annuncio è arrivato dal presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil. Inoltre, il Cnt ha messo una taglia di 1,6 milioni di dollari sul Colonnello, per chiunque lo catturi o lo uccida. Nella notte il Raìs ha lanciato una nuova sfida e ha trovato modo di parlare ancora. La ritirata da Bab al-Aziziya non è stata una fuga, ma una "mossa tattica". Il Pentagono e la Casa Bianca hanno nuovamente confermato di ritenere che Gheddafi non abbia lasciato il Paese. La figlia del leader libico, Aisha, ha lanciato dalla tv lealista al Orouba un appello al popolo affinché "si unisca contro la Nato e l'ingerenza straniera". Una buona notizia è arrivata dall'Hotel Rixos: i giornalisti stranieri sono stati liberati.

Sarkozy: "Conferenza il 1° settembre" - Nella serata di mercoledì ha fatto il punto sulla missione in Libia il presidente francese, Nicoals Sarkozy, che ha smentito categoricamente la presenza di "forze speciali" francesi nel Paese. Inoltre Sarkò ha annunciato che il primo settembre si terrà la Conferenza internazionale sulla Libia a Parigi. "Siamo disposti a continuare l'intervento militare seguendo le indicazioni dell'Onu fino a quando i nostri amici libici ne avranno bisogno - ha aggiunto, per poi assicurare -: lavoreremo per la democrazia della Libia".

Russia: "Cercare una mediazione" - In parallelo a quella che Maurizio Stefanini definisce la 'guerra delle balle', prosegue l'opera diplomatica, dove fa notizia la posizione del Cremlino. Il presidente russo, Dimitri Medvedev, ha esordato il Colonnello latitante ad avviare dei negoziati con i ribelli. A differenza di molti altri leader della comunità internazionale, infatti, il numero uno del Cremlino si è detto convinto che il Raìs "ha ancora qualche influenza nel Paese". In parallelo prosegue la rappresaglia lealista: i fedeli di Gheddafi avrebbero preso in ostaggio i giornalisti bloccati da giorni in un Hotel di Tripoli. Inoltre i miliziani fedeli al regime hanno bombardato la zona dell'aeroporto e il centro della Capitale.

I lealisti bombardano Tripoli - L'emittente al Jazeera ha riferito che le forze lealiste hanno aperto il fuoco aereo sull'aeroporto, sul centro della città e anche sul bunker di Gheddafi occupato dagli insorti. Dalla cittadella si è levata una gigantesca colonna di fumo e si sono udite esplosioni mentre le parti ingaggiavano feroci combattimenti, tra tiri incrociati di armi automatiche, mitragliatrici pesanti, lancia-granate e mortai. Le strade del centro di tripoli sono deserte, mentre i cecchini lealisti avrebbero ripreso le posizioni sui tetti. "Ci sono dozzine di tiratori, anche intorno al perimetro di Bab al Aziziya", spiegava Nuri Mihammed, un capo dei ribelli. Proseguono gli scontri anche in altri quartieri. L'arsenale libico di armi di distruzioni di massa, bombe chimiche tra le quali ci sono 10 tonnellate di gas mostarda, sarebbe però al sicuro. Dave Lapan, portavoce della Nato, ha però spiegato che "non si può dire altrettanto dell'arsenale di missili antiaerei portatili, tipo gli Usa Stinger". 

Liberati i giornalisti - La battaglia a Tripoli, però, è tutt'altro che terminata. Mercoledì mattina sono state udite diverse esplosioni, almeno dieci, che con la loro potenza hanno fatto tremare il lato orientale della capitale, sul cui cielo volteggiano gli aerei della Coalizione. Potenti esplosioni sono state udite nei pressi dell'Hotel Rixos, l'albergo dei giornalisti, non lontano dal compound di Bab al Aziziya, da dove è alla fine arrivata una buona notizia. Sono stati liberati i circa trenta giornalisti intornazionali bloccati da diversi giorni all'interno dell'edificio. "La situazione è peggiorata nella notte", aveva spiegato l'inviato della Bbc Matthew Price, intervenendo a una trasmissione. "Ci sono soldati che ci controllano e cecchini sul tetto. I nostri movimenti sono limitati e chiaramente non siamo in grado di uscire dall'edificio". Tutti i cronisti, protetti da un elmetto e da un giubbotto antiproiettile, si trovavano al primo piano dell'albergo. La rappresaglia dei fedeli al regime, nel frattempo, si è abbattuta ancora su Misurata, la roccaforte ribelle in Tripolitania verso la quale la scorsa notte sono stati sparati diversi missili Scud.

"Vittoria o morte" - In collegamento telefonico con la tv filogovernativa al Oruba, Gheddafi tuona: "Bab al-Aziziya non era altro che un ammasso di macerie a causa di 64 raid della Nato", sminuendo così l'azione degli insorti. Il dittatore libico non molla la presa e ripete il mantra: "Morte o vittoria contro l'aggressore". Quindi, al solito provocatorio, ribadisce di essere ancora a Tripoli. Di più, il Colonnello rivela di "essere stato un po' in giro per la città, discretamente, senza essere visto dalla gente e di non aver avuto la sensazione che Tripoli fosse in pericolo". Poi l'appello ai suoi sostenitori: "Ripulite la città dai traditori. Giovani, uomini e donne delle tribù, dovete sparpagliarvi in tutta Tripoli per ripulirla". Un appello che per ora è caduto nel vuoto, anche se i soldati lealisti hanno lanciato un'offensiva contro la città di Adjelat, a Ovest della capitale. Secondo l'emittente al-Arabiya, nell'attacco contro le postazioni dei ribelli sono stati utilizzati razzi e carri armati.

Il bilancio - Si prova intanto a tracciare un bilancio dalla persa di tripoli. Secondo la stima fornita da Mustafa Abdel Jalil, presidente del Cnt, nei combattimenti degli ultimi tre giorni sarebbero morte più di 400 persone, i feriti sarebbero oltre 2mila. Gli oppositori, ha riferito Jalil, hanno catturato circa 600 miliziani lealisti. Prosegue l'emergenza negli ospedali di Tripoli, che a causa del sovraffollamento non riescono a curare i feriti. La battaglia prosegue. Il portavoce del governo libico fedele a Gheddafi, Ibrahim Moussa, la scorsa notte ha affermato che Gheddafi "è in grado di resistere per mesi o anni agli insorti che hanno preso il controllo della maggior parte di Tripoli".

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Commenti all'articolo

  • Lupetto99

    24 Agosto 2011 - 21:09

    Come dice Ortensia siamo traditori. Avevamo un trattato di non aggressione ancora in vigore ,firmato da poco tempo con la Libia del colonnello, in poco tempo siamo passati dal soategno al regime al bombardamento delle città e forse ai tentativi di eliminazione fisica del rais. Siamo i soliti voltagabbana, o almeno lo sono i politici italiani di tutti gli schieramenti che non riflettono mai abbastanza sulle loro azioni. Chi presterà fede alla parola del nostro governo? Mentre cercate la risposta ricordate che la scelta sciagurata della guerra ci ha fatto diventare un fronte di guerra come lo fu la Francia di Chirac negli anni 90 nei confronti dell' Algeria. Autunno caldo non solo per la crisi economica ma anche per i possibili attentati delle parti in lotta. Chi possiamo incolpare per questo disastro prevedibile?

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  • blues188

    24 Agosto 2011 - 20:08

    La taglia svela il vero piano dei maramaldi che l'hanno aggredito: farlo fuori per prendersi il petrolio. La balla della democrazia è una truffa per i beduini che ci credono (noi europei). E se non lo uccidono rischiano di veder svanire il sogno di 'arricchirsi' ulteriormente già oltre l'oceano di soldi che hanno. A partire da Sarkò

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  • raucher

    24 Agosto 2011 - 18:06

    Lei ha dimenticato di dire che quella furbona della Sig.ra Merkel che si è defilata al momento opportuno, ora tenta di allungare le manine sul petrolio.

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  • raucher

    24 Agosto 2011 - 18:06

    ma Lei si sente bene?

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