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L'ultimo affronto di Battisti: "Non mi pento di nulla"

Il terrorista rosso: "Mi sento cittadino brasiliano, vorrei ringraziare Lula. In Italia campagna d'estrema destra"

L'ultimo affronto di Battisti: "Non mi pento di nulla"
Lo sguardo torvo, la posa strafottente, una copertina guadagnata sul "giornale più combattivo del Brasile, Istoè. L'ultima provocazione di Cesare Battisti pare soprattutto una sfida all'Italia: "Non ho paura di niente, non mi pento di nulla". Così parla, da quelle pagine, il terrorista rosso condannato all'ergastolo per quattro omicidi durante gli Anni di Piombo di cui il Brasile ha negato l'estradizione in Italia. Senza vergogna, si direbbe, ma d'altronde non è una novità. Dell'Italia, Battisti non ha rispetto da molto tempo, da quando per esempio è fuggito in Francia, protetto dall'establishment culturale della gauche. Tanto che ora, da San Paolo, Istoè lo definisce un po' provocatoriamente "Un cittadino brasiliano", visto che lo stesso Battisti riferisce di "voler essere naturalizzato".

Senza freni - "Avevo già esperienza di prigione e libertà - afferma l'ex terrorista -. Sapevo che dopo l'inferno della prigione c'è un altro inferno fuori dalla cella". L'inferno di Battisti è una vita fatta di "collette" degli amici intellettuali e di attività culturali come la collaborazione con "Lettura Furiosa", ong francese di Luiz Rosa che secondo Istoè riceve l'appoggio dell'Unione Europea. Battisti non perde la voglia di prendersi gioco a distanza della giustizia italiana: "Spero di poter ringraziare personalmente le molte persone che mi hanno aiutato, principalmente Tarso Genro (l'ex ministro della Giustizia del presidente Lula, ndr). Se fosse possibile, se non incomodo nessuno, mi piacerebbe molto anche ringraziare il presidente Lula". Già, Lula, l'uomo che come ultimo gesto del suo mandato ha scelto di sconfessare la decisione del Supremo tribunale federale brasiliano e salvare così Battisti. "Non mi pento di niente - dice più avanti l'ex militante dei Pac (Proletari armati per il comunismo) -. Non posso pentirmi di ciò che non ho commesso. Loro stanno accusandomi di omicidi. I responsabili sono stati arrestati e torturati. Quando si sono verificate le morti, io non facevo più parte dell'organizzazione". E alla maggior parte degli italiani che lo vorrebbe in galera, in patria, risponde con scherno: "Dietro questa campagna vi sono gruppi di estrema destra manipolati. Ma ci sono anche quelli che mi difendono".

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Commenti all'articolo

  • Baronedel Carretto

    29 Agosto 2011 - 12:12

    Ammazza e ride! p.s. ... e poi viene pietosamente difeso dai compagnucci.

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  • Caninforato

    29 Agosto 2011 - 11:11

    Tu dici: VOGLIO che sia estradato in Italia ecc. Invito anche te e tutti gli altri che si sono succeduti su questa pagina ad informarsi, almeno un minimo, prima di inviare improperi ed insulti senza sapere di cosa parlano (può bastare, con minimo sforzo, anche Wikipedia). A scanso di equivoci, io per primo disprezzo tutti coloro che hanno fatto ricorso alla violenza in quegli anni bui, ma voglio solo ricordare che il soggetto in questione è stato condannato contumace a 4 ergastoli senza prove, solo la testimonianza di un "pentito" rivelatosi poi inaffidabile, e in forza delle Leggi Speciali (Cossiga) poi abrogate... Se venisse estradato in Italia, i suoi Avvocati avrebbero gioco facile a far riaprire i processi e farlo assolvere per insufficienza di prove (come avvenuto di recente per Delfo Zorzi, quello scappato in Giappone) e quindi con solo nuovi costi per la collettività e ulteriori beffe per i parenti delle vittime...

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  • giobat

    29 Agosto 2011 - 11:11

    un brutto e lurido topo da fogna!!!dovresti sapere che per pochi R$ in Brasile c'è sempre qualcuno disposto a fare la pelle a chicchesia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • Helmut

    29 Agosto 2011 - 10:10

    ....che in un paese come il brasile dove la vita per le sue strade vale pochi spiccioli, dove un bambino di 10 anni che sniffa colla uccide un turista per un orologio o una catenella da 4 soldi e certa feccia umana come B. possa girare indisturbato senza temere nulla.

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