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L'11 settembre di McCartney: "Io c'ero. Ho fatto un film"

L'ex Beatle era all'aeroporto di New York: "Ho visto le torri in fiamme". Nella pellicola anche il concerto tributo alle vittime

L'11 settembre di McCartney: "Io c'ero. Ho fatto un film"
Nessuno potrà mai scordare l'11 settembre 2001. L'attacco terroristico alle Torri Gemelle di Manhattan tolse molte certezze all'uomo del Duemila lasciandogli un profondo e radicato senso di inquietudine. Sir Paul McCartney, l'ex Beatle, quel giorno si trovava su un aereo, pronto a decollare dall'aeroporto newyorchese JFK con destinazione Londra. Erano quasi le nove del mattino e McCartney stava consumando la colazione a bordo quando venne distratto dal tragico quadretto che apparve sul finestrino del jet. "Era una splendida mattina di fine estate e gettai l’occhio verso le Twin Towers. Da una delle torri mi accorsi che usciva un pennacchio di fumo, pensai ad una illusione ottica. Non ci feci caso né mi allarmai, poteva essere un incendio di lieve entità... Pochi minuti dopo, però, notai che anche dall’altra torre apparve del fumo. Cominciai a preoccuparmi anche perché la nostra partenza venne ritardata misteriosamente", ricorda l'ex Beatle. La cui testimonianza agghiacciante è raccontata con dieci anni di ritardo come se Paul avesse esorcizzato il terrore soltanto ora: "Abbiamo guardato questa scena per un po’, poi uno degli steward si è avvicinato e mi ha detto bruscamente: signor McCartney, ci spiace, sta succedendo qualcosa di molto grave a New York e abbiamo appena ricevuto l’ordine di uscire tutti dall'aereo. Spaventato, sono tornato a casa mia, a Long Island, per seguire in tv quello che succedeva... Fu tremendo, non potevo fare niente, nessuno di noi poteva farlo… C'erano migliaia di morti… Volevo andare a Manhattan ma a nessuno era permesso di andare lì per giorni e, mentre pensavo a cosa potevo fare, mi venne l’idea che forse si poteva organizzare un concerto in memoria di NY".

Insieme al ricordo raccapricciante di quegli attimi terribili arriva ora un film, firmato dallo stesso McCartney, che ha deciso di riaprire quella nefasta stanza della memoria. L'ex Beatles, evidentemente, non ha mai rimosso l'esperienza e ha deciso di raccontare il suo personalissimo 11 settembre attraverso un documentario dal titolo The love we make. Il film, voluto dall’ex Beatle ma girato dal regista Albert Maysles, narra quella interminabile e tragica giornata attraverso gli occhi dell’autore di Yesterday e di Let it be. Volutamente girato in bianco e nero - come i due colori scelti per la locandina - il film non si limita al racconto di McCartney ma narra anche il lavoro svolto dall’ex Beatle per la pianificazione e la preparazione del Concert for New York City, lo show corale svoltosi al Madison Square Garden sei settimane dopo gli attacchi aerei. Paul, difatti, ama New York con passione: in quella città conobbe il successo planetario ai tempi del Beatles, dando vita a show leggendari come l’esibizione allo Shea Stadium nel 1965 (60.000 paganti, un evento per l’epoca). Per le strade di Manhattan si concretizzò l’amore per la prima moglie, Linda, scomparsa nel 1998. Al Dakota House andò a trovare e fece pace con John Lennon, poco prima dell’assassinio dell’amico. E a Long Island, poco distante dalla Grande Mela, andrà ad abitare con Nancy Shevall, la miliardaria destinata a diventare la terza signora McCartney.

Le riprese di The love we make hanno seguito Paul durante le prove del concerto e, nelle immagini, si vede il bassista mentre cammina nei dintorni di Ground Zero e presenzia le interviste realizzate nel backstage alle star accorse sul palco: David Bowie in una delle ultime esibizioni live, Steve Buscemi, Eric Clapton, l’ex presidente Usa Bill Clinton che si esibì al sax, e poi Sheryl Crow, Harrison Ford, Mick Jagger, Jay Z, Billy Joel, Elton John, la figlia di Paul, Stella, nota stilista, Keith Richards e James Taylor. Il film verrà trasmesso in anteprima dalla pay tv statunitense Showtime-CBS nella notte tra il 10 e l’11 settembre prossimo, per poi approdare nei cinema. "Ho voluto organizzare quel concerto in memoria dei tanti vigili del fuoco periti durante i soccorsi. Mio padre era stato un fireman, a Liverpool, durante la seconda guerra mondiale quando i bombardamenti di Hitler colpirono pesantemente le zone dei Docks. Quella del Madison è stata una serata intensa, un modo per ridare fiducia a New York", confessa McCartney. Il quale, a 69 anni, è vitale come non mai e preso da molti progetti: le nozze imminenti con Nancy; l'idea di diventare il testimonial musicale che inaugurerà le Olimpiadi di Londra 2012 (a 50 anni esatti dal primo disco del Beatles…); e l'uscita del cd che contiene le musiche scritte per il balletto classico Ocean's Kingdom che debutterà il prossimo 22 settembre proprio a New York. "Ho voluto mettere in musica le mie emozioni", ha spiegato Paul, "la sfida era quella di tradurre in note paura, amore, rabbia e tristezza di una vita, e ho trovato tutto questo molto stimolante". Dieci anni dopo quel terrificante e, purtroppo, indimenticabile 11 settembre.

di Leonardo Iannacci

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Commenti all'articolo

  • Dream

    25 Agosto 2011 - 16:04

    dovrebbe devolvere tutti gli incassi ai vigili del fuoco!!

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