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Viagra, stragi e arresti fasulli Continua la guerra delle balle

L'ultima bufala dalla Libia è la cattura dei figli di Gheddafi. Con l'avvento di Internet le menzogne belliche più forti che mai

Viagra, stragi e arresti fasulli Continua la guerra delle balle
I ribelli libici dicevano di avere in mano Saif al-Islam, oltre a altri due figli di Gheddafi. Saif al-Islam se ne va ora in giro libero per Tripoli, e racconta che la città sta in mano al regime. È evidente che la prima notizia non è vera: la ridda delle ipotesi è sul modo in cui sa riuscito a fuggire, o se invece non fosse stato arrestato proprio. La Corte Penale Internazionale, che era stata citata per confermare la notizia della detenzione di Saif al-Islam, ha smentito di aver mai dato una simile conferma. Ma d’altra parte, neanche quel che Saif al-Islam dice su una Tripoli tranquilla sembra molto sensato, con giornalisti e filmati a mostrare la Piazza Verde, ora ribattezzata Piazza dei Martiri, piena di bandiere tricolori, e con la tv di Stato che ha smesso di trasmettere. È vero che il 25 marzo al-Jazeera e al-Arabiya avevano annunciato una caduta di Sirte, città natale di Gheddafi, che in realtà non c’era mai stata: anzi, da Sirte i gheddafisti continuano ancora a combattere, lanciando Scud su Misurata. Ma effettivamente allora il riscontro dei giornalisti mostrò subito che era una balla.

«Quando inizia una guerra la prima vittima è la verità», diceva addirittura il padre della Tragedia Eschilo. «In tempo di guerra la verità è così preziosa che sempre bisogna proteggerla con una cortina di bugie», è una famosa battuta di Winston Churchill. «Non si mente mai tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia», osservò Otto von Bismarck. La guerra civile in Libia sembra mostrare come neanche gli avanzamenti continui della tecnologia delle comunicazioni, fino a Facebook e a Twitter e ai cellulari che filmano, riescano a porre rimedio a questo antico problema. Anzi, semmai lo stanno peggiorando, nel senso che ormai le balle circolano con una velocità prima inarrivabile. I ribelli, ad esempio, hanno detto che Gheddafi stava distribuendo Viagra alle sue truppe per istigarle allo stupro, e Hillary Clinton lo aveva ripetuto. Ma una missione di Amnesty International in tre mesi non è riuscita a trovarne alcuna prova. Da fonte gheddafista all’inizio della rivolta rimbalzò la denuncia che Al-Qaida stava distribuendo ai manifestanti sostanze allucinogene, e la cosa fu riportata senza commenti; ma anche che i ribelli avevano proclamato un Emirato Islamico a El Beida, e l’allarme rimbalzò anche a livello di governo italiano. Nemmeno di questo Emirato i giornalisti arrivati in Cirenaica hanno trovato alcuna traccia. Questo ovviamente non vuol dire né che stupri non ve ne siano sicuramente stati, e neanche che non ci fossero jihadisti in mezzo. Ma certamente non in questi toni estremi che erano finiti sulla stampa.

Ancora, all’inizio del conflitto circolarono sul web impressionanti immagini di buche con cadaveri in riva al mare, e si disse che erano fosse comuni con le vittime della repressione gheddafista. Quasi subito, vi sono stati riconosciuti i cimiteri tripolini di Sidi Hamed e Tagura. Poi, vari giornalisti poterono arrivare a Tripoli sotto i bombardamenti, e furono loro mostrati gli effetti dei bombardamenti Nato sui civili. Ma i più accorti di loro scoprirono ad esempio personaggi che comparivano in vari di questi luoghi bombardati, “recitando” la loro parte con tecniche che li segnalavano come presumibili attori professionisti. E perfino un bambino di sette anni presentato come vittima di un’incursione, ma che una infermiera disse loro senza farsene accorgere che in realtà era morto in un incidente stradale. In compenso, non esistono conferme indipendenti, né filmati, né testimonianze del fatto che Gheddafi abbia bombardato i manifestanti di Tripoli con aerei, come riferito da al-Jazeera e al-Arabiya, e i satelliti russi avrebbero anzi smentito che a Tripoli vi fossero segni di distruzione. Gheddafi ha certamente utilizzato senza complimenti l’aviazione contro i ribelli: ma quando si erano già armati e organizzati in esercito. Non si sa però se sia stato lui a usare le bombe a grappolo trovate a Misurata il 15 aprile. La Libia non ha mai firmato la Convenzione Internazionale che le vieta, ma gli Stati Uniti neanche, e alcuni analisti ritengono che i materiali trovati assomiglino soprattutto ai materiali Nato.

di Maurizio Stefanini

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Commenti all'articolo

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    24 Agosto 2011 - 16:04

    Per l'alleanza sarebbe anche giusto che tutti venissero a sapere se Gheddafy prima di bombardare sopra il proprio popolo aveva insistito politicamente contro il nemico portando le prove di fatto in pubblico e contro il nemico con i motivi validi, perche' sarebbe una vera infamia se non lo avesse fatto e se avesse colpito il proprio popolo a tradimento e portando solo il giorno stesso quella politica e colpendo di netto. Se Gheddafy aveva di gia' proclamato le prove contro il nemico che era in Libia e il popolo avvisato non e' un Infame ma se non lo ha fatto e ha colpito il giorno stesso lo e'.

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